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Lecce, già successo un flop sul traguardo

Dopo quello del 1999, il secondo ko alla soglia del traguardo della serie A porta la data del 17 maggio 2008, esattamente due anni fa, quando, con la sconfitta nel derby col Bari, il Lecce, che navigava verso la promozione diretta, dovette ripiegare alla lotteria dei play off. Non fu facile il compito del timoniere di quella squadra, Beppe Papadopulo, che in breve tempo dovette ricompattare un gruppo
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Lecce, già successo un flop sul traguardo
di MASSIMO BARBANO

LECCE - Dopo quello del 1999, il secondo ko alla soglia del traguardo della serie A porta la data del 17 maggio 2008, esattamente due anni fa, quando, con la sconfitta nel derby col Bari, il Lecce, che navigava verso la promozione diretta, dovette ripiegare alla lotteria dei play off. Non fu facile il compito del timoniere di quella squadra, Beppe Papadopulo, che in breve tempo dovette ricompattare un gruppo provato da quella delusione e trascinarlo ugualmente al successo, ma attraverso una strada più tortuosa. Ma, così come oggi, anche quel Lecce si inceppò quasi sulla linea del traguardo. “Non è raro che nel calcio accada - dice l'ex allenatore del Lecce rintracciato telefonicamente nella sua abitazione in Toscana – arrivati quasi alla meta, può verificarsi nei calciatori una sorta di eccessiva convinzione di avercela fatta e in questo modo si rischia un rilassamento, specialmente sotto il profilo psicologico. In quell'occasione – ricorda Papadopulo – noi venivamo da una esaltante vittoria per quattro a zero sul campo dell'Albinoleffe. Forse sbagliai a confermare quella stessa squadra, ma mi sembrava troppo azzardato cambiare dopo una vittoria così netta fuori casa. Naturalmente non ci può essere la controprova che le cose sarebbero potute andare in maniera diversa”.

Una situazione simile, ma limitatamente alla caduta di venerdì sera contro il Cesena.

“Ma l'analogia sta solo nella sorprendente coincidenza di date – prosegue Papadopulo – noi ci ritrovammo a ricomincare daccapo, perchè il Bologna ci passò davanti al secondo posto e con i play off si azzera tutto. Al contrario, il Lecce di oggi è sempre arbitro del proprio destino ed ha ben due possibilità di chiudere il conto e credo proprio che lo farà già domenica prossima a Vicenza. Ma, se pure questo non dovesse accadere, non è detto che le inseguitrici non possano perdere qualche colpo anche loro”.

Due anni fa, il Lecce venne fuori alla grande da quella caduta, nonostante la botta fu notevole. “I ragazzi erano molto demoralizzati – ricorda Papadopulo – ma bastò poco per ricompattare quel gruppo che era molto unito e convinto dei propri mezzi. Cercammo di lavorare sull'autostima, che in realtà i ragazzi avevano sempre avuto fino a quella rovinosa caduta e non fu difficile ritrovarla. Vincemmo così le ultime due partite di campionato, prima a Messina, poi in casa contro il Bologna, anche se non servì ad andare in serie A. Poi con grande carattere vincemmo anche i play off”.

Ed ora, l'allenatore di quella promozione rivede quello stesso carattere in questo Lecce. “D'altra parte una buona metà della squadra odierna è formata da giocatori di quella mia squadra – rileva Papadopulo – posso giudicare questi, perchè li conosco molto bene. Sono ragazzi dotati di grande personalità e poi, le esperienze si accumulano e servono pure a qualcosa. Io credo che questi ragazzi che conosco faranno tesoro anche di quella reazione successiva alla sconfitta con il Bari per superare questo difficile momento dopo la sconfitta con il Cesena e approdare alla serie A. Il Lecce ora ha a disposizione due match ball, ma sono convinto che basterà il primo.

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