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Il Bari si diverte  vuole il 10° posto

Cronaca della partita
Nel 37° turno della serie A di calcio, gara ricca di emozioni a Udine. Vantaggio dei pugliesi con Barreto (18'), a segno dopo aver sbagliato un rigore. Poi in gol Di Natale (21') e Pepe (26'). Pari temporaneo di Koman (39'). Nella ripresa, Di Natale si ripete (63'), ma al 93' rimedia Almiron. Finisce 3-3
• Ventura: «Lavoriamo per il futuro»
• I risultati: Atalanta in serie B
• La classifica: Bari resta a quota 47
• I cannonieri: Barreto, 14° gol
• Il prossimo turno: Bari-Fiorentina
Il Bari si diverte  vuole il 10° posto
UDINESE-BARI 3-3 (2-2 nel primo tempo)

UDINESE (4-3-3): Handanovic 6; Ferronetti 6, Zapata 5, Lukovic 5.5, Pasquale 6 (21'st Siqueira 6); Isla 6.5, Inler 6, Asamoah 6.5; Sanchez 6.5 (41'st Obodo sv), Di Natale 8 (31'st Floro Flores sv), Pepe 7. In panchina: Romo, Cuadrado, Lodi, Corradi. Allenatore: Marino 6. 
BARI (4-4-2): Padelli 6; Belmonte 6 (4'st Stellini 6), A.Masiello 6, Bonucci 6.5, Parisi 6 (32'st Pisano sv); Alvarez 6, Gazzi 6, Donati 6.5, Koman 6.5 (19'st Almiron 6.5); Barreto 6.5, Meggiorini 6.5. In panchina: Gillet, S.Masiello, Rivas, Kamata. Allenatore: Ventura 6.
ARBITRO: Pinzani di Empoli 6. 
RETI: 18'pt Barreto, 21'pt e 18'st Di Natale, 26'pt Pepe, 39'pt Koman, 48'st Almiron. 
NOTE: Giornata nuvolosa, terreno in discrete condizioni, spettatori 15 mila circa. Al 16' Barreto sbaglia un calcio di rigore (palla a lato). Ammoniti: Barreto, Belmonte, Lukovic, Handanovic. Angoli: 6-3. Recupero: 1', 5'.

di FABRIZIO NITTI

UDINE - Il festival dei gol, o il festival degli errori. Perché se una partita finisce 3-3 c'è sempre qualcosa, più di qualcosa, che è imperfetto. O di divertente, dipende dai punti di vista. Ai piedi del Carso, insomma, si vive una domenica di ordinario calcio giocato senza pressioni, senza tatticismi, con marcature che non esistono e un ritmo discretamente gradevole. Più o meno siamo ai saldi di fine stagione, ma, comunque va ricordato, dopo una stagione che il Bari ha vissuto intensamente, agguantando la salvezza in largo anticipo. Ed è un risultato sportivo che nessuno potrà mai togliere. Un pareggio che almeno serve a fermare l’emorragia di sconfitte esterne e mantiene il Bari agganciato alla Fiorentina a quota 47. Contro i viola, domenica prossima al San Nicola, giornata di chiusura dell’annata di grazia 2009-2010, i biancorossi si giocheranno il decimo posto, visto che il Parma pare aver ipotecato la nona posizione con il colpo di Torino. Un bel traguardo per la banda biancorossa, un traguardo che se tagliato garantirebbe maggiori introiti al club dei Matarrese in fatto di futura ridistribuzione dei diritti televisivi.

È stata la domenica «santa» di Totò Di Natale. Con la doppietta arriva a quota ventotto, toccando quota 101 in maglia udinese e diventando il miglior bomber di sempre in fatto di reti realizzate in un solo campionato di A. Oltre ai gol, belli, giocate da incanto per un calciatore che merita senza dubbio la Nazionale. Standing ovation quando esce, pubblico in piedi e applausi anche dalla porzione di pubblico biancorossa. Ed è stata, anche, la domenica «grigia» di Paulo Vitor Barreto. Un bel gol, ma l’ennesimo calcio di rigore fallito. Cinque su nove, una media da... retrocessione. Però 14 centri al primo vero campionato giocato da protagonista rappresentano un bottino di primo piano.

Niente angosce da classifica, niente da difendere. E allora giochiamocela così, senza preoccupazioni: 4-3-3 da una parte tendente al 4-5-1 in fase difensiva, 4-4-2 dall’altra. Fioccano subito le palle gol perché gli spazi ci sono e vanno sfruttati. Il Bari soffre l’inferiorità numerica a centrocampo, dove i due centrali biancorossi fanno i conti con i tre friulani. Emozioni che si aprono dopo otto minuti: Di Natale in «no look» pesca Sanchez largo sulla destra, distante come minimo trenta metri; la punta friulana taglia la difesa barese, entra in area e mette palla all’indietro, disinnescata alla fine dai biancorossi in recupero. C’è subito aria di gol e festa, qui al «Friuli». Bisogna solo aspettare il momento giusto: accelerazione di Meggiorini in area udinese, Zapata allunga la gamba e stende il barese; calcio di rigore che Barreto, fra i fischi, calcia fuori dopo aver spiazzato Handanovic. Calma, gente. Il gol piove tre minuti dopo (18’), quando Lukovic, inguardabile per tutta la partita, regala palla a Barreto, che appena in area fulmina in diagonale il portiere di casa.

I fuochi pirotecnici sono appena cominciati. In otto minuti l’Udinese ribalta il punteggio, dopo che Padelli disinnesca il primo tentativo di Di Natale. È il ventunesimo quando il «Totò» bianconero infilza il sostituto di Gillet girando di destro una palla bassa proveniente dal fondo. Ed è appena il 26’ quando Pepe sigla il 2-1, raccogliendo un assist di Di Natale e approfittando della dormita generale della linea difensiva barese. Tocca poi a Barreto subire la chiusura alla disperata di Lukovic, prima che il nuovo pareggio si materializzi: Koman deposita in rete a porta vuota un cross dalla destra che trova la difesa friulana in uscita e la posizione di fuorigioco di Bonucci. Proteste inutili, palla al centro.

Secondo tempo ancora più ricco di occasioni. Dal 10’ al 13’ ci provano Di Natale (chiuso in corner dopo leggerezza di Bonucci) e Isla (bravo Padelli col corpo). Inevitabile il terzo gol dell’Udinese: nel breve Di Natale lascia di stucco Masiello, si aggiusta la palla sul sinistro e fredda Padelli.

Entra Almiron, Ventura riassesta la squadra con un 4-3-3 similare a quello di Marino. Il Bari si sbilancia, l’Udinese fallisce reti a raffica. Sanchez e Floro Flores due volte sfiorano il poker. E poi la «zucca pelata» di Almiron a pochi secondi dal termine: cross di Donati, deviazione dell’argentino e palla nell’angolino.

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