Cerca

Juventus-Bari Parziale: 2-0 all'89' Diretta della partita

Sciolti gli ultimi dubbi di formazione. Toccherà all'esperto Stellini rimpiazzare lo squalificato Andrea Masiello. Sulla sinistra, invece, Salvatore Masiello sarà preferito a Parisi. Scocca l'ora dell'ungherese Koman, al posto di Allegretti. A centrocampo Almiron e Donati. In gol Iaquinta al 53' e all'87' e Del Piero su rigore al 69'
Juventus-Bari Parziale: 2-0 all'89' Diretta della partita
di Antonello Raimondo

TORINO - Un Ventura così non si era mai visto. Prima elettrico, quasi arrabbiato. Poi, riflessivo ma tendente al mogio. Nemmeno un sorriso in venti minuti a districarsi fra telecamere e taccuini. Le sue prime risposte sono sofferte, diciamo anche infastidite. Si vede lontano un miglio che ha poca voglia di parlare e che c’è qualcosa che lo turba. Soprattutto il clima che si respira attorno al Bari, crediamo. Un clima sospettoso, per certi versi anche fibrillato. Questi sarebbero i giorni ideali per celebrare le grandi imprese biancorosse nell’anno del grande ritorno in serie A e invece in città di tutto si parla tranne che di calcio. Quello giocato evidentemente.

C’è la Juve sulla strada del Bari, eppure non frega nulla a nessuno. I tifosi sono già proiettati sul futuro. Il probabile addio di Perinetti è stato un terremoto per gli animi già sensibili di una piazza che pretende il salto di qualità ma che, forse, commette l’errore di volere tutto e subito. La programmazione, è vero, deve essere un punto di partenza. Servono idee e investimenti. Ma pensare di poter diventare «grandi» in pochi mesi, beh crediamo sarebbe un gravissimo errore.

Questo campionato dimostra come quando si fanno le cose per bene si può anche scoprire il gusto dell’ambizione. Beffardamente, c’èil rischio che il Bari di Ventura stia portando la tifoseria fuori strada. Tutti, ormai, sono convinti di poter giocare ad armi pari con Genoa, Sampdoria, Napoli e Fiorentina. Oggi e anche domani. Certo, quest’anno il sogno è sembrato molto vicino alla realtà. Ma la realtà, quella vera, è un’altra. E dice che ci sono annate in cui tutto va bene ma che non possono rappresentare la regola o il punto focale della discussione. Una volta su dieci capita di poter competere con club che hanno ricavi dieci volte superiore ai tuoi. E non capirlo può diventare molto pericoloso, oltre che dannoso.

Questo naturalmente, non vuol dire smettere di costruire e di investire nel calcio a Bari. Lo sanno bene i tifosi, lo sa bene anche Vincenzo Matarrese. E se è vero, come si sussurra, che la conferma di Almiron sia praticamente cosa fatta è indubbio come si tratti di un segnale importante. Un segnale della ferma volontà, pur in un momento di grandi difficoltà economiche, di provare a creare uno zoccolo duro di qualità sul quale costruire un Bari capace di regalarsi un futuro importante. Quello che la città merita e pensa, legittimamente, di meritare.

Dicevamo di Ventura. E’ turbato perché vede il terreno quasi franargli sotto i piedi. Pensava di meritare un clima di consensi e invece si ritrova a rintuzzare l’onda di un malcontento galoppante. Pensava anche di poter lavorare al fianco di un uomo di spessore come Giorgio Perinetti e invece, probabilmente, gli toccherà dover impostare una nuova sintonia professionale. Come se non bastasse, poi, è costretto a fare i conti con una squadra che sembra aver perso lo smalto dei giorni migliori. Lo dicono i risultati, certo parliamo di sensazioni. Per fortuna c’è tempo. Per appianare malumori e scaldare fragili psicologie.

«Quest’anno abbiamo scritto tante pagine di storia - dice il tecnico - vogliamo continuare visto che il Bari non ha mai vinto in campionato a Torino. Io la Juve l’ho già battuta. Allenavo a Venezia e quel 4-3 è stato definito la vittoria più bella della storia del calcio in laguna. Per fortuna stiamo recuperando pedine importanti. Proveremo, come sempre, a proporre un calcio offensivo. Langella? Si è allenato ventitrè volte in quattro mesi e negli ultimi sedici giorni non si è mai nemmeno spogliato. Ditemi voi se è giusto dire che Langella sta bene come ho letto nei giorni scorsi».

Sciolti gli ultimi dubbi di formazione. Toccherà all'esperto Stellini rimpiazzare lo squalificato Andrea Masiello. Sulla sinistra, invece, Salvatore Masiello sarà preferito a Parisi. Davanti a lui scocca l'ora del giovane ungherese Koman, al posto dell'acciaccato Allegretti (rimasto a casa unitamente agli infortunati Kamata e Pisano). A centrocampo confermati i rilanci di Almiron e Donati.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400