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Martedì 26 Settembre 2017 | 13:08

Lecce fa «mea culpa» ma la A è sempre lì

È il secondo match ball fallito. Ma, se per quello di Ascoli, il Lecce aveva fatto completamente la sua parte e il mancato sigillo della matematica era dovuto esclusivamente ai risultati delle concorrenti che non erano stati favorevoli, contro il Cesena i giallorossi ci hanno messo del loro. Nonostante tutto, per effetto della giornata in meno alla fine, le possibilità di approdare nella serie A di calcio sono cresciute
Lecce fa «mea culpa» ma la A è sempre lì
di Massimo Barbano

lLECCE - È il secondo match ball fallito. Ma, se per quello di Ascoli, il Lecce aveva fatto completamente la sua parte e il mancato sigillo della matematica era dovuto esclusivamente ai risultati delle concorrenti che non erano stati favorevoli al Lecce, contro il Cesena i giallorossi ci hanno messo del loro.

Cinque palle-gol sprecate - La facilità con la quale i giallorossi tagliavano la difesa avversaria era talmente evidente che non poteva mai far pensare ad un epilogo diverso da quello che era la vittoria del Lecce e quindi la promozione. Ma, come spesso accade, quando si sprecano troppe palle-gol, si finisce col pagarne le conseguenze. Ed il Lecce ne ha sciupate in quantità industriale. Anche volendo escludere le numerosissime situazioni di pericolosità create nell’area avversaria, si contano cinque palloni destinati a finire in rete. Di questi, due sono finiti nello specchio della porta, altri tre di pochissimo incredibilmente fuori. Nel primo tempo è stato Di Michele a centrare la porta e ad essere ribattuto dl portiere. Nel secondo tre conclusioni fuori (Marilungo, Defendi e il colpo di tacco di Giacomazzi) e il colpo di testa di Marilungo nel finale ribattuto con le mani da Volta. Qui c’è anche l’apporto dell’arbitro, l’unico a non accorgersi di un rigore che hanno visto tutti. 

Numeri sempre favorevoli - Nonostante tutto, per effetto della giornata in meno alla fine del campionato, le possibilità del Lecce di approdare in serie A sono cresciute rispetto alla vigilia della partita con il Cesena. Prima di questa, il Lecce avrebbe matematicamente raggiunto la serie A con una percentuale del 77,8%, mentre negli altri casi (22,2%) questo non sarebbe accaduto. Adesso, nonostante la sconfitta, la percentuale favorevole è cresciuta. Nella prossima giornata (Lecce a Vicenza, Cesena e Brescia in casa rispettivamente contro Modena e Salernitana), le combinazioni possibili sono 27. In 24 casi, il Lecce avrà la matematica certezza della promozione per una percentuale pari all’88,8%, mentre negli altri 3 (in percentuale l’11,2%), si dovrà attendere l’ultima giornata in casa contro il Sassuolo. Nel dettaglio, il Lecce andrà in serie A in ogni caso (9 combinazioni) con una vittoria a Vicenza. In caso di pareggio a Vicenza, invece, ci sarebbe un caso su 9 (vittoria di entrambe le concorrenti), nel quale la promozione sarebbe ulteriormente rinviata. In caso di sconfitta a Vicenza, invece, sarebbero due su nove i casi in cui non si raggiungerà la promozione e cioè in caso di vittorie contestuali di Cesena e Brescia o di vittoria del Cesena e pareggio del Brescia. 

Primo posto più incerto - Le percentuali sono leggermente più basse se si considera la possibilità di ottenere domenica prossima la certezza matematica del primo posto. Nelle 27 combinazioni possibili negli incroci dei risultati, questo avverrebbe in 15 casi con una percentuale pari al 55,5%, mentre nei restanti 12 casi (45,5%) bisognerebbe attendere l’ultima giornata col Sassuolo. Anche per il primo posto, la certezza è sempre matematica in caso di vittoria a Vicenza. Tuttavia, anche in caso di sconfitta a Vicenza, ci sarebbe la certezza del primo posto, e naturalmente anche della promozione in serie A se Brescia e Cesena perdono o se il Brescia perde e il Cesena pareggia. 

Teppisti allo stadio - Nonostante i rigorosi controlli ai varchi di ingresso allo stadio, qualcuno ha cercato di farla franca cercando di introdurre materiale proibito. Si tratta di un giovane di Surbo, G.A., 37 anni che è stato bloccato dai carabinieri e denunciato con proposta di Daspo. L’uomo aveva nscosto sotto gli abiti un grosso petardo. Un minorenne di 16 anni è stato invece denunciato perchè tentava di forzare con un cacciavite i bauletti di alcuni ciclomotori parcheggiati fuori dallo stadio.

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