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Martedì 24 Ottobre 2017 | 02:32

A Gallipoli vince l’ironia I tifosi fanno il funerale

Rabbia e dolore. E per fortuna nessuno scontro. Il funerale che i tifosi del Gallipoli hanno inscenato per commemorare la fine del «sogno/incubo», come essi stessi hanno definito questo primo storico anno tra i cadetti, si è consumato pacificamente nella casa della tifoseria giallorossa, la Curva Sud dello stadio «Antonio Bianco». Lo spiegamento di forze dell'ordine si è rivelato del tutto inutile
• Le squalifiche in serie B
A Gallipoli vince l’ironia I tifosi fanno il funerale
di STEFANO LOPETRONE

GALLIPOLI - Rabbia e dolore. E per fortuna nessuno scontro. Il funerale che i tifosi del Gallipoli hanno inscenato per commemorare la fine del «sogno/incubo», come essi stessi hanno definito questo primo storico anno tra i cadetti, si è consumato pacificamente nella casa della tifoseria giallorossa, la Curva Sud dello stadio «Antonio Bianco». Lo spiegamento di forze dell'ordine, pronti a fronteggiare i mille appassionati, si è rivelato del tutto inutile.

UN ANNO DOPO - Alle 18.30 si spalancano le porte della grande «camera ardente» all'aperto: una bara in cartapesta con un’enorme «B» stampata sopra campeggia dove lo scorso anno 8mila tifosi salutarono l'ascesa tra i cadetti. Intorno al «feretro del defunto Ideale», per dirla con De Andrè, si sono raccolti gli ultras gallipolini, prima in silenzio e poi intonando cori rabbiosi all'indirizzo di quelle istituzioni e di quei personaggi che loro indicano come i principali responsabili del fallimento sportivo e societario: l'amministrazione comunale e in particolare il sindaco Giuseppe Venneri, l'ex presidente Vincenzo Barba, l'attuale proprietario del club Daniele D'Odorico. Un funerale fieramente «ultras», con tanto di cori, fumogeni, bandiere giallorosse. E non potevano mancare note sarcastiche e goliardiche, come i manifesti affissi: «Strozzato da una... Fava, si è spento il Gallipoli Calcio», dedicato al deputato gallipolino Vincenzo Barba, indicato con il suo soprannome, e ancora «La Curva Sud partecipa con dolore e rassegnazione alla scomparsa del Gallipoli Calcio, tragicamente assassinato dai suoi Genitori (a buon intenditor poche parole)». Strappa un sorriso, nonostante abbia espresso sentimenti negativi, la lapide con la quale i tifosi hanno manifestato il proprio cordoglio: «Dopo una straordinaria cavalcata il 17 maggio 2009 in questa specie di stadio il Gallipoli conquista la Serie B. Oggi 17 maggio 2010 commemoriamo la fine del sogno/incubo e la fine del Calcio gallipolino. I tifosi posero… sognando uno stadio e un sindaco all’altezza della città». 

Speranze - Un anno fa la gioia più bella (il 17 maggio 2009 la vittoria sul Real Marcianise sancì il salto in B); ieri la rabbia per un futuro incerto. Rabbia ma non rassegnazione, che resta solo nelle parole. Nei fatti gli ultras, che già quest’anno hanno contribuito fattivamente alla gestione corrente (acquisto di acqua, detersivi e sostegno diretto ai calciatori) sono impegnati per tenere viva la speranza di ripartire dalla Lega Pro. A tal proposito è già all'attivo una task force di imprenditori salentini, con a capo un imprenditore non gallipolino che si avvarrà della collaborazione di un paio di esponenti di spicco dell'imprenditoria della Città Bella (tra questi anche Attilio Caputo). L'obiettivo è il fallimento pilotato, per poi rifondare la società e ripartire dalla Prima Divisione. 

Padova ok - Nel posticipo di ieri sera, il Padova ha battuto per 3-1 l’Ascoli. I gol sono stati segnati nel primo tempo da Soncin (22’) e Vantaggiato (46’), nella ripresa da Italiano (28’) e, per l’Ascoli, da Bernacci (33’).

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