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Taranto, derby e salvezza L'Andria di nuovo nei guai

Gol e fischi. Vittoria e contestazione. Salvezza nella Prima Divisione di calcio e vergogna. Accade allo Iacovone. Il Taranto, comunque, incassa i tre punti e si tira fuori da ogni impiccio. A Cosenza, domenica prossima, può anche perdere largo. La stagione finirà al «San Vito». Non ci saranno strascichi perché non esiste una classifica avulsa che lo penalizzi. Torna, invece, nei guai l’Andria: oggi sarebbe nei playout
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Taranto, derby e salvezza L'Andria di nuovo nei guai
TARANTO-ANDRIA 1-0 

TARANTO: Bremec 6, Calori 6, Migliaccio 6, Prosperi 6,5, Colombini 5,5, Di Roberto 5,5, Giorgino 6 (2’ st Taulo 6), Rajcic 6,5, Cuneaz 6, Falconieri 6 (26’ st Bolzan 6), Ferraro 5 (9’ st Corona 5). A disp.: Barasso, Quadri, Triarico, Russo. All.: Passiatore.
ANDRIA: Spadavecchia 5,5, Pierotti 5,5, Pomante 6, Sibillano 6, Di Simone 6, Chiaretti 6,5, Mezavilla 5, Paolucci 6, Doumbia 5 (14’ st Rizzi 5,5), Anaclerio 5,5 (36’ st Dionigi sv), Sy 5,5 (25’ st Lacarra 5). A disp.: Locatelli, Iennaco, Polverini, Ceppitelli. All.: Papagni.
ARBITRO: Palazzino di Ciampino.
RETE: pt 46’ Falconieri.
NOTE: angoli 1-3 per l’Andria. Amoniti: Ferraro e Taulo del Taranto. Recupero: 1’ pt, 3’ st.

di Lorenzo D’Alò

TARANTO - Gol e fischi. Vittoria e contestazione. Salvezza e vergogna. Accade allo Iacovone. Calcio apparentemente ingrato. Ma se si scava, qualcosa viene fuori. Emergono in fila gli orrori di un’annata irripetibile (si spera). E si capisce che quel risentimento ha un senso. Il Taranto, comunque, incassa i tre punti e si tira fuori da ogni impiccio. A Cosenza, domenica prossima, può anche perdere largo. La stagione finirà al «San Vito». Non ci saranno strascichi perché non esiste una classifica avulsa che lo penalizzi. Torna, invece, nei guai l’Andria: oggi sarebbe nei playout ma può ancora evitarli.

Il derby non è una partita. Non poteva esserlo, carico com’era di incroci mentali e strettoie emotive. Il derby è uno spareggio col destino. Ad aggiudicarselo è il Taranto, che si riconcilia con la vittoria (solo con quella: sia chiaro), dopo un’astinenza che durava dallo scorso 21 febbraio. Settanta giorni dopo, il Taranto ce la fa. La notizia è questa. Il resto è cronaca: saltuaria e scarna. La cronaca di una partita in cui il pubblico pagante (scarso) elemosina calcio e le squadre in campo fanno fatica ad erogarlo. Le attenuanti ci sono.

A decidere il confronto è un gol di Falconieri. L’attaccante segna e va incautamente ad esultare sotto la curva nord, zittendola. Gesto istintivo che gli costerà una batteria di fischi e una carrellata di insulti. Falconieri colpisce in coda al primo tempo, finalizzando un invito in corridoio di Rajcic. Non è, ovviamente, un gol. Ma un canale di scolo, dove scivolano le ansie e le incongruenze di una stagione che sembrava senza sbocchi. E che, invece, può andare in soffitta con una giornata d’anticipo.

Nella frazione iniziale è l’Andria a cercare le radici del gioco. La squadra di Papagni insegue la regolarità geometrica, portando a misura il suo 4-4-2. Ma Doumbia e Sy, due «giocattoli» di volate lunghe e ripartenze rapide, non sembrano in giornata. Il Taranto è teso. Passiatore è di una coerenza devastante. Ripristina il 4-4-2 e lo affida agli interpreti con i quali rischia di affondare. Ancora tribuna per Coppola, Scarpa e Innocenti. Solo panchina per Corona. L’approccio non sembra promettere granché. Palla a terra, l’Andria dà l’impressione di trovarsi meglio. È, però, sincero lo sforzo del Taranto: la tenacia di Prosperi, l’accanimento di Calori, la generosità di Giorgino, la diligenza di Rajcic, l’applicazione di Cuneaz. Sono loro a tenere incollata la squadra. Di Roberto, invece, si limita a tirare in porta da distanza proibitiva per il suo sinistro. E la coppia Falconieri-Ferraro a rendere innocua ogni idea offensiva. Nell’Andria è il francese Sy a creare situazioni pericolose: con un sinistro in corsa e con un destro angolato, dopo aver saltato Prosperi in area. Il gol di Falconieri, preceduto da un «liscio» in area di Di Roberto, che vanifica un cross dal fondo di Cuneaz, matura al 46’. E mette il Taranto definitivamente davanti all’Andria.

Perché la ripresa è tempo che scorre invano. Ci sono le sostituzioni di Passiatore (forzata quella di Giorgino, scontate quelle di Ferraro e Falconieri). E i cambi di Papagni (fuori Doumbia, Sy e Anaclerio, cioè l’attacco). Il derby, ora, è palio nervoso, ingorgo psicologico. Non c’è più partita. L’ex Mezavilla grazia il Taranto, astenendosi dall’intervenire sull’invitante traversone basso di Chiaretti (19’). Finale ansimante. La nord vomita gli ultimi cori, mentre i giocatori rossoblù festeggiano in mezzo al campo. Sanno che hanno vinto. Non sanno ancora che sono salvi.

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