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Bari, fumata grigia Osti è più lontano

Il nodo direttore sportivo non è ancora sciolto. È arrivata una fumata grigia, quasi nera, dall’ex difensore juventino. La sensazione è che, pur rimanendo la prima scelta del club barese, la strada per arrivare all’attuale dirigente dell’Atalanta si è fatta più complicata o contorta. Soprattutto per le difficoltà e le perplessità del dirigente nel risolvere il rapporto coi bergamaschi
Bari, fumata grigia Osti è più lontano
di Fabrizio Nitti 

BARI - Il nodo «d.s.» non è ancora sciolto, i dubbi restano e le voci continuano a rincorrersi. Il Bari attendeva una risposta da Carlo Osti, la prima scelta della famiglia Matarrese per andare a ricoprire il ruolo di direttore sportivo lasciato vacante dalla partenza di Perinetti verso Siena.

E invece è arrivata una fumata grigia, quasi nera, dall’ex difensore juventino. La sensazione è che, pur rimanendo Osti la prima del club barese, la strada per arrivare all’attuale direttore sportivo dell’Atalanta si è fatta più complicata o contorta. Soprattutto per le difficoltà e le perplessità dello stesso dirigente nel risolvere il rapporto di lavoro che lo lega al club bergamasco. Pare che Osti abbia preso ancora un po’ di tempo, pur se il club dei Matarrese avrebbe preferito chiudere la vicenda ieri e presentare oggi l’uomo che si accollerà l’eredità di Giorgio Perinetti.

Osti è legato da un altro anno di contratto alla società di Ruggieri, al quale è pure legato da una profonda amicizia. L’assenza di Vincenzo Matarrese per ragioni di lavoro, comunque, esclude novità clamorose in queste ore. Più facile che la questione si risolva al rientro in sede del presidente biancorosso.

Il tentennare di Osti (ma è una quasi chiusura) non agevola le esigenze del Bari, che ha bisogno di (ri)partire per affrontare la nuova stagione, cominciando a risolvere le comproprietà più importanti e delicate (Bonucci e Meggiorini, ad esempio; o Salvatore Masiello, Nicola Belmonte o lo stesso Langella per altri versi) o affrontando le questioni Barreto (prestito esaurito, può restare solo in comproprietà) e Almiron (tornerà alla Juve, sembra rientrare nei piani di diverse società e pare pure che l’eventuale prelazione del Bari sul giocatore scada fra qualche giorno; la Juve potrebbe inserirlo nell’affare Palombo con la Samp). Tenendo bene in conto anche l’esigenza ugualmente primaria di piazzare i tanti, forse troppi, calciatori piovuti a Bari in questi anni. Alleggerire il monte ingaggi è di questi tempi una questione importantissima, come insegnano anche i grandi club.

Il Bari però ha pronte le alternative e in attesa che Osti sciolga le riserve si è mosso per altre vie. Il mirino si è nuovamente spostato su Guido Angelozzi, nome già rimbalzato nelle settimane scorse, cioé quando l’addio a Perinetti non era ufficiale ma era cosa fatta. L’ex direttore sportivo leccese avrebbe già dato la sua disponibilità a lavorare in una piazza tanto prestigiosa e reduce da un campionato strepitoso. Ma, tenendo in conto le parole di Matarrese subito dopo la sfida vinta contro la Fiorentina, non vano escluse altre piste. La via che conduceva a Castagnini è stata abbandonata, resta fra i papabili l’esperto Foschi, un altro dirigente in grado di muovere buone fette di calciomercato. C’è, poi, Amedeo Carboni. Giorni caldi, insomma, per quanto riguarda la soluzione del caso direttore sportivo.

Una voce di mercato. La società biancorossa, intanto, sarebbe sulle tracce del baby Mirko Carretta, centrocampista classe '90, in forza attualmente al Matera, in serie D. Carretta ha disputato un'ottima stagione nel club lucano, coronata da un buon numero di reti. Sul centrocampista salentino, nativo di Gallipoli, ci sarebbero anche altri due club oltre a quello biancorosso: il Chievo e il Siena del nuovo ds, Giorgio Perinetti.

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