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Basket - Italia da sogno: battuto il Dream Team

I 17 punti di distacco con i quali gli azzurri hanno steso al suolo la nazionale Usa (95-78) in procinto di sbarcare ai Giochi con il consueto ruolo di favorita ha acceso le ambizioni dei tifosi. Intanto, ci si può godere lo storico, perché inedito, successo contro gli assi della pallacanestro
COLONIA - C'era una volta un Dream Team, ora Recalcati ha trovato un'Italia che fa sognare. I 17 punti di distacco con i quali gli azzurri del basket hanno steso al suolo la nazionale Usa in procinto di sbarcare ai Giochi con il consueto ruolo di favorita ha acceso le ambizioni dei tifosi; ma soprattutto ha consegnato al ct l'Italia da tempo cercata, la nazionale dei sogni più belli. «Sì, può essere la partita della svolta», ammette Recalcati all'indomani dell'incredibile vittoria sugli Stati Uniti.
Il tono della voce basso, per aver troppo urlato la propria gioia, gli occhiali da sole per nascondere le ore di sonno perse e le occhiaie. Carlo Recalcati all'indomani si gode ancor di più la vittoria storica sul Dream Team, un +17 che a dispetto delle assenze tra la squadra Usa, dell'effetto del jet lag, e del peso specifico dell'amichevole ha già messo in allarme la stampa americana. Nella convinzione che magari l'avversario non era quello vero, ma l'Italia sì, nella sua forma migliore finora inespressa. «Abbiamo mostrato qualcosa che fa parte del nostro patrimonio e finora non eravamo riusciti a esprimere», dice Recalcati.
Il cammino azzurro verso Atene 2004 non si può certo fermare alla celebrazione per il successo sugli Usa. Il ct avverte, quella può essere la base ma attenti agli entusiasmi e ad esagerare il valore del risultato di Colonia: così, e non solo per dare un segnale, la nazionale torna subito al lavoro. Stamani sveglia a Colonia, poi la partenza per l'Italia, e stasera a Reggio Calabria nuovo allenamento alle 20. In programma il torneo Enzo Micali con Brasile, Angola ed Australia, Con la vittoria sul Dream Team ancora negli occhi, ovviamente. «Gli Stati Uniti sono una delle squadre che può vincere la medaglia d oro alle Olimpiadi - ha sintetizzato Recalcati -. Ieri sera noi l'abbiamo battuta. Con convinzione, con continuità, con qualcosa che evidentemente fa parte del nostro patrimonio e finora non eravamo riusciti ad esprimere compiutamente».
Se ieri sera quella con gli Stati Uniti era solo una partita vinta, con il passare delle ore tutti nel gruppo azzurro hanno maturato l importanza di quanto fatto, con il gran numero di telefonate e di sms ricevuti dall'Italia, ma soprattutto con il rispetto che il pubblico della KoelnArena ha mostrato a l'Italia dopo avergli tifato contro per tutto la gara, con qualche sporadico tricolore che sventolava; a squadra della Germania, Dirk Nowitzki in testa, ha a lungo applaudito, insieme al tutto il personale dell'albergo gli azzurri una volta rientrati in albergo. «Più passano le ore conclude Recalcati- e più siamo in grado di valutare questa vittoria. Va esaltata, raccontata, tramandata. Ma senza esagerare. Abbiamo battuto la squadra favorita ai Giochi Olimpici, questo un fatto, ma la cosa più importante che siamo stati capaci di esprimere fino in fondo quello che siamo . «Se mi aspettavo una gara del genere? Certo ammette Recalcati - avevo aspettative di progressi, coerentemente con i nostri programmi e poi queste partite sono le più facili per noi allenatori: i ragazzi avevano tante motivazioni, non devi inventarti nulla per spronarli. La nostra maggiore qualità è stata quella di aver mantenuto quanto ci eravamo ripromessi prima della partita. Ho chiesto ai ragazzi di andare in campo e di non subire. Eravamo pronti a giocare contro gente pi_ forti di noi fisicamente. Avevamo la coscienza che i nostri avversari erano, sono tutti potenzialmente pi_ forti di noi. Ma avevamo anche la tranquillità che se avessero voluto vincere la partita, avrebbero dovuto giocarsela. E poi, ci siamo imposti di non cercare duelli individuali, quello sarebbe stato un errore grave».
Ora, il risultato di Colonia può essere un trampolino di lancio. «Al di là della vittoria - spiega Recalcati - per me questa gara potrebbe essere fondamentale per il proseguimento della nostra preparazione: cioè , non dobbiamo aver paura di ammettere che i nostri avversari possono essere più forti di noi, ma al contempo avere anche la coscienza di avere i mezzi per giocare la nostra partita».
La vittoria sul Dream Team, insomma, «potrebbe essere la partita della svolta. Nel momento in cui un giocatore fa proprio quello che gli allenatori gli propongono di fare, e questi ha la coscienza di fare le cose giuste, a quel punto aumenta la qualità del proprio lavoro. Se credi in quel che fai, lo fai meglio. O no?».
Base di partenza, ma con molta cautela: è la seconda parte del messaggio che Recalcati invia alla sua squadra. «No, assolutamente non ci si può fermare al +17 di ieri. Sicuramente questo punteggio, 95-78, ce lo porteremmo dietro per qualche giorno, ripercorreremo la partita fra di noi, ce la racconteremo in viaggio, ma a Reggio Calabria riprendiamo il nostro programma di lavoro per le Olimpiadi, anche se con una gioia smisurata dentro di noi. Dobbiamo darci - aggiunge il ct azzurro - maggiore regolarità nel nostro gioco, più di quanto abbiamo fatto finora. Dobbiamo crescere ancora. Abbiamo fatto una partita molto tattica e siamo stati bravi a limitare i loro pregi e ad enfatizzare i loro difetti. Dobbiamo essere bravi a far divenire questa una nostra qualit_ da utilizzare anche contro avversari diversi, magari meno bravi, ma che con il loro gioco ci possono dare più noia».

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