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Il tricolore sventola ad Atene

Con l'Inno di Mameli che è risuonato nella splendida struttura di Lernaki, ha preso il via, ufficialmente, la missione azzurra in terra greca
ATENE - Sventola il tricolore nel Villaggio Olimpico di Atene. L'Inno di Mameli risuona nella splendida struttura di Lernaki e prende così il via, ufficialmente, la missione azzurra in terra greca. Poco dopo l'arrivo dell'aereo che ha portato nella capitale ellenica il grosso della spedizione, il villaggio si tinge di verde, di bianco e di rosso. E' gremitissimo il pattuglione italico, la più grossa delegazione finora vista nella tensostruttura che accoglie le varie nazionali.
Il presidente del Coni, Gianni Petrucci, il capo delegazione Raffaele Pagnozzi, tanti Ct e soprattutto tanti atleti accorrono alla cerimonia che in un certo senso taglia la tensione. Ora è olimpiade vera, anche se per le gare bisognerà attendere due giorni, calcio a parte, con la nazionale di Gentile in campo già domani. E' un'atmosfera di festa, di gioia. Foto di gruppo, la "ola" e il boato che salutano la fine dell'inno nazionale, pacche sulle spalle e abbracci, soprattutto a Yuri Chechi, l'alfiere azzurro che dopo l'infortunio prima di Sydney proprio non ci sperava più di poter rappresentare ancora, da "Signore degli anelli", l'onore nazionale. «Professò, mò che hai fattto carriera, ricordati di noi», scherza Petrucci cingendolo forte. «Con Chechi ho un rapporto storico - dice Mario Pescante - e sapendolo alfiere ci rivedo tanto del mio passato».
Valentina Vezzali e la rivale storica Giovanna Trillini sono corteggiatissime dai giornalisti, come i nuotatori, Lorenzo Vismara o la tuffatrice figlia d'arte Tania Cagnotto. «C'è un clima fantastico - dice Petrucci - e quella di Atene è la migliore organizzazione olimpica che abbia mai visto. E' stata straordinaria. Roma? Quella è ormai storia, è ormai dimenticata. Ora pensiamo solo a fare risultati qui. Vorrei spendere un parola per i nostri Ct. Sono i migliori del mondo. Se si potesse dare una medaglia, sarebbero tutti da oro».
Sui giochi gli fa eco Pescante: «E' un villaggio stupendo e i greci stanno dimostrando di fare cose straordinarie. L'Italia è qui con tante squadre a dimostrazione che lo stato di salute dello sport è straordinario». Sfila Alessandra Sensini, il 'farò della vela italiana: «Mi è stato detto tante volte che non me lo scordo. Certo è una responsalità. Ho provato il campo di regata. C'è poco vento, c'è il molo del porto olimpico. L'onda rimbalza ed è un po' noioso. Sembra di stare in lavatrice. L'oro? Difficile fare pronostici. Ma basta aspettare qualche giorno».
Tania Cagnotto sembra perfettamente immersa come nell'acqua in cui si tuffa nell'atmosfera dei cinque cerchi: «Mi piace un sacco - dice - mi ricorda molto il villaggio di Sydney ma è di gran lunga più bello. Lì dormivamo nei container, qui abbiamo anche l'aria condizionata».
Il Ct delle due ruote Franco Ballerini è fiducioso: «Noi siamo il faro? Ci siamo abituati, anche se qui il faro vero è forse la Spagna. Ma noi siamo abituati anche a trovare la via per ritornare a essere i favoriti anche quando non lo siamo. Paolo Bettini e gli altri sono pronti». La festa è appena cominciata, ora si fa sul serio: «Non vediamo l'ora che comincino le gare», dicono in coro, anche per spiegare come comunque la tensione esista. Una tensione che si stempera mentre si intonano gli inni, prima quello olimpico, presentato dal sindaco del Villaggio Ioannis Manos, poi nel tripudio tanto italiano che un po' di difficoltà, ma anche di invidia, mette tra chi, straniero, osserva la cerimonia. Le foto di gruppo danno la libera uscita. Da domani, squadre a parte, ognuno di loro sarà davvero solo contro tutti. Per l'oro, per la gloria.
Alessandra Rotili e Giampiero Moscato

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