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«Lecce, ci sono sei finali da affrontare al massimo»

Sei volate per chiudere il «tour» della serie B di calcio da trionfatori. Capitan Giacomazzi, che di promozioni se ne intende, lancia lo sprint: «Ci mancano sei finali, tutte partite difficilissime da affrontare al massimo, ripetendo quanto di buono abbiamo fatto finora. A iniziare dalla delicata trasferta di sabato sul campo del Grosseto». Ma a che punto considera la corsa del Lecce? «A buon punto direi»
• Grosseto–Lecce a Rizzoli di Bologna
«Lecce, ci sono sei finali da affrontare al massimo»
di Marco Seclì

LECCE - Sei volate per chiudere il «tour» da trionfatori. Capitan Guillermo Giacomazzi, che di promozioni se ne intende, lancia lo sprint: «Ci mancano sei finali, tutte partite difficilissime da affrontare al massimo, ripetendo quanto di buono abbiamo fatto finora. A iniziare dalla delicata trasferta di sabato sul campo del Grosseto».

Ma a che punto considera la corsa del Lecce? «A buon punto direi, perché a sei giornate dal termine siamo primi con un vantaggio piccolo ma importante, che dobbiamo difendere a tutti i costi». Non vuole però fare calcoli: «Difficile quantificare quanti punti ci manchino per la matematica promozione. Ripeto, conta solo continuare con le prestazioni che ci hanno permesso di stare in cima alla classifica da tanti mesi».

Eppure qualche rimpianto resta, perché senza qualche occasione mancata oggi il traguardo della serie A sarebbe molto più vicino. «Sì - ammette il centrocampista e bandiera giallorossa - rimane un po’ di rammarico per alcuni match in cui avevamo il risultato in mano ma che non siamo riusciti a portare a casa». L’uruguagio, ma salentino d’adozione, cita Sassuolo, Ancona, Empoli, Brescia, ricordo fresco quest’ultimo, che ancora brucia. E individua anche il difetto del Lecce. «Forse il nostro limite - osserva - è di non riuscire a chiudere le partite quando pure ne avremmo la possibilità». Non un grosso «vizio», in fondo, considerato il cammino a gonfie vele percorso dalla squadra. «Ci può stare - rimarca il capitano - piccole disattenzioni sono inevitabili, poi c’è anche da mettere in conto la bravura degli avversari. In diverse circostanze sono stati grandi gesti tecnici dei singoli a permettere loro di recuperare contro di noi».

Ma il passato è chiuso. «Giaco» guarda solo al futuro immediato, rappresentato dal Grosseto. «Sarà uno scontro diretto, la prima delle finali, contro squadra pericolosa, che coltiva l’ambizione di centrare un obiettivo importante. I toscani segnano tanti gol - mette in guardia - bisognerà affrontarli con la giusta cattiveria agonistica. E con grande attenzione». Il centrocampista sa bene cosa il Lecce dovrà fare. «In campo bisognerà “leggere” bene ogni situazione. La nostra fase difensiva - spiega - dovrà essere perfetta, per limitare la loro capacità di creare occasioni da rete. Anche a centrocampo, ci vorranno occhi aperti su Consonni e Carobbio, così come sui laterali. Nello stesso tempo, appena ci sarà l’occasione dovremo provare a pungere in attacco. È scontato, comunque, che non rinunceremo al nostro gioco e che andremo lì per vincere».

Giacomazzi fu protagonista all’andata contro i maremmani, siglando uno dei tre gol che consegnarono al Lecce un successo di misura. «Una bellissima partita - ricorda - molto sofferta. Alla fine fummo anche fortunati a vincerla per 3-2. Il Grosseto mise in mostra una grande capacità di andare in gol. Caratteristica che ha poi mantenuto, anche se sabato non ci sarà il loro capocannoniere (Pinilla, autore di una doppietta al Via del Mare, e infortunato ndr)».

I maremmani fanno tante reti però ne subiscono anche tante. «Un po’ come noi - la considerazione di Giacomazzi - se attacchi con tanti uomini a volte rischi di scoprirti. Dovremo essere più bravi di loro, pur mantendo le nostre caratteristiche».

Guillermo Giacomazzi ha ormai la maglia giallorossa cucita addosso. Ma il contratto in scadenza. E su questo fronte, dopo mesi di incertezza, qualcosa si è mosso. «Un mese fa ci siamo parlati con la società - rivela il capitano - e abbiamo deciso di rivederci. Sicuramente troveremo un accordo».

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