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Udinese-Bari Parziale: 3-2 all'85' Diretta della partita

Con la salvezza in tasca, l’andamento lento a partire da Livorno e le intricate vicende societarie, la partita scivola in secondo piano. Non fosse per un dettaglio: restare nella parte sinistra della classifica. Primo tempo: 2-2. In gol Barreto (18'), Di Natale (21' e 63'), Pepe (26') e Koman (39')
Udinese-Bari Parziale: 3-2 all'85' Diretta della partita
UDINE - Alzi la mano chi aveva previsto questo clima di... discreta fiducia alla vigilia dell’ultima trasferta di campionato. Si gioca a Udine, oggi, ma è davvero un dettaglio. Con la salvezza già in tasca, l’andamento lento del Bari a partire dalla partita di Livorno e, soprattutto, con le intricate vicende societarie a fare da compagnia, la partita scivola in secondo piano. Non fosse, però, per un dettaglio che Ventura e compagnia bella farebbero bene a non sottovalutare: restare nella parte sinistra della classifica, cioé dal decimo posto in sopra, garantirebbe maggiori introiti in fatto di ridistribuzione dei futuri diritti televisivi. E di questi tempi un milione in più o in meno non è roba di poco conto.

Udinese-Bari è l’epilogo di una settimana che ha sancito l’addio ufficiale di Giorgio Perinetti dal Bari. Un «passo» che la tifoseria non ha gradito e neppure digerito, come testimoniato dai tantissimi gruppi di discussione sorti «on line». Un distacco che lo stesso «d.s.» proverà a spiegare domani mattina. Ma ormai la situazione è fluida ed ai baresi non resta che attendere il nome del nuovo direttore sportivo, di conoscere i programmi per la prossima stagione, di capire quali saranno le strategie della società. Perché al di là di tutto, il progetto dovrà ripartire per forza di cose, come è logico che sia quando una pedina salta.


«Il Bari non ha più un direttore sportivo, io non ho più un amico - ha detto Ventura -. La partenza di Giorgio è una perdita importante, lui ha tracciato una strada e creato i presupposti per fare bene. Ovvio sarebbe stato meglio per tutti se fosse rimasto, ma le scelte vanno rispettate. Si sono fatti tanti nomi ma non sono io che devo decidere. Si è scritto tanto in questi giorni e tanti papabili mi hanno chiamato, ma ripeto non sono io che ho potere decisionale. Non riuscirei ad essere un allenatore-manager. Fare l’allenatore a Bari significa già lavorare 15 ore al giorno, non avrei il tempo di pensare ad altro. Io ho parlato col presidente due giorni fa, sono sereno, mi ha detto che il programma andrà avanti».

Il valzer dei nomi suona da giorni. Li ripetiamo, giusto per cronaca e con la certezza che sorprese possono sempre venire fuori. Da Angelozzi (pare, ma non ci saranno mai conferme ufficiali, il nome caldeggiato proprio da Ventura in origine, ndi) ad Amedeo Carboni; da Caira a Castagnini; da Osti a Salvatori; da Imborgia a Castagnini, a Foschi o Ceravolo.

[f.n.]

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