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Venerdì 20 Ottobre 2017 | 20:05

Greco dopo lo scudetto «Cras, non sono sazia»

«Perdere» due simboli sarebbe stato troppo. Vedere andare via sia Brunson sia Greco all'indomani del secondo scudetto consecutivo di basket femminile sarebbe stato un duro colpo per tutto l'ambiente rossoblù. E invece Michelle ha stupito tutti: «Resto a Taranto». Lo ha detto lunedì sera in diretta, smentendo le voci che la volevano già in Spagna. Per la sostituta di Brunson è quasi fatta con Brooke Baily Smith
Greco dopo lo scudetto «Cras, non sono sazia»
di ANGELO LORETO

TARANTO - «Perdere» due simboli del Cras forse sarebbe stato troppo. Vedere andare via sia Rebekkah Brunson che Michelle Greco all'indomani del secondo scudetto consecutivo sarebbe stato un duro colpo per tutto l'ambiente rossoblù. E invece Michelle ha stupito tutti: «Resto a Taranto».Lo ha detto lunedì sera nel corso dello speciale «Terzo tempo» in onda su Studio 100, la televisione che detiene i diritti televisivi locali del club rossoblù.

Lo ha detto in diretta, smentendo le voci che la volevano già in Spagna. Talmente a sorpresa che i dirigenti del Cras sono balzati sulle poltrone, colpiti dalla lieta notizia. Manca dunque solamente la firma sul contratto da parte della 30enne giocatrice nativa di Los Angeles per far sì che quella 2010-2011 sia per lei la sesta stagione consecutiva a Taranto. Si attende perciò l'ufficialità per chiudere il tassello nella costruzione della squadra per il prossimo anno.

Greco era già data in partenza per Salamanca o addirittura Valencia, assieme a Brunson, e al suo posto si parlava dell'arrivo di Jenifer Nadalin, quest'anno in forza a Venezia. Ma le ultime ore l'hanno evidentemente spinta a scegliere ancora una volta il Cras. Non è però escluso che Nadalin rafforzi l’area rossoblù, dove giocherà l’americana Smith, a cui toccherà l’onere di non far rimpiangere Brunson.

Greco arrivò a Taranto a pochi giorni dall'inizio della stagione 2005-06. Allora ci si chiese se non fosse stato un acquisto di troppo, una sorta di doppione in un reparto «piccole» già abbondante. E invece alla lunga si è dimostrato l'acquisto più azzeccato di tutti, in termini di qualità e quantità in campo ma anche di attaccamento ai colori e di presa sul pubblico. Nel frattempo, col doppio passaporto, ha ottenuto anche la convocazione in azzurro. Fu lei, nel corso della festa scudetto dello scorso anno, ad annunciare «l'anno prossimo vinciamo ancora». Greco fu profeta e chissà che non lo sia anche quest'anno, al termine di una stagione esaltante per lei fatta di una media di 8.8 punti a partita, 39ma miglior marcatrice dell'A1 e terza nel Cras dopo Brunson e Mahoney (46.7% da 2, 28.6% da 3, 1.5 assist a partita).

Dopo i festeggiamenti Michelle Greco tornerà a Los Angeles, per dedicarsi all'altro suo ruolo, quello di coach delle squadre giovanili della Ucla, l'università della metropoli californiana che ha lanciato una leggenda del basket come Karim Abdul Jabar e ha ospitato tra i suoi più grandi atleti uno dei tennisti più forti di sempre, Pete Sampras. Se dunque Greco confermerà la sua volontà di restare a Taranto, i movimenti di mercato del club dovrebbero concentrarsi solamente sul reparto «lunghe».

Per la sostituta di Brunson è quasi fatta con Brooke Baily Smith, pivot quest'anno a Como che in 19 gare ha tenuto una media di 17.5 punti a partita, la più alta della massima serie. Club e giocatrice hanno raggiunto un accordo di massima per il quale manca solamente l'ufficializzazione. C'è poi da sciogliere la riserva su David. Se la giocatrice italo-brasiliana può giocare tranquillamente in Italia, lo stesso non è possibile in Europa dove dal prossimo anno un nuovo regolamento glielo impedirà, avendo lei già giocato con la nazionale brasiliana e risultando quindi straniera a tutti gli effetti. Con lei il Cras «sfonderebbe» la quota di straniere in Eurolega. Ma Taranto potrebbe invece decidere di tenere David, visto il rapporto di fiducia con la cestista. Ricchini ha bisogno anche di lei e non si esclude che, per un discorso di rettroattività sul passaporto italiano, la Fiba potrebbe anche considerarla della nostra nazione.

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