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«Bari, Angelozzi è una garanzia»

La lunga attesa si è chiusa con l’annuncio ufficiale della società barese (serie A di calcio): Angelozzi è a tutti gli effetti il nuovo direttore sportivo. L’arrivo di Ventura dal Messico era il tassello che mancava: il tecnico e la squadra sono rientrati nelle prime ore di questa mattina. E Matarrese aspettava il ritorno dell’allenatore per rendere pubblico ciò che è un dato acquisito
«Bari, Angelozzi è una garanzia»
di Fabrizio Nitti

BARI - La lunga attesa si è chiusa con l’annuncio ufficiale della società barese, ma Guido Angelozzi è ormai a tutti gli effetti il nuovo direttore sportivo del Bari. L’arrivo di Ventura dal Messico era il tassello che mancava: il tecnico e la squadra sono rientrati in Puglia nelle prime ore di questa mattina. E Matarrese aspettava soltanto il ritorno dell’allenatore genovese per rendere pubblico ciò che è un dato acquisito. Angelozzi e Ventura si metteranno subito al lavoro. Fra l’esigenza di sfoltire una rosa fin troppo vasta e quella di puntellare la squadra, sarà un’estate bollente.

Molto ruoterà attorno a Leonardo Bonucci, in comproprietà con il Genoa, protagonista di una annata strepitosa che è valsa la convocazione per il Mondiale sudafricano. Il Bari, anche a causa dell’assenza di un direttore sportivo, è rimasto alla finestra, molto attento ai sussurri di mercato e alle «voglie» dei grandi club. Bonucci è finito nel mirino di Juventus e Inter, lo stopper potrebbe diventare una preziosa pedina di scambio nelle mani del Bari. Oltre al futuro di Bonucci, in ballo tante altre questioni, a partire da quelle legate a Barreto e Almiron.

Gli addetti ai lavori, gli uomini mercato di società che vanno per la maggiore, promuovono l’«operazione Angelozzi». Ariedo Braida, uno che di affari ne ha confezionati tanti con il Milan, traccia un profilo del nuovo d.s. barese: «Il curriculum di Guido è estremamente valido. Una persona seria e preparata. Come si usa dire nel nostro mondo, uno che sa di calcio. Conosce bene il mestiere, cosa fare, come muoversi, quali contatti toccare. Ed è anche un dirigente conosciuto, apprezzato e stimato. Credo che il Bari stia facendo la scelta migliore. Il nostro non è un mestiere semplice, anche se la gente crede lo sia. In tanti si improvvisano, ma alla lunga restano soltanto quelli che in effetti valgono. Bari è una piazza importante, grande, la ricordo sempre con affetto; Guido mostrerà per intero il suo valore. Ha tutto per raccogliere l’eredità lasciata da Perinetti, il quale, lasciatemelo dire, a Bari ha compiuto una magia. Un grosso in bocca al lupo ad Angelozzi e a tutto il Bari».

Doriano Tosi, nuovo direttore sportivo della Sampdoria appena sbarcata in Champions League, «fotografa» così il nuovo direttore sportivo biancorosso: «Un ottimo dirigente ed un professionista esemplare. Più che apparire, essere sotto i riflettori, preferisce lavorare sodo e seriamente. Uno dei pochi a conoscere profondamente il Sud e la Puglia in particolare. Dopo le esperienze di Andria e Lecce, gli mancava la piazza più importante, cioé Bari. So che ci teneva molto, gli auguro che tutto vada per il meglio. È molto introdotto nel tessuto calcistico, vanta contatti importanti, un punto di riferimento. Se raccoglie un’eredità pesante? E allora cosa dovrebbe dire il futuro allenatore dell’Inter? Io stesso, ad esempio, sono arrivato in una società che senza il sottoscritto ha toccato punte incredibili. Il nostro mestiere è questo, come al solito poi contano i risultati. Certo, Guido arriva in Puglia dopo una promozione dalla B e un piazzamento in a eccezionale, ma lo ritengo assolutamente in grado di fare bene. Al di là di quanto accaduto nell’autunno scorso, non dimentichiamo il lavoro svolto a Lecce, squadra che è a un passo dal ritorno in A».

C’è anche la voce di Pantaleo Corvino a «benedire» la scelta del Bari: «I Matarrese non sbagliano quasi mai i direttori sportivi. Credo che anche stavolta abbiano fatto centro. Angelozzi è la persona giusta sia come uomo e sia sul piano del lavoro. È un amico, conosco le sue qualità umane, l’entusiamo e l’impegno che ci mette quando lavora - dice il direttore sportivo della Fiorentina -. Ma anche per le sue qualità professionali perchè quando è stato messo nelle condizioni di potersi esprimere l’ha fatto sempre al meglio anche in situazioni difficili. È stato bravo a vendere Vucinic alla Roma per ventidue milioni di euro. Tante potenzialità sono passate dalle sue mani che poi sono diventate importanti. Ricordo le punte Amoruso e Corradi lanciati nella Fidelis Andria».

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