Cerca

Martedì 24 Ottobre 2017 | 00:39

La rivincita di Cassano aspettando la Nazionale

Il talento barese ha espresso tutta la felicità per la qualificazione alla Champions League di calcio da parte della Sampdoria. Nella gara vinta contro il Napoli c'è stata l'invasione di campo di un tifoso con la maglietta con su scritto "Cassano in Nazionale". Antonio: «Mi auguro di cuore che l’Italia possa diventare campione del mondo, ma spero anche possa cambiare e torni un allenatore che dia una chance a tutti»
La rivincita di Cassano aspettando la Nazionale
GENOVA – «Per me è stata una giornata indimenticabile, è un sogno che si avvera. Posso dire che oggi sono tornato bambino». Così Antonio Cassano, ai microfoni di Sky, ha espresso tutta la propria felicità per la qualificazione alla Champions League da parte della Sampdoria. Un risultato inaspettato alla vigilia del torneo, ma tutto sommato meritato dopo un entusiasmante testa a testa nel finale contro il Palermo. «Quando sono arrivato nessuno ci credeva, mentre oggi è un sogno che si è avverato. Dal punto di vista sportivo è la cosa più bella che mi sia potuta capitare» ha detto Cassano, che ha ammesso di averci cominciato a credere dopo la vittoria nel derby. «Dopo la vittoria nel derby ho cominciato a crederci, ma non pensavo che nelle ultime 7 gare avremmo fatto 6 vittorie ed un pari».

La qualificazione in Champions responsabilizza ulteriormente Fantantonio e tutta la squadra, ma soprattutto la società che deve allestire un gruppo competitivo anche per la Champions, mentre tante sirene vorrebbero alcuni giocatori lontano da Genova. «Non so cosa succederà l’anno prossimo, di certo quanto fatto quest’anno ha dell’incredibile. Se qualcuno dovesse andare via mi auguro che venga qualche altro almeno dello stesso livello, speriamo che non si smobiliti. Dico subito che ripetere un’annata del genere sarà molto difficile, ma dobbiamo tentare anche l’anno prossimo, tutti dobbiamo fare sacrifici, adesso tocca a Garrone farli. Pazzini? Lui è contento qua, è normale che se arrivassero sirene molto importanti non so se come me saprà resistere. La differenza è che io le grandi squadre le ho già frequentate, lui non so se può resistere».

Ed a proposito di grandi squadre nelle quali Cassano ha giocato c'è il Real Madrid ed è proprio lì che l’Inter sabato prossimo si giocherà la Champions League nella finale contro il Bayern. «Il Bernabeu è uno stadio galattico, da Real Madrid, speriamo possa vincere l’Inter. Nel mio cuore c'è la Sampdoria e sono tifoso di Bari e Inter. Quando abbiamo vinto a Roma ero contento per la Sampdoria, non certo per l’Inter. Il gol più bello? Quello contro la juve (da lontano con Chimenti in porta tra i bianconeri, ndr), mentre l’assist più bello è stato quello di Roma contro i giallorossi».

Dopo un risultato strabiliante come il raggiungimento della qualificazione alla Champions League, Cassano non si tira indietro neppure nel commentare il suo rapporto con Del Neri, che ha tenuto banco per una buona parte della stagione. «Nella mia vita ho sempre affrontato le situazioni difficili da uomo a uomo, Del Neri ha fatto delle scelte ed io le ho accettate a malincuore. Poi, quando sono rientrato, ho dimostrato di poter far parte di questa squadra e di poter fare la differenza per questa squadra. Lui mi diceva di giocare in un certo modo ed io all’inizio ero scettico, ma devo dire che aveva ragione anche lui. In carriera ho fatto più di 100 gol giocando a modo mio, ma le sue indicazioni mi hanno fatto ottenere buoni risultati. È un allenatore con cui mi sono trovato bene, i problemi sono stati risolti, anche se per me l’allenatore migliore rimane Capello pur con tutti i problemi che ho avuto con lui. Con Del Neri ci lasciamo da uomini, ci siamo chiariti, abbiamo fatto insieme qualcosa di stratosferico e viva la Samp».
L'altra invasione di campo, avvenuta a Marassi, di un tifoso con la maglia con su scritto "Cassano in Nazionale" non lascia indifferente Antonio. «C'è poca Samp in nazionale, è vero, ma le scelte le fa lui (Lippi, ndr) -ha detto Antonio ai microfoni di Sky-. Mi auguro di cuore che l’Italia possa diventare campione del mondo, ma spero anche possa cambiare e torni un allenatore che dia una chance a tutti. Se poi gli altri dovessero essere più bravi me ne farò una ragione». Cassano è molto cambiato rispetto al temperamento che evidenziava alcuni anni fa, con una lucida follia che ancora oggi lui stesso comunque si riconosce. «La follia c'è sempre in me, sono gli altri che devono essere malleabili, io sono una primadonna, se altri vogliono diventare o fare le primedonne più di me la vedo dura, si va allo scontro».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione