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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 16:50

D’Odorico torna all’attacco «Barba avrà ciò che merita»

Parole a ruota libera del patron del club (serie B di calcio) contro tutto e tutti: «Mi hanno raggirato, derubato, denunciato, creato problemi». Nella mischia finiscono tutti: Fioretti, avvocati vari, Barba, procuratori, allenatore, giocatori, campagne mediatiche. «Hanno approfittato della mia bontà, inesperienza, disponibilità. I signori Barba avranno una denuncia reale e veritiera, rispetto a quella illegittima fatta contro di me»
• Le squalifiche in serie B
D’Odorico torna all’attacco «Barba avrà ciò che merita»
di STEFANO LOPETRONE

GALLIPOLI - Chi glielo ha fatto fare. Una domanda che Daniele D’Odorico pone a sé stesso riferendosi alla sua avventura da presidente del Gallipoli, per la quale, volente o nolente ha ottenuto un posto nella storia del calcio. Oggi relazionerà all’assemblea straordinaria dei soci convocata dal custode giudiziario. L’imprenditore friulano, amministratore unico dimissionario, è tornato ieri a rilasciare dichiarazioni. Parole a ruota libera contro tutto e tutti: «Mi hanno raggirato, derubato, denunciato, creato problemi». Nella mischia ci finiscono tutti: Fioretti, avvocati vari, Barba, procuratori, allenatore, giocatori, campagne mediatiche. «Hanno approfittato della mia bontà, inesperienza, disponibilità». A tutti D’Odorico presenta a suo modo il conto: «I signori Barba avranno ciò che si meritano, ovvero una denuncia reale e veritiera, rispetto a quella folle ed illegittima fatta da loro nei miei confronti. Chiederò tutti i danni subiti sia economici che morali. Lo stesso varrà per tutti gli altri» dice in relazione alla denuncia per truffa aggravata avanzata da Vincenzo e Antonio Barba.

DIFESA - In attesa dell'udienza di fronte al giudice monocratico di Gallipoli (fissata per il 16 settembre), l’immobiliarista udinese si lancia in un lungo sfogo : «I tifosi vedranno scomparire una realtà che al contrario, con un minimo di buon senso, aiuto, volontà e collaborazione da parte di tutti, avremmo potuto salvare e proseguire». Una dichiarazione che suona sinistra, soprattutto alla vigilia di un appuntamento importante come quello di oggi: in uno studio notarile brindisino D’Odorico dovrebbe confermare il finanziamento di 1,3 milioni di euro a copertura delle perdite registrate al 31 dicembre. Il pensiero però corre alla denuncia per truffa: «I soldi non sono stati versati all’ex presidente poiché non ho trovato nulla a parte problemi, debiti, danni. È stato lui a non voler più la fideiussione assicurativa approvata e concordata in sede di cessione, chiedendomene una bancaria non prevista. Il fatto che io abbia un immobile con un mutuo e relativa ipoteca non ha alcun nesso con la trattativa e la conseguente vendita delle quote societarie. Barba ha venduto liberamente e aveva ampiamente, dopo la mia lettera di intenti, preso le sue informazioni: nessuno lo ha obbligato a vendermi nulla. Faccio l’imprenditore immobiliare e finanziario: è normale che sugli acquisti di immobili ci possano essere mutui, finanziamenti, prestiti, leasing. E non c’entra nulla la vendita citata in querela di Francesco Di Gennaro: i pochi soldi incassati da quella cessione sono stati utilizzati per comprarne altri». A dire di D’Odorico, «non c’erano assolutamente i presupposti per fare una denuncia penale. Non ho mai voluto cedere il club ad altre mie società: ho semplicemente dato in gestionecustodia fiduciaria il 100% delle quote del Gallipoli Calcio srl ad una società fiduciaria per ovvi motivi di sicurezza, controllo, verifica delle stesse da parte di una società sopra le parti».

SMOBILITAZIONE - Ieri non c’erano gli infortunati di lungo corso, cioè Franchini, Moro, Sciarrone e Volpato. Ad essi si sono aggiunti anche Centi, Pederzoli e Scaglia. La sorpresa maggiore è il «ritiro» dalla battaglia di Daniele Daino: «Resto ad allenarmi, ma non gioco più, mi faccio da parte. Avessimo vinto contro il Crotone avrebbe avuto un senso crederci; ora non più».

IL POSTICIPO - L’Albinoleffe batte la Salernitana (3-2) ed è in salvo. Tensione sul finire di gara. L’arbitro concede un rigore ai bergamaschi al 95’ sul 2-2 e tutta la panchina campana abbandona il campo per protesta.

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