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Venerdì 20 Ottobre 2017 | 08:46

Gallipoli, il ko col Toro rende difficile salvarsi

A quattro turni dalla conclusione della serie B di calcio, la situazione di classifica del sodalizio jonico è sempre più delicata. Che a Torino sarebbe stata dura lo si sapeva in partenza, ma ora le occasioni a disposizione di Scaglia e compagni per agganciare quanto meno la zona playout si sono ridotte ulteriormente. Il trainer Rossi, com’è giusto che sia, non vuole sentire parlare di resa e suona la carica ai suoi uomini
Gallipoli, il ko col Toro rende difficile salvarsi
di Antonio Calò

GALLIPOLI - A Torino, la partita del Gallipoli è durata 24’. Tanto ci ha impiegato l’undici granata a chiudere i conti con la formazione giallorossa, che ha tribolato tantissimo nella fase iniziale del match, subendo al 15’ il primo gol di Mario Salgado, ed al 24’, il raddopio di Matteo Rubin. Per colmo di beffa, i due giocatori che hanno deciso la contesa non avevano mai fatto centro con la casacca del «Toro».

A quattro turni dalla conclusione del campionato, la situazione di classifica del sodalizio jonico è sempre più delicata. Che a Torino sarebbe stata dura lo si sapeva in partenza, ma ora le occasioni a disposizione di Massimiliano Scaglia e compagni per agganciare quanto meno la zona playout si sono ridotte ulteriormente.

Il trainer Ezio Rossi, com’è giusto che sia, non vuole sentire parlare di resa e suona la carica ai suoi uomini. «Abbiamo una gara in meno a disposizione per la rimonta - sostiene l’allenatore del Gallipoli - ma non siamo spacciati, anche se è innegabile che la situazione sia difficilissima. Servono punti e dobbiamo metterli in cassaforte sin dalla prossima sfida interna contro il Crotone. Oggi inizieremo a lavorare nell’ottica del match contro i calabresi e valuterò il morale dei ragazzi, che non può essere certo dei migliori. Ma la cosa certa è che non si molla e che si continuerà a lottare sino in fondo, fino a quando esisterà una sola chance di farcela. Arrendermi non è nella mia indole e sono certo che gli atleti del Gallipoli la pensino come me».

A Torino, Rossi si aspettava qualcosa in più dalla propria formazione. «Abbiamo perso contro un complesso che è più forte e questo va rimarcato onde sgombrare il campo da ogni dubbio - afferma il tecnico giallorosso - Il «Toro», però, non vinceva da quattro turni e non era quindi nel suo momento migliore. Pertanto, avremmo potuto creare qualche problema in più ai granata».

«Purtroppo, però, abbiamo incassato il primo gol in avvio e tutto è diventato più complicato - aggiunge Rossi - 9’ dopo il team diretto da Stefano Colantuono ha raddoppiato e sullo 0-2 i nostri avversari hanno amministrato il gioco».

Sulla prima rete incassata dal Gallipoli, Angelo Ogbonna e Salgado sono stati lasciati entrambi liberissimi nell’area jonica.

«La mia squadra, nel corso della stagione, ha subito troppi gol su calcio d’angolo e così, in certe situazioni, abbiamo cambiato qualcosa, passando alla marcatura a zona - precisa Ezio Rossi - Gli spazi, quindi, andavano coperti diversamente rispetto al passato, ma Daniele Daino non ha avuto la possibilità di saltare su Ogbonna in quanto ha subito un fallo non rilevato dall’arbitro».

«Sul gol di Rubin c’è poco da commentare - aggiunge Ezio Rossi - Ha indovinato un siluro che si è infilato imparabilmente nella nostra porta. I miei amici di Torino mi hanno garantito che è stata la seconda volta nella stagione che il difensore granata riusciva a tirare nello specchio della porta. Contro di noi, purtroppo, lo ha fatto con una precisione ed una veemenza impressionanti e ci ha puniti».

Il Gallipoli ha punto poco in avanti, creando un solo pericolo autentico nell’area avversaria. «Sullo 0-2, sul finire del primo tempo, abbiamo creato una buona occasione con Samuel Di Carmine, ma Matteo Sereni ha chiuso bene ogni varco - sottolinea Rossi - Contro formazioni del calibro del Torino, che vantano individualità di spicco sempre in grado di creare pericolo, bisognerebbe fare come le formiche, tesaurizzando ogni sia pur piccola opportunità».

Per la prima volta nella sua carriera da trainer, Rossi, che è un ex del «Toro», ha affrontato all’«Olimpico» i granata da avversario.

«Ho indossato la maglia del Torino per sei stagioni, come atleta, ed ho guidato la squadra da allenatore per due annate agonistiche - afferma il tecnico del Gallipoli - Era fatale che provassi un po’ di emozione nell’entrare da rivale nell’«Olimpico». Quando è iniziato il match, però, tutto è passato e mi sono concentrato esclusivamente sulla gara».

«Sono contento dell’accoglienza che mi è stata riservata dai sostenitori granata - conclude Ezio Rossi - Nella mia ultima stagione da trainer del «Toro» sono stato esonerato a due giornate dalla fine quando eravamo al terzo posto. A distanza di tempo, quindi, i tifosi mi hanno dato atto che all’epoca stavo effettuando un buon lavoro».

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