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Foggia al fotofinish Caraccio lo salva

Per un quarto d’ora la squadra dauna ha visto la retrocessione in Seconda Divisione. Poi è stato salvato dall'argentino, un giocatore che per una stagione è stato solo un oggetto misterioso. Suo il gol che ha consentito di perdere (1-2, stesso risultato dell'andata) con un solo gol di scarto e di riacquistare la permanenza in Prima Divisione. Tifosi inferociti e partita sospesa per 13’
Foggia al fotofinish Caraccio lo salva
Foggia-Pescina 1-2 

FoggiaMilan 5, Carbone 5, Di Dio 5, Burzigotti 5.5, Micco 5, Agnelli 6, Millesi 5, Colomba 5.5, (dal 24’ st Caraccio 7), Mancino 5 (dal 40’ st Morini 5), Desideri 5 (dal 1’ st Visone 5.5); Ceccarelli 5. In panchina: Bindi, Torta, Sgambato, Quadrini. All.: Ugolotti 5
PescinaBifulco 6, Locatelli 6, Petitto 6 (dal 55’ st Choutos sv), Birindidelli 6, Cesar 6, Giordano 6, De Angelis 6, Capparella 6, Rebecchi 6, Dall’Acqua 6 (dal 55’ st Negro sv), Cipolla 6. In panchina: Merletti, Di Bella, Bettega, Ferraresi, Mateus. All.: Di Loreto 6.
Arbitro: Tidona di Torino.
Reti: nel pt al 17’ Dall’Acqua; nel st al 23’ Cipolla, al 37’ Carraccio.
Note: Espulso Di Bella (direttamente dalla panchina); ammoniti: Cipolla, Rebecchi, Mancino, Giordano, Visone, Burzigotti. Angoli 4 a 2 per il Foggia. Spettatori paganti 1.937 per un incasso di 21.606 euro.

di Filippo Santigliano

FOGGIA - Più che su scherzi a parte sembrava di essere finiti nel tunnel degli orrori. Per un quarto d’ora il Foggia ha visto la retrocessione in seconda divisione. Poi è stato salvato da un giocatore che per una stagione è stato solo un oggetto misterioso: l’argentino Caraccio. Suo il gol che ha consentito al Foggia di perdere con un solo gol di scarto e di riacquistare la permanenza in «prima divisione». Già, per salvarsi oltre ad una vittoria o ad un pareggio era sufficiente addirittura una sconfitta, sia pur per un gol di scarto, invece la squadra di Ugolotti, per lunghi tratti irriconoscibile se non irritante, era riuscita nell’impresa di farsi fare due gol e di sprofondare nell’abisso della seconda divisione. Il Foggia invece riesce a raggiungere l’obiettivo minimo della salvezza, un traguardo varcato a conclusione di una stagione da batticuore e con la plateale contestazione dei tifosi. Per alcuni minuti si è inoltre temuto il peggio. Al secondo gol del Pescina, le intemperanze di una parte della tifoseria hanno costretto l’arbitro a sospendere la gara per circa 13 minuti. Poi il gioco è ripreso (Polizia e steward hanno tenuto sotto controllo la situazione) ed il Foggia, spinto più dalla forza dei nervi che dalla lucidità, è riuscito a cogliere il gol del 2-1 e a difendere quello svantaggio minimo che gli ha consentito appunto di cogliere la permanenza per aver vinto nella partita di andata 2-1 e, a parità di risultato, per il miglior piazzamento in classifica.

Nessun dubbio sulla validità della gara che, di conseguenza, non è stata condotta avanti pro forma, come sarebbe stato confermato anche nel «referto» consegnato alle due società.

Partita da «batticuore» con il Pescina - che in settimana aveva affidato la squadra al tecnico delle giovanili, Di Loreto - in campo con un telaio a trazione anteriore. Il Foggia si affida alla stessa squadra di domenica scorsa, ma è come se non fosse mai sceso in campo: timoroso, impaurito, impacciato, comincia a gestire il vantaggio della gara di andata e sbaglia tutto. Per di più ci si mettono anche gli errori dei singoli (il portiere Milan ha responsabilità su entrambi i gol) che esaltano invece la disperazione ragionata della squadra abruzzese che ha giocato il tutto per tutto. Gara riaperta - nel doppio confronto - dopo 17’ con Dall’Acqua, ex di turno mai rimpianto, che beffa di testa Milan sugli sviluppi di un angolo. Il Pescina divora almeno tre quattro occasioni da gol, il Foggia non è pervenuto. Ugolotti cambia nella ripresa con Visone al posto di Desideri. L’inizio dei padroni di casa è strepitoso ma i rossoneri sbagliano di tutto sottorete. Così al 23’ matura la beffa, peraltro meritata per quello che si era visto in campo: punizione di Capparella, Milan smanaccia e Cipolla raccoglie e deposita in rete. Il 2-0 scatena la contestazione, poi si riprende e proprio quando tutto sembrava perduto, al 37’ (depurato dalla sospensione di 13 minuti circa), su assist di Ceccarelli, Caraccio di testa segna e riporta il Foggia in prima divisione. Ma c’è poco da esultare. Anzi. Nel dopo partita durante la tradizionale invasione di campo, qualche giocatore del Foggia più che gli applausi avrebbe raccolto un ceffone da un tifoso deluso per la prestazione. Con tanti saluti al fair play.

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