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L'altra Pennetta di Puglia però Leila gioca a rugby

C’è un’atleta salentina nella nazionale femminile di rugby che domani si gioca il titolo di campione d’Europa nella finale contro la Spagna. Si tratta appunto di Leila Pennetta, 33 anni, originaria di Monteroni, terza linea con il Red & Blu di Roma. Un’esperienza storica per la rugbista leccese che dal 1997 vive nella capitale per laurearsi all’Isef. Vanta anche la partecipazione ad un europeo nel rugby a sette
L'altra Pennetta di Puglia però Leila gioca a rugby
di PASQUALE MARZOTTA

LECCE - C'è anche una salentina nell'Italia femminile del rugby, che sogna il titolo di campione d'Europa nella finale di domani contro la Spagna. Si tratta di Leila Pennetta, 33 anni, originaria di Monteroni, convocata per la sfida di Bridgestone per l’ultima giornata del torneo contro il Galles. La Pennetta gioca nel ruolo di terza linea, tesserata nei Red&Blu di Roma, oltre ad allenare gli under 16 del Rugby Roma. Così la rugbista leccese dal 1997 trapiantata nella capitale per laurearsi all’Isef si appresta a vivere un'esperienza davvero storica per il rugby italiano, dopo le convocazioni al torneo europeo dello scorso anno. In carriera vanta anche la partecipazione ad un europeo nel rugby a sette.

L'Italia è approdata alla finale, grazie al successo di mercoledì scorso contro la Svezia (10-0). «Abbiamo giocato una partita molto fisica e alla fine le mie ragazze hanno dato battaglia – afferma il coach Andrea Di Giandomenico, che non nasconde tutto il suo entusiasmo - Una buona difesa ci ha permesso di fermare le avversarie e non subire punti. La meta di Veronese, poi, è stata la degna conclusione di una bella azione alla mano dove un po’ tutte le azzurre hanno toccato la palla. Sono contento di aver raggiunto l’obiettivo della finale, anche se la Spagna mi preoccupa. Ha fatto impressione la vittoria contro la Francia (22-5), e dovremmo stare attenti alla velocità delle ali e dell’estremo. Anche se c’è tanto da lavorare mi ha fatto piacevolmente impressione l’atteggiamento delle ragazze e la loro voglia di non mollare».

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