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Lunedì 23 Ottobre 2017 | 09:54

Potenza, la rabbia dell'ex dg Galigani «Il debito pregresso non ci riguarda»

L'ex direttore generale ha replicato alle parole dell'ex patron Postiglione, il quale in un’intervista rilasciata due giorni fa aveva avanzato dubbi sulla massa debitoria del sodalizio lucano, a suo dire cresciuta dall’inizio della sua vicenda giudiziaria. Lo stesso Postiglione, in serata, ha poi preferito gettare acqua sul fuoco, ammorbidendo i toni nell’attesa di avere «elementi di valutazione»
Potenza, la rabbia dell'ex dg Galigani «Il debito pregresso non ci riguarda»
di Antonino Palumbo

POTENZA - Vittorio Galigani, ex direttore generale del Potenza, ha replicato ieri alle parole dell'ex patron del Potenza Sport Club, Giuseppe Postiglione, che in un’intervista rilasciata due giorni fa aveva avanzato dubbi sulla massa debitoria del sodalizio lucano, a suo dire cresciuta dall’inizio della sua vicenda giudiziaria. Lo stesso Postiglione, in serata, ha poi preferito gettare acqua sul fuoco, ammorbidendo i toni nell’attesa di avere «elementi di valutazione».

«Il futuro della Potenza Sport club – ha tuonato Galigani – non si salva con estemporanee apparizioni e dichiarazioni nei salotti mediatici della città. Le carte, nella legalità e trasparenza, sono lì a disposizione di tutti e non possono mai essere smentite da quattro chiacchiere. La semestrale, se approvata, indicherà lo stato di salute al 31 dicembre scorso della società e di conseguenza quale dovrà essere il riequilibrio finanziario imposto dalla Covisoc per ottenere l'ammissione al prossimo campionato professionistico».

Parole decise, quelle dell’ex dg rossoblu, che ha aggiunto: «Sarà opportuno tenere sempre a mente che Donato Arcieri ha amministrato solo dopo il 4 dicembre 2009 e non ha alcuna responsabilità sul pregresso. Ribadisco, con il petto in fuori, che se a Potenza si parla ancora di calcio è grazie alla professionalità del sottoscritto, di Donato Arcieri, di Eduardo Chiacchio e di Ezio Capuano».

Date a Cesare quel che è di Cesare insomma, anche se Galigani aveva quasi presagito il futuro. «Sapevo benissimo e l'ho sempre ribadito a chi mi è stato accanto dal 23 novembre dello scorso anno – ha concluso il dirigente, dimessosi due settimane fa – che non ci sarebbe mai stata riconoscenza da parte di qualcuno per il nostro operato, ma vado ugualmente orgoglioso e fiero per quanto siamo riusciti a fare, tra innumerevoli difficoltà di tutti i generi, per mantenere in vita il calcio a Potenza sino ad oggi. Questo solo per la città, le Istituzioni ed i tifosi veri che avranno modo, in un futuro immediato, di valutare il tutto».

Di contro, Postiglione ha tirato fuori il ramoscello d’ulivo: meglio evitare altri litigi, visto che in questo momento ha altri impegni da fronteggiare, ha detto al telefono in serata. «Non è il momento delle polemiche. Prendo atto delle dichiarazioni di Galigani – ha riferito Postiglione – ma devo constatare che ora non ho nessun elemento per fare una valutazione compiuta della situazione allo stato dell'arte. Solo quando ne avrò avuti, potrò dare un giudizio su quella che è la situazione attuale del Potenza, rispetto a quando l’ho lasciato».

Quanto alla riconoscenza per chi ha condotto la stagione fra mille difficoltà, Postiglione ha ammesso che «i meriti vanno riconosciuti a Galigani, così come agli altri che hanno portato avanti la società. È chiaro però che laddove dovessero emergere discrepanze, è evidente che l’apprezzamento per quanto fatto non renderebbe queste persone immuni da eventuali responsabilità». Capitolo chiuso, dunque. Anche perché c’è da pensare al futuro del Potenza: fra poco più di un mese scadono i termini per l’iscrizione alla Seconda divisione.

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