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Gallipoli-Salernitana Parziale: 3-2 al 75'

Ultima chiamata nella serie B di calcio. L’unica strada che porta alla salvezza sul campo, ormai sempre più difficile, passa per la vittoria odierna. Impegno alla portata, almeno sulla carta. I campani sono ultimi e matematicamente retrocessi. Ma guai a sottovalutarne livello tecnico e orgoglio. In gol Orlando al 10' e al 72', Scaglia al 15' e al 22' (r) e Centi al 74'
Gallipoli-Salernitana Parziale: 3-2 al 75'
di STEFANO LOPETRONE

GALLIPOLI - Ultima chiamata per il Gallipoli. L’unica strada che porta alla salvezza sul campo, ormai sempre più difficile, passa per la vittoria odierna contro la Salernitana. Impegno alla portata, almeno sulla carta. I campani sono ultimi e matematicamente retrocessi. Ma guai a sottovalutarne livello tecnico e orgoglio. La squadra di Breda ha il vantaggio di giocare con la mente sgombra e, sia pur in emergenza (ha una lista di indisponibili lunga e pesante), ha una discreta capacità realizzativa (manca però lo squalificato Dionisi). I giallorossi invece hanno una sola chance e non possono fallirla. Anche il solo pareggio rischierebbe di compromettere il cammino delle prossime cinque giornate.

PARTITA DELLA VITA - Ezio Rossi cerca di non caricare i calciatori di eccessive tensioni, ma questa è la partita della vita. «Non voglio creare troppe ansie, ma i ragazzi sanno che abbiamo un solo risultato per continuare a sperare. Chi fa questo mestiere ad alti livelli deve passare attraverso queste partite. Mi auguro che chi scenderà in campo sia pronto e consapevole di questa situazione».

Il tecnico del Gallipoli è alle prese con una squadra incerottata. Oltre ai lungodegenti (Franchini, Volpato), continuano a restare indisponibili Abbate, Lazzari, Moro e Sciarrone. Anche tra i convocati però ci sono dei problemi: Pederzoli e Scaglia stringono i denti pur essendo alle prese con dolori particolarmente fastidiosi (pubalgia per il primo e guai al ginocchio per il secondo). Entrambi però, viste le assenze (sono squalificati Mounar, Pallante e Viana), partiranno probabilmente titolari. «È vero, siamo in difficoltà - ammette Rossi -. Come ha già fatto qualcuno, però, dobbiamo gettare la stampella oltre l’ostacolo. Bisogna che chi va in campo dimostri di credere ancora in questa salvezza e prima ancora di credere in questa vittoria. Mi sembra che i ragazzi abbiano uno spirito giusto nonostante tutte le vicissitudini che stiamo vivendo: ora lo dimostrino in campo». L’allenatore giallorosso accantona il 4-3-3 (ho bisogno di attaccanti freschi pronti ad entrare), propone probabilmente Depetris dal primo minuto e si porta dietro un dubbio: Artistico, Paèz e Di Carmine lottano per due maglie.

GLI OSPITI - Guai a sottovalutare la Salernitana, dunque. È bene non dare nulla per scontato. Anche perché i numeri sono impietosi. Pur essendo retrocessi, i giocatori granata sono riusciti a collezionare 11 punti nel girone di ritorno: due in più rispetto al Gallipoli. Il risultato positivo, l’inaspettato pareggio contro il Padova (0-0), manca ai campani dal 9 aprile; mentre i giallorossi hanno conquistato gli ultimi punti il 23 marzo (vittoria contro la Triestina), salvo collezionare poi cinque sconfitte consecutive. Infine nelle ultime due giornate la squadra di Breda ha segnato cinque reti: il Gallipoli per segnarne altrettante deve sommare le reti siglate nelle ultime sette partite: «Le ultime prestazioni dei nostri avversari sono di ottimo livello - avverte Rossi -. Ho visto la gara contro il Grosseto: poteva finire 7 a 7 per numero di palle-gol create e concesse (è finita 3-4 per i toscani, ndr). È una squadra che gioca spensierata e per questo può diventare molto pericolosa in fase di possesso palla. Al tempo stesso può avere delle disattenzioni in fase difensiva. A sprazzi pratica bel gioco e spesso mette in difficoltà gli avversari. Il pericolo da evitare viene dalla contrapposizione tra la nostra ansia di vincere a tutti i costi e la loro spensieratezza. Hanno giocatori interessanti in attacco e infatti continuano a segnare. Mancherà Dionisi, ma hanno Capone, Caputo, Merino, Pepe che danno pochi riferimenti».

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