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Kutuzov, chi si vede E Bari fa il «tifo»

di ANTONELLO RAIMONDO
Ci sono calciatori belli e quelli utili. Quelli che vedi e quelli che «senti». Ci sono anche calciatori che giocano per se stessi e anche quelli che esaltano il lavoro della squadra. Ci sono calciatori a cui difficilmente un allenatore rinuncia perché in campo sanno sempre cosa fare e come farlo. Uno di questi è Vitalj Kutuzov, professione attaccante. L’uomo che, insieme a Barreto, ha acceso la fantasia dei baresi
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Kutuzov, chi si vede E Bari fa il «tifo»
di ANTONELLO RAIMONDO 

BARI - Ci sono calciatori belli e quelli utili. Quelli che vedi e quelli che «senti». Ci sono anche calciatori che giocano per se stessi e anche quelli che esaltano il lavoro della squadra. Ci sono calciatori a cui difficilmente un allenatore rinuncia perché in campo sanno sempre cosa fare e come farlo. Uno di questi è Vitalj Kutuzov, professione attaccante. L’uomo che, insieme a Barreto, ha acceso la fantasia dei baresi. Coppia perfetta. Fantasioso il brasiliano, intelligente tatticamente l’altro. Quella che si dice una coppia perfetta. 

Buongiorno Kutuzov, come procede il suo recupero dopo l’operazione al tendine d’Achille? «Provo ancora qualche fastidio che mi provoca dolore. A volte il tendine si infiamma su campi duri, se utilizzo scarpe più strette». 
Sono in tanti a sperare di rivederla in campo in questo finale di campionato. «Non so se riuscirò a fare qualche minuto in queste ultime due partite, io mi sto impegnando ma non voglio presentarmi in condizioni pessime. Vedremo, toccherà al mister decidere. Di testa mi sento pronto ma con i piedi e il fisico ancora no». 

Si è accorto che nessuno si è dimenticato del «Generale»? «Le belle parole spese da Ventura e dagli addetti ai lavori nei miei confronti fanno ovviamente piacere. Sono parole ch emozionano». 
Per fortuna la stagione del Bari è stata comunque positiva. «Quest’anno si poteva far meglio, potevamo sicuramente arrivare più in alto, non a caso in ritiro io parlavo di Uefa. Ma dobbiamo essere contenti. Abbiamo raggiunto una buona salvezza, fatto vedere bel calcio, divertito il pubblico». 
Pensa già alla prossima avventura qui a Bari? «Possiamo continuare a stupire. Dipenderà da molti fattori e quindi spero che molti giocatori in bilico restino qui». 

Il suo vecchio amico Castillo ha avuto qualche difficoltà di troppo. «Mi dispiace per Nacho, lui è un buon giocatore. Purtroppo capita di avere difficoltà in campo come accaduto a me a Parma. Da noi si dice “se sai dove cadi lasci il materasso”». 

Con i baresi che rapporto ha? «Molto intenso, sento che mi vogliono bene. I tifosi da cinque mesi mi chiedono quando tornerò in campo. Mi motiva il loro interessamento». E con Ventura? «Con lui ho un rapporto particolare, sentiamo la mancanza l’uno dell’altro. Lui mi ha detto che mi vuole al meglio in ottica ritiro e non so se mi rischierà. Toccherà anche ai medici dare un parere. Non mi sono mai demoralizzato soprattutto grazie all’affetto della mia famiglia e di mio figlio di due anni che mi ha aiutato a staccare un po’».

Per le 12 presenze all’attivo. «Ho dimostrato di poter dire la mia anche in serie A». 
E il futuro? «Per quel che riguarda il futuro è stata importante la conferma del mister, con lui e le sue idee possiamo fare bene. È vero a Pisa in una situazione simile, dove andò via il ds Petrachi, poi ci fu la retrocessione. Ma Ventura perse diversi giocatori compreso il sottoscritto. Come si dice, finché c’è Vitaly... c’è speranza». 

E già, il «Generale» che ha fatto innamorare i baresi. Tornerà. Più forte di prima.

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