Cerca

Bari torna bello tre gol al Genoa

Cronaca della partita
Nella 36ª giornata della serie A di calcio, i biancorossi si destano dopo quattro sconfitte di fila e s'impongono sui liguri. Squadre senza obiettivi, ma la gara è divertente. La formazione di Ventura vicina al gol già nel primo tempo con Almiron. Poi segnano Meggiorini (57'), Castillo (85') e Barreto (89')
• «I tifosi sperino che Matarrese resti»
• I risultati: Atalanta-Bologna 1-1
• La classifica: Bari, salvezza matematica
• I cannonieri: Barreto, tredicesimo gol
• Il prossimo turno: Udinese-Bari
Bari torna bello tre gol al Genoa
BARI-GENOA 3-0 (0-0 nel primo tempo)

BARI (4-4-2): Gillet 6; Belmonte 6.5, A. Masiello 6, Bonucci 6.5, S. Masiello 5.5; Alvarez 6.5, Gazzi 6, Almiron 5.5 (32'st Donati 6), Koman 6.5 (34'st Parisi 6); Barreto 6.5, Meggiorini 7 (36'st Castillo 6.5). In panchina: Padelli, Stellini, Pisano, Kamata. Allenatore: Ventura 6.5.
GENOA (3-4-3): Scarpi 5.5; Tomovic 6, Papastathopoulos 5.5, Criscito 6; Mesto 6, Zapater 5.5 (19'st Cofie 6), Milanetto 6, Juric 5; Sculli 6 (26'st Boakye 6), Acquafresca 5.5, Palladino 5.5 (26'st El Shaarawi 5.5). In panchina: Amelia, Terigi, Fatic, Lazarevic. Allenatore: Gasperini 5.5. 
ARBITRO: Tommasi di Bassano del Grappa 6. 
RETI: 12'st Meggiorini, 40'st Castillo, 44'st Barreto. 

NOTE: pomeriggio di sole, terreno in buone condizioni, spettatori 20.000. Ammoniti: Meggiorini, Juric, El Shaarawy. Espulso al 14'st Gasperini per proteste. Angoli: 4-4. Recupero: 0', 0'.

di Fabrizio Nitti

BARI - La «quarantena» è finita, l'emorragia di sconfitte è terminata, il Bari ritrova il sorriso e la vittoria. Il punto di contatto con quella sera di fine marzo, 2-1 alla Sampdoria, una partita che sembrava di un'era calcistica differente, è l'altra formazione ligure, quel Genoa sceso in Puglia già sciolto e rassegnato dopo aver smarrito la strada per l'Europa, colpito da infortuni e squalifiche e mai decisamente in partita. Un pareggio e quattro sconfitte dopo tornano a gioire i tifosi biancorossi, in verità pochi ieri pomeriggio al San Nicola, complice la giornata estiva e l'andamento lento della formazione di Ventura nell'ultimo mese.

Chiariamo, non è stata la partita della vita, sia Bari che Genoa avevano davvero poco da chiedere alla classifica. Ritmi lenti, giocate facili, marcature larghe, tutto discretamente semplice e facile. Dallo 0-3 di Torino in casa della Juventus, al 3-0 rifilato ai genoani, il primo confezionato dai baresi in questo campionato. Un moto d'orgoglio di un Bari preso a schiaffi negli ultimi tempi, una squadra che, almeno per una domenica, è riuscita a ritrovare qualche stimolo in più malamente perduto nelle scorse settimane, riuscendo a toccare quota 46 punti, una quota che vale il decimo posto in condominio con Parma e Fiorentina. Il Genoa? In attesa che sul campionato cali la parola fine, la truppa di Gasperini si rivela un avversario di una morbidezza estrema: la stagione tirata, divisa fra impegni europei e campionato, ha provocato una serie di evidenti danni, mentali e fisici. Il Bari, intanto, si tiene stretto questo successo, non fosse altro per recuperare la credibilità dilapidata fino alla trasferta sul campo della Juventus. In attesa delle ultime due giornate di campionato (in trasferta a Udine, in casa contro la Fiorentina) e, soprattutto, dell'evolversi della querelle società-Perinetti, comunque destinati a separarsi come si evince dall'intervista rilasciata a fine partita da Vincenzo Matarrese.

Primo tempo che non passerà alla storia. Il Genoa, disposto nel suo 3-4-3, trotterella, quasi fosse arrivato in Puglia per onore di firma. E il Bari, nel suo rituale 4-4-2, prova a prendere in mano la partita, senza strafare, tantando almeno di giocare al calcio. Manca la tensione giusta, la cattiveria agonistica, l'intensità, il «pepe», la materia prima di quella che è una vera partita di pallone. I biancorossi si avvicinano due volte al vantaggio nel giro di 10’: prima Koman cerca l'angolo alto e trova i distinti dopo aver raccolto un corner di Alvarez; poi Almiron divora letteralmente un'occasione gigantesca al culmine di un’azione di prima e in verticale cominciata da Bonucci e rifinita da Barreto dopo la sponda di Meggiorini e il Genoa a giocare alle belle statuine; l'argentino si ritrova tutto solo davanti a Scarpi, cerca la «figata» col pallonetto e invece la palla decolla alta. C'è poco di che divertirsi. Il Genoa è «offline» e il Bari fatica a connettersi. Un tiro di Alvarez parato senza problemi, una bordata di Almiron che sfiora il palo e due insulsi tentativi genoani firmati da Acquafresca. Fine delle trasmissioni. C'è poco di che divertirsi, se non fosse che le emozioni piovono dal tabellone luminoso. Ora segna la Samp, ora il Palermo, ora l'Atalanta, ora il Napoli, ora il Catania, ora il Cagliari e l'Udinese.

Un sinistro inguardabile di Koman dopo 35 secondi apre la ripresa (bello il servizio di Alvarez), che prosegue con una conclusione alta di Meggiorini e una fuori misura di Salvatore Masiello. Un po' più vivo il Bari, un po' più assente, se possibile, il Genoa. Tanto che arriva il gol biancorosso: Koman pesca in corridoio Meggiorini, due passi e sinistro sotto l'incrocio. Match terminato, in buona sostanza.

Il Genoa è al tappeto, privo di idee e forza di volontà. Si apre e lascia campo, nel quale il Bari si insinua. C'è gloria perfino per il fischiatissimo Castillo, subentrato a Meggiorini: l'attaccante argentino raccoglie l'assist di Donati, scatta su Papastathopulos che pare una mummia e di sinistro beffa in diagonale Scarpi. Comunque un bel gol, minuto 39. Terzo centro barese, quarto in campionato. A chiudere la giornata di festa ci pensa Barreto, che di sinistro scarica in porta il passaggio smarcante di Salvatore Masiello. E furono tutti felici e contenti...

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400