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Venerdì 22 Settembre 2017 | 13:53

Bari, gran chiusura stesa la Fiorentina

Cronaca della partita
Nella trentottesima e ultima giornata della serie A di calcio, la squadra di Ventura si congeda con una vittoria sui viola (2-0). Stellini segna al 36'. Nella ripresa arriva in pieno recupero anche il raddoppio di Rivas (50'). I biancorossi terminano al decimo posto, piazzamento impensabile alla vigilia
• Matarrese: «Non dateci fretta»
• I risultati: Inter campione, Samp in Champions
• La classifica: Bari chiude a quota 50
• I cannonieri: Stellini, prima rete in A
Bari, gran chiusura stesa la Fiorentina
BARI-FIORENTINA 2-0 (1-0 nel primo tempo)

BARI (4-4-2): Gillet 7; A.Masiello 6, Stellini 6.5, Bonucci 7, S.Masiello 6; Alvarez 6.5, Gazzi 6, Almiron 6.5 (24'st Donati sv), Parisi 6; Castillo 5.5 (47'st Kamata sv), Barreto 6 (38'st Rivas 6). In panchina: Padelli, Pisano, Caracciolo, Crimi. Allenatore: Ventura 6.
FIORENTINA (4-3-2-1): Avramov 7; De Silvestri 6, Felipe 5.5, Natali 6, Gobbi 6 (30'pt Gamberini 5); Montolivo 6.5, Bolatti 6, Donadel 6 (3'st Agyiei 5.5); Marchionni 6, Jovetic 5.5; Ljajic 5.5 (20'st Carraro 5.5). In panchina: Frey, Masi, Di Tacchio, Keirrison. Allenatore: Prandelli 6.
ARBITRO: Giancola di Vasto 6.
RETI: 36'pt Stellini, 50'st Rivas.
NOTE: pomeriggio soleggiato, terreno in buone condizioni. Spettatori: 20mila circa. Angoli: 8-5. Espulso al 46'st Gamperini per proteste. Ammoniti: Bonucci, Donadel, Felipe, Montolivo, Parisi. Recupero: 2'; 3'+2'.

di Fabrizio Nitti

BARI - Missione compiuta, piazzata la ciliegina sulla torta al termine di una splendida cavalcata. Fiorentina battuta, decimo posto centrato, record da quando il campionato di A «vive» con i tre punti. Eguagliato il record di gol nella massima serie della stagione 1994-95 con 49 reti, il vanto di essere la squadra più corretta del torneo.

Cala il sipario su un 2009-2010 che resterà inchiodato nei cuori e nelle teste del popolo barese. Questo Bari partito fra mille difficoltà e tanto scetticismo si ritaglia una piccola porzione di storia. E lo fa con merito, dopo aver affrontato di petto e a carte scoperte, cioé con coraggio e bel calcio, con spavalderia e autorità, una annata importantissima per quella che è la vita economica delle società (vedi nuova ridistribuzione dei diritti televisivi). Chiudere davanti alla Fiorentina o alla Lazio, ad esempio, non può che rendere orgogliosi. Alla fine è «standing ovation», con il San Nicola che elargisce il giusto tributo a Ventura ed ai suoi uomini: tutti in piedi mentre sfilano i giocatori biancorossi, anche loro a rendere omaggio ad un pubblico che quest'anno è stato semplicemente eccezionale, un compagno di viaggio che si è rivelato l'arma in più in casa e un amico inseparabile e chiassoso in trasferta, dove conta di più avere un apporto. Una sintonia perfetta, un'anima sola che ha poi confezionato questa stagione per certi versi indimenticabile. E che, speriamo, non si riveli irripetibile. Ma questo è un discorso diverso... Vincenzo Matarrese, come si legge a parte, ha chiesto di non avere fretta, pur se la scelta del nuovo direttore sportivo è un tassello da porre immediatamente nel mosaico biancorosso, proprio per cominciare a tessere le trame del futuro. L’invito, garbato, della «Nord», è eloquente: «Questa città merita una grande squadra, As Bari coraggio».

Il 2-0 alla Fiorentina, obbiettivamente ai resti della «Viola» visti i tanti assenti, è l'epilogo di un cammino straordinario, un cammino che si è impennato fino a far sognare addirittura la Champions e a sfiorare la zona Europa League e che, poi, si è improvvisamente sgonfiato prima di tornare a regalare nuove soddisfazioni nel finale. Apre Stellini, chiude Rivas, per prendersi con autorità, e pure piccole sofferenze che hanno reso la sfida più intensa, la vittoria numero tredici, undicesima interna.

Partita diversa da quella stravinta contro il Genoa, più viva e vera, forse anche grazie alla voglia delle seconde linee toscane di mettersi in mostra. Qualche «entrata» di troppo, sei ammoniti, un'espulsione (Gamberini), un po' di pepe insomma sparso dappertutto. Cronaca ricca di episodi e di buone occasioni da rete, Bari che ha viaggiato sopratutto sulle giocate di Almiron, sulla velocità di Alvarez e su una buona robustezza difensiva, pur se davanti ad una Fiorentina spuntatissima e aggrappata ai lampi di genio di Jovetic o alle geometrie di Montolivo. I biancorossi non hanno fatto sconti, chiaro l’intento di «salutare» i tifosi con una vittoria. L’impegno di Castillo, la regia arretrata di un Bonucci che proverà a ritagliarsi un ruolo importante anche al Mondiale in Sudafrica, le parate di Gillet. Il Bari ha voluto divertire fino in fondo, seguendo il filo conduttore di una intera stagione. Un paio di uscite salva-risultato di Avramov, una parata dello stesso portiere su Barreto, un... tentativo di Andrea Masiello di infilzare Gillet, il gol del vantaggio di Stellini, il quasi gol di Bonucci sul finire del primo tempo. E poi nella ripresa un doppio tentativo di Almiron alla ricerca del colpo ad effetto neutralizzato per due volte da Avramov, un paratone del viola su bolide di Parisi ed uno di Gillet su conclusione ravvicinata di Jovetic; ancora il belga «tiene» l’1-0 esibendo un volo d’angelo su Montolivo e fermando Bolatti lanciatissimo. Il colpo è sui titoli di coda: lo piazza Rivas, sotto porta, su assist di Kamata. E poi la festa: un anno bello e impossibile.

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