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Lunedì 25 Settembre 2017 | 20:45

Sospese le partite di Coppa Italia

Per effetto del decreto del giudice civile di Napoli saranno bloccate le partite Pescara-Rimini, Crotone-Bari e Ternana-Pescara. «Il calendario del torneo è stato redatto il 28 luglio, quindi prima che fosse emesso il provvedimento del 10 agosto», ha sottolineato l'avv. Della Federcalcio, inoltre «Bari e Pescara partecipano alla Coppa Italia in quanto squadre di C1 e non perché ripescate in B»
ROMA - La Federcalcio ha disposto la sospensione delle partite di Coppa Italia indicate nel decreto del giudice civile di Napoli e cioè Pescara-Rimini, Crotone-Bari e Ternana-Pescara. Lo ha annunciato l'avvocato Giulia Bongiorno in una conferenza-stampa in Federcalcio.
Nel provvedimento dell'Autorità giudiziaria di Napoli del 13 agosto, «notificato nelle ultime ore - ha spiegato l'avv. Bongiorno, affiancata dal collega Milella - si sostiene che la delibera della Figc del 12 agosto (relativa al varo del calendario di B, ndr) avrebbe eluso la precedente decisione della stessa autorità del 10 e per questo sono stati trasmessi gli atti al pm per le valutazioni di sua competenza». Il provvedimento ordinava anche la sospensione delle partite di Coppa Italia di Bari e Pescara.
Su questo punto il legale ha ricordato che «il calendario del torneo è stato redatto il 28 luglio, quindi prima che fosse emesso il provvedimento del 10 agosto», sottolineando inoltre che «Bari e Pescara partecipano alla Coppa Italia in quanto squadre di C1 e non perché ripescate in B».
L'avv. Bongiorno, chiamata ad affiancare i legali della Federcalcio per gli aspetti penali della vicenda, ha poi messo l'accento sulla condotta del presidente Franco Carraro, «che si è sempre ispirata in passato e sempre si ispirerà al rigoroso rispetto delle leggi». E quando si rispettano le leggi, ha aggiunto, «si rispettano le decisioni dell'Autorità giudiziaria anche se erronee o emesse da giudici funzionalmente incompetenti».
Questo però non toglie che la Federcalcio tenterà tutte le strade consentite per far valere le proprie ragioni «opponendosi alla decisione del Tribunale di Napoli. Ma fino a quando quest'ultima non sarà sostituita da un'altra - ha sottolineato la Bongiorno - la Federazione è costretta e con amarezza ad ottemperare, il che non vuol dire condividere ma ubbidire».
Quindi la Figc, pur se contesterà «nelle sedi opportune la competenza di quell'Autorità giudiziaria, è costretta a disporre la sospensione delle partite di Coppa Italia indicate nel decreto del giudice», cioè Pescara-Rimini (in programma il 18 agosto), Crotone-Bari e Ternana-Pescara (entrambe del 22-8).
Una situazione che «creerà disorientamento e delusione nel pubblico e nei tifosi, oltre all'ennesima lesione all'immagine del calcio italiano, anche a livello internazionale».
La Federazione si appresta dunque ad ingaggiare una guerra legale contro il Napoli? «Per la Federazione - ha spiegato Bongiorno - è di vitale importanza che il calcio si giochi e che chi gioca abbia le carte in regola per farlo. Solo questo è il suo interesse. Nessuno vuole che una squadra con le tradizioni ed il pubblico del Napoli non competa nei campionati di massimo livello, ma per le leggi dello Stato e le regole del calcio ciò non è possibile». Appunto per questo, «nella impossibilità di iscriverlo in serie B la Figc ha previsto con il "lodo Petrucci" la soluzione della ammissione alla C1».
Quindi nessuna ricerca di un braccio di ferro contro la società partenopea, «né una battaglia per stabilire che la Federazione è più forte», ma solo «uno sforzo profuso dalla Figc per evitare il caos e la paralisi del Calcio».

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