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Sabato 23 Settembre 2017 | 22:13

Ventura: «Parto tranquillo sarà proprio un buon Bari»

Le linee guida per la prossima serie A di calcio sono state tracciate, ora c’è... soltanto da fare i conti con il mercato. Il tecnico: «Ma questo compito spetterà ad Angelozzi. Non sapete quanto sia stato sollevato dall’arrivo del direttore sportivo. Anzi, sapete che vi dico? Che fra qualche giorno me ne vado in Sardegna, poi prendo un aereo e me la filo all’estero. Avviso ai naviganti: cellulare staccato per una decina di giorni»
Ventura: «Parto tranquillo sarà proprio un buon Bari»
di Fabrizio Nitti

BARI - Le linee guida sono state tracciate, ora c’è... soltanto da fare i conti con il mercato. «Ma questo compito spetterà a Guido Angelozzi. Non sapete quanto sia stato sollevato dall’arrivo del direttore sportivo - racconta Giampiero Ventura -. Anzi, sapete che vi dico? Che fra qualche giorno me ne vado in Sardegna, poi prendo un aereo e me la filo all’estero. Avviso ai naviganti: cellulare staccato, ho bisogno di isolarmi, di calcio non voglio sentire parlare per una decina di giorni almeno».

Nell’attesa, oggi si apre una settimana densa di appuntamenti. Angelozzi vola a Milano per cominciare la costruzione del nuovo Bari.

«Dubito che riusciremo a chiudere determinate operazioni. Ma è sempre importante mettere carne al fuoco. Le linee di condotta sono chiare, ovviamente in rapporto alla disponibilità della società in questo momento».

Quindi il Bari si presenterà in ritiro in maniera più compatta rispetto allo scorso anno?

«Nel luglio scorso molte cose erano incerte, perfino sulla proprietà della società. Questa volta direi che tranne Bonucci e, forse, Ranocchia, il resto è molto più limpido. Voglio un Bari completo al novanta per cento per l’inizio del campionato. Cioè, chiedo che almeno quattro giocatori arrivino subito».

Barreto e Almiron, croce e delizia del popolo biancorosso.

«L’Udinese e la Juventus vogliono lasciarli al Bari, io sarei ben felice di allenarli ancora e credo che sarebbe utile anche a loro restare in Puglia. Queste sono le parole. Poi, ci sono i fatti e naturalmente nulla è gratis».

Facciamo il gioco della torre. Se proprio dovesse sceglierne uno, chi salverebbe?

«A parità di condizioni economiche è sempre più difficile andare alla ricerca di una punta. Il centrocampista è più semplice da reperire».

Intanto in attacco si riparte con Kutuzov e Castillo.

«Non ho certezze assolute, ma Meggiorini resterà. E per lui sarà l’anno della consacrazione perché, ormai, sa come muoversi in questo Bari».

Belmonte resta. Andrea Masiello torna arruolabile come centrale difensivo?

«Andrà verificata la disponibilità del mercato, se ci saranno opportunità di prendere altri centrali. Ma l’idea può essere quella».

Motta della Roma, esterno destro difensivo, è solo un sogno di mezza estate?

«I fatti stanno in questi termini. Tempo fa, prima che arrivasse Angelozzi, chiacchierai con Pradé della Roma. E mi fu prospettata l’ipotesi di Motta. Ma, mi chiedo: dopo la Roma, Motta verrebbe a Bari? E poi un’altra cosa: di un prestito non sapremmo che fare, andremmo a penalizzare una “cosa” nostra, cioé Belmonte».

Ma il discorso Motta è legato a Masiello in giallorosso?

«No, assolutamente. Masiello, come Gazzi e Alvarez che pure hanno avuto richieste, da qui non si muoveranno».

Cerci e Andreolli?

«Sapete come la penso, non sono novità».

E del baby bomber Marotta che ne pensa?

«Vi dico la verità: non l’ho mai visto, non lo conosco personalmente. So che ha segnato tanto e che mezza Prima Divisione lo cerca. Gli farei fare ancora esperienza da qualche altra parte. La A è un campionato difficilissimo. Segnare nelle categorie inferiori è un po’ più facile...«

Visto il Lecce? È tornato in A...

«Sono contento, in questo caso faccio l’aziendalista pro-Puglia. Due club in A è tanta roba. Mi auguro che i due derby possano giocarsi con i tifosi avversari presenti. E che tale partita possa diventare uno spot a favore della Puglia».

Senta, ma non teme che il decimo posto si riveli, alla fine, un’arma a doppio taglio?

«Chi è cieco o sordo può cadere in un errore del genere. Servirà buon senso. Non sempre squadre come Juventus, Fiorentina, Lazio e Udinese potranno venire meno. Il Bari è fra quelle società che deve crescere con equilibrio. Non si può investire sui giovani e pretendere la Champions League».

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