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Mercoledì 18 Ottobre 2017 | 13:17

Basile vince l'Eurolega luccica l’oro di Puglia

Il cestista di Ruvo è l’unico pugliese ad aver vinto un titolo europeo di club di basket maschile. L’ha conquistato con la maglia del Barcellona. E ora l’azzurro per le partite di qualificazione all'Europeo 2011? «Ci sto pensando, ho parlato col presidente Meneghin: tutto dipende da dove giocherò l’anno prossimo. Con il cuore sono a Bari per le quattro gare di agosto. Ma devo pensare anche al fisico: ho 35 anni...»
Basile vince l'Eurolega luccica l’oro di Puglia
BARI - Gianluca Basile è l’unico pugliese a vincere un titolo europeo di club. Il cestista di Ruvo l’ha conquistato con il Barcellona. Dopo l’Eurolega l’azzurro? «Ci sto pensando con il cuore sono già a Bari, fisico e Barça permettendo».

Primo pugliese a sollevare la Coppa dell’Eurolega.

«Sono contentissimo. È la coppa che inseguivo da 11 anni. Sono venuto al Barçellona per tentare di vincerla ed ora ho finalmente centrato il mio obiettivo. Le prodezze da tre punti? Il merito è tutto della squadra che ha controllato la gara sin dall’inizio, mettendo la partita in discesa».

Dall’azulgrana all’azzurro. Dal web-tv della Fip ha invitato i giovani di talento ad essere umili.

«Confermo e sottoscrivo. Non è un rimprovero ma un consiglio: non pensare a chi sei ma a ciò che fai, mettendo da parte tutte le scempiaggini per pensare solo alla qualificazione all’Europeo. Un traguardo fondamentale, in un momento così difficile e delicato per la pallacanestro italiana».

Quante possibilità ci sono di rivederla in nazionale?

«Ci sto pensando. Ho parlato col presidente Meneghin a Parigi: tutto dipende da dove giocherò l’anno prossimo. Con il Barça ho un contratto fino a giugno e fino ad allora i dirigenti non si sbilanceranno. Solo alla scadenza naturale si potrà pensare ad un rinnovo o a cercare un'altra squadra, magari in Italia. Ma se rimango qui la vedo dura: non mi hanno mai fatto partire negli ultimi due anni».

Squadra che vince, in genere, non si cambia.

«È ciò che ho pensato anche io. Ma è meglio vivere questa situazione senza pressione, come sto facendo. Posso anche permettermi di smettere di giocare. Se poi arriveranno proposte interessanti, le valuterò con serenità».

C’è uno stimolo in più per tornare in azzurro, per lei che è di Ruvo di Puglia: giocare a Bari le quattro partite interni.

«Se dovessi dare ascolto al cuore, sarei già lì. Ma devo pensare anche al fisico: ho 35 anni e devo stare molto attento ai carichi di lavoro. E poi ho bisogno di riposare per un periodo più lungo dei venti giorni canonici, per poter offrire veramente ciò che mi sento di dare».

Facile scommettere su due Nba come potenziali uomini chiave.

«I punti di riferimento saranno Belinelli e Bargnani, con gli altri a far da supporto. Senza aspettarsi però che siano sempre loro a cercare la giocata risolutiva. Il gioco di Pianigiani, poi, coinvolge tutti. Anche se nei momenti bui toccherà ai due dar qualcosa in più, pur con l’aiuto del resto della squadra».

L’Enel Brindisi neopromosso in A vuol diventare grande in due anni. Che ne direbbe di chiudere la carriera in Puglia?

«Brindisi è una grande piazza e giocare a due passi da casa mia sarebbe fantastico. In squadra ho l’esempio di Navarro e di altri catalani doc, che condividono tutte le gare interne con familiari ed amici. Se capitasse anche a me, sarebbe davvero bello».

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