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Venerdì 22 Settembre 2017 | 11:39

Foggia, basta vincere significa permanenza

Non è ancora finita, ma forse siamo davvero ai titoli di coda. Se la squadra dauna batte la Spal non ci sarà appendice playout e tutti potranno andarsene in vacanza felici e contenti dello strepitoso mezzo campionato disputato. Il Foggia adesso si specchia nel volto pacioso e sorridente di Guido Ugolotti, un tecnico che la dirigenza vorrebbe trattenere anche per il prossimo campionato di Prima Divisione
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Foggia, basta vincere significa permanenza
FOGGIA - Non è ancora finita, ma forse siamo davvero ai titoli di coda. Se il Foggia batte la Spal non ci sarà appendice playout e tutti potranno andarsene in vacanza felici e contenti dello strepitoso mezzo campionato disputato. Il Foggia adesso si specchia nel volto pacioso e sorridente di Guido Ugolotti, un tecnico che la dirigenza vorrebbe trattenere anche per il prossimo campionato. Ma per ora non se ne parla, tutti si trincerano dietro l’esigenza di conquistare prima la matematica permanenza.

In realtà i soci hanno cominciato a ragionarci su. Il tecnico di Massa ha dimostrato di saper amalgare un gruppo un po’ raccogliticcio, messo insieme a febbraio, con nove giocatori nuovi, gran parte dei quali scarichi, senza preparazione nelle gambe. Il tutto con una classifica davanti agli occhi che urlava di vergogna. Oggi i rossoneri si scoprono tra le formazioni più in forma del girone: contando solo le tredici gare con Ugolotti in panchina il Foggia oggi sarebbe in piena zona playoff.

Valutazioni da cui non si può prescindere se vogliamo esaminare una stagione di alti e bassi. A Cava i rossoneri hanno conquistato l’ultimo 0-0 della serie (il quinto di Ugolotti, l’undicesimo in tutto il campionato) disputando una classica partita di contenimento. La Cavese rullava i suoi tambuti di guerra il Foggia rintuzzava e ripartiva in contropiede, quando poteva. Per tutto il primo tempo solo una volta i rossoneri si sono affacciati nell’area campana. E nonostante tutto non può dirsi che il Foggia a Cava abbia fatto catenaccio. Anzi a volerla dire tutta la formazione di Ugolotti non ha mai dato l’impressione di temere la capitolazione da un momento all’altro. E se pure questa fosse arrivata, Burzigotti e compagni avrebbero trovato le risorse per pareggiare.

Detta così, può tuttavia sembrare che allo stadio Lamberti sia andato in scena il più classico dei «biscotti» di fine stagione. E invece non ci è sembrato. Le occasioni sciupate da Morini, Mancino e soprattutto Caraccio nel finale sono purtroppo errori «veri» che il Foggia si porta dietro dall’inizio di stagione. Qui Ugolotti può fare ben poco.

Insomma il Foggia di Cava è la formazione sicura di sè che Ugolotti è riuscito a forgiare in questo finale di stagione. Secondo molti osservatori l’opera migliore costruita da Ugolotti nella sua carriera da allenatore, forse seconda solo alla sua prima creatura quella Sambenedettese (stagione 2006-07) che tutt’oggi viene considerata l’opera prima del tecnico toscano.

Oggi il punto di Cava consente ai rossoneri di mettere un piede fuori dalla zona playout, una sorta di girone infernale che quest’anno ha tenuto catturato il Foggia per quasi tutta la stagione (ultimo posto compreso) come non si ricorda in precedenti annate rossonere, anche le più ingloriose. La salvezza sembra acquisita al 50%, ma la Spal allo Zaccheria venderà cara la pelle dopo aver sprecato il bonus del fattore campo scivolando in casa contro il Marcianise. Una partita che si giocherà in asse con Andria-Ravenna, lo spareggio per la sopravvivenza dell’ultima giornata i cui esiti non dovrebbero comunque riguardare il Foggia. Purchè vinca.

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