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«Lecce, niente paura» parola di Di Michele

Ancora due match ball per conquistare la serie A di calcio, ma l'intenzione dell'ex torinista è quella di non dover avere bisogno del secondo. E, perché questo avvenga, serve il successo pieno a Vicenza. I calcoli sono chiari. Nell’ipotesi più pessimistica, ma anche la più verosimile, e cioè che Brescia e Cesena vinceranno entrambe le partite che restano, al Lecce, per essere promosso servono due punti
«Lecce, niente paura» parola di Di Michele
di MASSIMO BARBANO

LECCE - Ancora due match ball per conquistare la serie A, ma l'intenzione è quella di non dover avere bisogno del secondo. E, perché questo avvenga, serve il successo pieno a Vicenza. I calcoli sono chiari. Nell’ipotesi più pessimistica, ma anche la più verosimile, e cioè che Brescia e Cesena vinceranno entrambe le partite che restano, al Lecce, per essere promosso servono due punti.

E se a Vicenza dovesse arrivarne solo uno, molto probabilmente, bisognerà aspettare l’ultima giornata col Sassuolo.

OBIETTIVO PRIMO POSTO - Il primo posto e la promozione, in realtà, sono abbastanza connessi. «Noi vogliamo chiudere il discorso a Vicenza - spiega Davide Di Michele - e probabilmente un punto non basterebbe. Quindi dobbiamo farne tre che significherebbero automaticamente la serie A e il primo posto in classifica. Quindi non pensiamo al pareggio, se poi dovesse arrivare vedremo”.

Quindi, massima concentrazione sull'obiettivo, facendo conto che le altre non perdano colpi, ma non è detto. «La vittoria del Padova sull’Ascoli - rileva Di Michele - ha riacceso le speranze dei veneti che all’ultima giornata giocheranno con il Brescia. Se saranno in lotta per la salvezza, il Brescia non avrà vita facile. Noi pensiamo a chiudere i conti,poi nel calcio, non si sa mai».

Quello che è certo, è che il Lecce avrà da giocare una partita «vera» e non con una squadra dalle motivazioni affievolite.

«Il Vicenza si gioca i punti per la salvezza e noi la serie A. Quindi ci sarà anche una certa paura perchè chi sbaglia può pagare caro l’errore. Dobbiamo andare lì a giocare con il coltello fra i denti e dobbiamo tenere conto che affrontiamo una squadra con una buona organizzazione di gioco e davanti ha due elementi importanti come Bjelanovic e Sgrigna. Col Torino hanno fatto loro la partita e il Torino ha fatto soltanto il gol».

C’è naturalmente molto rammarico per non aver chiuso i conti col Cesena. Quando Di Michele è uscito dal campo, sull’uno a zero sembrava ormai fatta. «Non mi aspettavo quell’epilogo - dice - anche perché fino a quel momento non avevamo rischiato nulla e mancava ormai poco. Era impensabile che non saremmo riusciti a chiudere neanche con un pareggio. Invece loro ci hanno creduto e sono stati anche fortunati. Peccato, perchè ormai tutti aspettavano soltanto di dare sfogo alla festa».

ASSENZE PESANTI - Già da ieri De Canio ha deciso di far svolgere gli allenamenti a porte chiuse. Una cautela che la dice lunga sull'importanza della posta in palio. E così si andrà avanti fino alla rifinitura di sabato mattina. Per Vicenza, De Canio dovrà fare a meno di quattro pedine importanti: gli squalificati Giacomazzi e Corvia, Mesbah, già partito in ritiro con la nazionale algerina per i mondiali del Sudafrica e Bertolacci impegnato a Mosca nella nazionale Under 19 per le qualificazioni ai campionati europei. Quest'ultima assenza, rende particolarmente problematico l’assetto del centrocampo, giacchè Bertolacci avrebbe potuto giocare nel ruolo di Giacomazzi. A questo punto la soluzione più probabile, è quella di avanzare Angelo sulla linea del centrocampo e inserire Belleri o Terranova nel ruolo di terzino.

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