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Atene 2004: accesi i 5 cerchi olimpici

Un dardo infuocato «incendia» i cuori greci e inaugura la 28^ Olimpiade dell'era moderna. Il regista, Dimitris Papaioannou, aveva promesso uno spettacolo emozionante e le emozioni sono state tante allo stadio Olimpico. Batte il cuore di Atene in uno stadio blindato che accoglie più di 70mila spettatori e un centinaio fra capi di stato, di governo e rappresentanti istituzionali
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Inaugurazione Olimpiadi Atene 2004 ATENE - Batte il cuore di Atene, al ritmo dei tamburi, in uno stadio blindato che accoglie questa sera più di 70mila spettatori, ma anche un centinaio fra capi di stato, di governo e rappresentanti istituzionali, ansiosi di assistere alla prima grande notte dei Giochi ed al ritorno delle Olimpiadi nella terra natia.
Controllato dall'alto dal dirigibile che da più di una settimana spia la città, l'Olimpico è protetto da una rete virtuale di immagini che è in grado di far scattare l'emergenza al minimo movimento sospetto. E proprio per evitare equivoci gli organizzatori hanno chiesto al regista della serata, Dimitri Papaioannau di evitare l'utilizzo di fuochi d'artificio particolarmente rumorosi nella illuminazione della cerimonia d'apertura. La soglia dell'attenzione per gli esperti dell'antiterrorismo si notevolmente innalzata a poche ore dall'inizio dei giochi, ed il piano di sicurezza, già minuzioso nei giorni scorsi,è diventato questa sera di straordinarie proporzioni. Le misure di controllo si sono ulteriormente irrigidite ed hanno convinto gli spettatori e gli addetti ai lavori a recarsi con grande anticipo sull'orario previsto per l'inizio dello show.

UN DARDO INFUOCATO ACCENDE I CINQUE CERCHI
Un grande mare solcato da una barchetta di carta, quattrocento percussionisti, un dardo infuocato che accende i cinque cerchi olimpici: non sono mancati gli effetti speciali nella cerimonia di inaugurazione delle ventottesime Olimpiadi dell'era moderna, ad Atene. Il regista della serata, Dimitris Papaioannou, aveva promesso uno spettacolo emozionante e le emozioni sono state tante allo stadio Olimpico della capitale greca.
La cerimonia è iniziata alle 20 e 45 in punto, le 19 e 45 in Italia. Dopo il conto alla rovescia di 28 secondi, tanti quante le edizioni dei giochi, è cominciata l'esibizione dei suonatori di buzuki e tamburi. Poi una freccia dalla punta infuocata ha acceso i cinque cerchi adagiati sul mare artificiale creato al centro dello stadio e i 72mila spettatori sono esplosi in un boato.
Di grande effetto è stata anche la breve traversata dello specchio d'acqua compiuta da un bambino a bordo di una barchetta modellata proprio come fosse di carta.
A uno a uno, poi, sono entrati nello stadio i grandi artefici dei giochi. Il primo è stato il presidente del Comitato olimpico internazionale Jacques Rogge. Poi è toccato a Gianna Angelopoulos-Daskalaki, la lady di ferro che tanto si è battuta per far sì che Atene ottenesse di ospitare i giochi e che poi è riuscita nel miracolo di recuperare il ritardo accumulato nei lavori e fare in modo che tutto fosse pronto per oggi. In tubino color avorio lungo poco sotto il ginocchio, e sabot in tinta dai tacchi vertiginosi, Gianna non ha nascosto la soddisfazione per una serata di gloria che è soprattutto sua.
Rogge e la Angelopoulos hanno accolto insieme il presidente greco Costantinos Stephanopoluos, padrone di casa. Con grande solennità hanno ascoltato l'esecuzione dell'inno nazionale greco «Libertà o morte».
Finita la parte protocollare, è iniziato il lungo escursus nella storia della Grecia, a partire dalla preistoria e della civilità minoica pre-classica.

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