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Giovedì 21 Settembre 2017 | 18:09

Perinetti: «Ciao Bari belli questi tre anni»

Forse oggi sarà ufficializzato il divorzio col Bari (serie A di calcio). Il d.s. non si ritrova più in sintonia con la proprietà e sta per cedere alle lusinghe del Siena, dove potrebbe ritrovarsi col tecnico Conte. «È una soluzione che non escludo. Ho stima nei suoi confronti. Molte cose in passato sono state ingigantite. Dopo un anno ci siamo rivisti e mi ha detto che avevo ragione su determinate cose...»
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Perinetti: «Ciao Bari belli questi tre anni»
di Fabrizio Nitti

BARI - Partiamo dall’annuncio di Massimo Mezzaroma, presidente del Siena appena retrocesso dalla A. «Da venerdì cominceremo a pensare alla serie B e presenterò il nuovo Ds. Perinetti e Beretta? Hanno fatto bene a Siena, magari qualcosa di vero c'è nel leggere questi nomi, ma andiamo piano. Non sveliamo nulla».

Se non è l’incoronazione di Giorgio Perinetti quale nuovo «d.s.» toscano, poco ci manca. E rappresenta, in fondo, un’accelerazione della conclusione del rapporto fra il dirigente romano e il Bari. C’è il ritorno alla vittoria della squadra di Ventura quaranta giorni dopo, ma l’argomento del giorno resta un altro. La separazione dal direttore sportivo Giorgio Perinetti tiene banco come e più di prima nell’ambiente sportivo biancorosso, ambiente che avverte l’esigenza di capire in maniera chiara e anche immediata a cosa si andrà incontro. L’addio fra Matarrese e Perinetti è un atto già compiuto, al quale manca soltanto il crisma dell’ufficialità. Arriverà a brevissimo giro. Anche ieri sera presidente e direttore sportivo si sono incontrati negli uffici al primo piano dello stadio San Nicola. Dire che si vive da separati in casa è un eccesso, ma ovviamente sia il Bari che Perinetti sono con la testa altrove. Chi alla ricerca del nuovo direttore sportivo, chi invece all’eventuale nuova destinazione (Siena, dove è «portato» dallo sponsor, cioé il Montepaschi; e dove potrebbe nuovamente lavorare con Antonio Conte in panchina, giusto perché la... beffa sia completa). Per quanto riguarda il successore, restano aperte alcune piste ed altre se ne apriranno. Angelozzi, Castagnini, Foschi, Ceravolo, Imborgia, Carboni i nomi che circolano, ma le sorprese potrebbero non mancare. Facile, comunque, che Vincenzo Matarrese «ascolti» il consiglio di un vecchio amico come Carlo Regalia, o che anche Antonio Matarrese possa dire la sua.

Se domenica è stato Vincenzo Matarrese a esternare, ieri è toccato a Giorgio Perinetti tornare nuovamente sulla questione. «Cosa è successo in questi ultimi mesi non lo so... O forse si. Comunque, sono d'accordo con Matarrese. È la società che deve dare certezze, direttive e sicurezze, il direttore sportivo resta solo il nucleo di un'operazione. Con Matarrese siamo stati insieme a Milano per lavoro, faccio ancora parte di questa società e fino all'ultimo secondo lavorerò per il Bari. In questi giorni si incomincia a pensare anche ad un Bari senza Perinetti. Ed è la pura verità quando si dice che allenatori e direttori sportivi possono cambiare e che ciò che conta è la società. Ovvio, qualcosa è accaduto in questi mesi, ma vado avanti con le mie certezze. Io e il presidente ne abbiamo parlato, tutto deve essere approfondito, ci vuole chiarezza e spero che il tutto si possa risolvere in tempi brevi. Ma non è vero che io non sarei rimasto o che abbia chiesto chissà quali investimenti, o cose particolari. Sono successe alcune cose che mi hanno fatto riflettere».

«Credo che sia giusto - continua Perinetti -, anche nei confronti dei tifosi, stringere i tempi. Così la società potrà programmare il suo futuro con o senza Perinetti e io stesso potrò muovermi e capire cosa fare. Il Siena mi cerca da gennaio, ma io in verità non ho mai parlato con il presidente Mezzaroma. E poi è importante non portare avanti la vicenda per troppo tempo anche per non tormentare i tifosi. In ogni caso ricorderò sempre la piazza di Bari e l'incredibile affetto dei tifosi».

«Mi chiedete chi sarà il mio successore? So soltanto una cosa - dice Perinetti -. Prima del mio arrivo nessuno voleva rischiare di venire qui a Bari, adesso invece c'è la fila per sostituirmi. Io credo di aver dato il mio contributo ma come ho sempre detto alla fine si vince tutti insieme: meriti alla società che ha dato garanzie ed ha finalmente investito per ottenere i risultati, che poi ha anche ottenuto. Penso che non bisogna né esaltare Perinetti né svilire il lavoro da me fatto. Domenica tra le tante telefonate ricevute mi ha fatto particolarmente piacere un messaggio di Mourinho che nonostante tutti i suoi impegni si complimentava con noi».

«Ventura in versione manager? Una soluzione che non auspico - riflette il direttore sportivo -. Primo, perché devo difendere la mia categoria; poi perché ho visto che è una soluzione non adatta all'Italia nonostante i tentativi del Lecce o del Napoli. Se mi sorprenderei nel vedere una soluzione così a Bari? Non mi sorprenderei di nulla, però lo ripeto non è una soluzione che mi piace».

«Tornare a lavorare con Conte a Siena? Lasciando perdere Siena - conclude Perinetti - è una soluzione che non escludo. Ho stima nei confronti di Conte. Molte cose in passato sono state ingigantite. Dopo un anno ci siamo rivisti e mi ha detto che avevo ragione su determinate cose... Non escludo di poter tornare a lavorare con lui».

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