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Stellini si candida «Bari, io sono qui»

Il difensore biacorosso: «Mi sono sempre sentito presente e spero in una maglia da titolare. Sono ottimista, quando lavori non devi aver paura di nulla e quindi anche della Juventus. Giocare due gare su due con la Juve è il massimo, ma deciderà il mister. I bianconeri sono in corsa per l´Europa. Con il gioco e la qualità possiamo dire la nostra». Si gioca a Torino domenica alle ore 15
• Juventus–Bari arbitrata da Gervasoni
Stellini si candida «Bari, io sono qui»
di Antonello Raimondo

BARI - «Io mi sono sempre sentito presente e mi candido per una maglia da titolare». Cristian Stellini è l’esempio vivente do come si possa essere importanti in un gruppo anche giocando pochissimo. Si può esserlo dando l’esempio ai compagni oppure dispensando consigli ai più giovani. Stellini lo è. E non da oggi.

«Sono ottimista - dice l’esperto difensore milanese - quando lavori in un certo modo non devi aver paura di nulla e quindi anche della Juventus. Giocare due gare su due con la Juventus è il massimo ma deciderà il mister. I bianconeri saranno agguerriti, sono in corsa per l´Europa e i suoi giocatori avranno voglia di dimostrare di essere da Juve. Noi con il gioco e le nostre qualità possiamo dire la nostra».

«Non deve essere uno sfizio batterli - continua Stellini - perché le gare che ci restano saranno la fotografia che tutti porteranno di noi il prossimo anno. Dobbiamo difendere la bella immagine che ci siamo costruiti e per fare questo dobbiamo crescere rispetto alle ultime esibizioni».

Un salto indiertro, a fine agosto. «Mi aspettavo di giocare la prima gara di campionato contro l´Inter - spiege con la massima tranquillità Stellini - ma visto quello che è successo è stato un bene per tutti... La scelta di Ventura fu coraggiosa ma alla fine azzeccata visto il rendimento di Ranocchia e Bonucci».

Il futuro? «Ho terminato il corso di allenatore. Una bella esperienza, ho imparato tanto e ritrovato ex giocatori. Aspettiamo le pagelle... Sto incominciando a ragionare da allenatore e poi ho tanto da imparare anche da Ventura, lui ha dato una grande impronta a questa squadra. È stata una cosa nata così senza un obiettivo ancora definito. Vorrei essere io a decidere il momento in cui smettere. Adesso so che voglio giocare ancora. Sono in scadenza di contratto con il Bari e restare qui sarebbe la soluzione migliore per me. Spetterà, comunque, alla società decidere».

«Mi vien da dire che non sento un’aria positiva ma intorno a me i segnali sono buoni... In campo o no si può sempre dare un contributo importante in termini di serenità e mentalità. Però devo ringraziare anche i miei compagni perché mi hanno sempre dato stimoli e appoggiato nei momenti più difficili. Bonucci e Andrea Masiello in alcune circostanze sono stati commoventi - raccomta con orgoglio Stellini - per me è stata una stagione difficile, ero abituato a gestire le emozioni giocando, lottando per un posto da titolare. Ho dovuto gestire il tutto in maniera diversa e l’aiuto dei miei compagni è stato importante. Siamo davvero un grande gruppo. Un po’ mi sento un capitano non giocatore. In questa squadra ci sono giocatori che in futuro devono essere leader in campo e nello spogliatoio e questo l’ho detto soprattutto a Gazzi e Andrea Masiello, ho detto loro di inserirsi con forza».

«Se nel momento dell´infortunio di Ranocchia pensavo finalmente di trovare spazio? Quello è stato il momento in cui rischiavo di perdere fiducia in me stesso - aggiunge il centrale biancorosso - ma alla fine mi condizionò anche un problema fisico. Una stagione un po’ così, non ero abituato a stare tanto tempo lontano dal cuore della squadra. Anche dopo l’esordio con la Juventus pensavo potesse cambiare qualcosa ma alla fine quello che conta è non essere esclusi dal contesto della squadra, mi sono sempre sentito dentro il progetto tecnico-tattico. Ovvio che dispiace restare fuori, non giocare è la cosa che da più sofferenza soprattutto se pensi di poter ancora essere protagonista».

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