Cerca

Domenica 24 Settembre 2017 | 17:56

Cras-Schio, dal 5 maggio sarà lotta per lo scudetto

La sfida annuncia scintille. Nel nome del basket femminile. Dal Pala Campagnola di Schio partirà la serie della finale che assegnerà, al meglio delle cinque partite, lo scudetto italiano numero 79. Gara-2 e gara-3 a Taranto l’8 e l’11 maggio, eventuali gara-4 (Schio) e gara-5 (in Puglia) il 13 ed il 16 maggio. Il Cras è arrivato alla terza finale tricolore della sua storia (dopo quelle vinte nel 2003 e nel 2010)
Cras-Schio, dal 5 maggio sarà lotta per lo scudetto
TARANTO - Il 5 maggio di Alessandro Manzoni non c’entra, ma il 5 maggio 2010, mercoledì prossimo, riserverà comunque una battaglia. Una sfida che annuncia scintille. Una sfida sportiva. Nel nome del basket femminile. Dal Pala Campagnola di Schio partirà la serie della finale che assegnerà, al meglio delle cinque partite, lo scudetto italiano numero 79.

Il Cras è arrivato alla terza finale tricolore della sua storia (dopo quelle vinte nel 2003 a Como e nel 2010 a Venezia: rispettivamente per 3-2 e 3-1) con una marcia “immacolata”: 5-0 nei primi due turni con Umbertide e Venezia. La Famila Wuber Schio invece ha superato ai quarti la Comense per 2-1 ed in semifinale Faenza 3-1. Per il club “arancione” si tratta della nona finale-scudetto e la prima contro le pugliesi. Tre sinora gli scudetti conquistati dalla società veneta.

“LA FINALE PIU’ GIUSTA” - L’avversario della seconda finale-scudetto della sua storia, seconda consecutiva con il Cras, non sorprende il coach Roberto Ricchini. “E’ la finale più giusta, perché Schio e Taranto sono le squadre che hanno maggiormente impressionato durante la stagione regolare. Non sono sorpreso da questo verdetto”. Il pensiero del coach piemontese si riflette nei numeri: il Cras, sinora sul “territorio” italiano ha vinto quasi sempre. Lo dicono i 29 successi su 31 partite, comprese la Supercoppa italiana vinta il 3 ottobre e la Coppa Italia, che registrò l’uscita dalla semifinale. Coppa Italia invece vinta dalla Famila al fotofinish con Venezia. Tale risultato, sommato agli altri, ha sinora prodotto un trend stagionale pari a 25 successi su 33 partite. A questi numeri si aggiungono gli impegni in Eurolega, che hanno visto Cras e Schio essere le uniche italiane presenti in questa stagione in una competizione del vecchio continente. Sia le tarantine che le scledensi sono uscite agli ottavi di finale. Ma consumato il proprio cammino contro altri avversari, la finale le pone di fronte.

Con quale spirito il Cras affronterà la sfida al meglio dei cinque atti? “La squadra è serena è più convinta della propria forza dopo i due primi turni dei giochi-scudetto” risponde Ricchini, che anticipa una impressione degli addetti ai lavori: è tornato il Cras tonico e splendente visto nella prima parte dell’annata sino al secondo turno dell’Eurolega? “Ora la squadra vive un periodo florido. Ci sono dei meccanismi da migliorare, che la tensione dei match-scudetto ha minato. Ma la squadra è sulla retta via. E’ convinta della sua forza”. L'unico ko subito in campionato proprio da Schio per Taranto si trasformerà in uno stimolo vincente? "Mi auguro proprio di sì" risponde il tecnico rossoblù.

LE CHIAVI DELLA SFIDA TRICOLORE - Il nuovo sereno che contraddistingue il Cras è rappresentato anche da quella difesa a zona (3-2: tre marcatrici sull’esterno, 2 sull’interno) che ha fatto da gabbia in certi momenti dei match alle attaccanti dell’Umana Venezia. Questa può essere una delle chiavi della sfida tricolore? “Una delle tantissime chiavi – risponde Ricchini – perché una serie playoff prospetta innumerevoli scenari di gioco, che richiedono le giuste letture. La difesa schierata 3-2 l’avevo già provata durante la stagione, ma nel contesto importante che era la semifinale-scudetto ha risaltato maggiormente. Non sarà questa l’unica teorica arma vincente, perché per battere Schio serviranno più stratagemmi, che verranno fuori anche in corso d’opera”.

L’ASSENZA DI MACCHI ED IL COLLETTIVO ARANCIONE - La grande assente della finale-scudetto Cras-Famila sarà la forte ala Laura Macchi. La lesione-distrazione della fascia plantare del piede sinistro l’ha messa ko per l’intera stagione alla vigilia del terzo quarto di finale contro la Comense. Ma con il 3-1 su Faenza, che godeva del vantaggio del campo, la formazione di Orlando ha mostrato una compattezza dopo invidiabile dopo l’uscita dai giochi della propria “stella”. “Sì, è vero – ammette Ricchini – all’uscita di Macchi ha fatto seguito una pregnante responsabilità da parte di tutte le altre compagne. A partire da Masciadri e Ngoyisa, che reputo i pericoli maggiori della Famila”.

UNA SFIDA APERTISSIMA E IL FATTORE-CASA - Roberto Ricchini fa le previsioni dell’affare scudetto: “Si parte con il 50% a testa delle possibilità vincenti per le contendenti. Sul parquet ci vanno le squadre più forti d’Italia del momento. L’unico nostro vantaggio, in partenza, deriva dal campo. Al PalaMazzola possiamo giocarci l’eventuale sfida decisiva”. Già, il PalaMazzola. Nel match con Venezia che ha regalato la finale-scudetto, l’impianto di via Battisti ribolliva di 2800 persone. Cosa si aspetta l’ambiente rossoblù per le sfide che varranno lo scudetto? “Siamo sicuri che la gente farà sentire ancor più pesantemente il suo apporto. Il sottoscritto e soprattutto la squadra hanno bisogno di quel sesto uomo in più, che può spingerci verso l’alto”. Non ci sarà sicuramente bisogno di pregare i fedelissimi del Cras e del basket a riempire il PalaMazzola. Il tifo rossoblù, infatti, è spontaneo e forte. Come il battito del proprio cuore.

Queste le date della finale, con le giocatrici rossoblù che godranno del vantaggio del fattore-casa: gara-1 il 5 maggio a Schio, gara-2 e gara-3 in casa l’8 e l’11 maggio, eventuali gara-4 (Schio) e gara-5 (Taranto) il 13 ed il 16 maggio.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione