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Cassano «bidonò» Lippi Ecco l'audio

C’è anche una telefonata fra il barese e l’allora vicepresidente federale Mazzini fra le 171 mila telefonate intercettate nell’ambito di «Calciopoli». Il dirigente annunciava all’allora attaccante della Roma una convocazione nella Nazionale di Lippi. Era il 3 febbraio 2005, gli azzurri avrebbero affrontato la Russia in amichevole. Il calciatore, felicissimo della notizia, in ritiro non andò, lamentando un infortunio...
Cassano «bidonò» Lippi Ecco l'audio
BARI - C’è anche una telefonata fra Antonio Cassano e l’allora vicepresidente federale Innocenzo Mazzini fra le 171 mila telefonate intercettate nell’ambito di «Calciopoli». In sostanza, il dirigente federale annunciava all’allora attaccante della Roma una convocazione nella Nazionale di Lippi. Era il 3 febbraio 2005, gli azzurri avrebbero affrontato la Russia in amichevole a Cagliari qualche giorno dopo, il 9. In sintesi: Cassano, felicissimo della notizia, ma a Coverciano poi non andò, lamentando un infortunio «accompagnato» da cartella clinica. Però tre giorni dopo, l'attaccante della Roma fu schierato titolare contro l’Inter a San Siro... Che siano nati da qui tutti i problemi con l’attuale commissario tecnico azzurro?

Ecco una parte del testo della telefonata:

CASSANO «Si ?»

MAZZINI «Sei grasso».

C.«No, sei grande e niente e sei pregato che quando io ti chiamo non devi fare il faccia di cazzo»

M.«Sei grasso».

C.«Sono grasso?»

M.«Sei come una sposa».

C. «E sì, si come una sposa. (risate) Come stai presidente?»

M. «Bene, sono venuto qui a Coverciano, sono arrivato ora e c’erano quelli del Palermo a fare una cosa che te non fai mai».

C.«Ma che cazzo faccio, sai che io sono differente».

M. «Sai Cosa stanno facendo?»

C. «Cosa?»

M. «Una cosa che te non fai mai, perché sei rincoglionito».

C. «La beneficenza?

M. «Si stanno allenando».

C. E io che cosa devo fare: mi devo allenare?»

M. «A no? Perché?»

C. «A me mi devi dare il pallone, io devo giocare con il pallone, io faccio allenare gli altri».

M. «Sei ridicolo».

C. «Dove stai? A Coverciano?»

M. «Sì amore mio».

C. «Senti un attimo, per la convocazione in Nazionale come è, ci chiama a noi o no?»

M. «Non ti fare male»

C. «Ma ci chiama o no?»

M. «Se ti ho detto così...»

C. «Chi chiama, me e Bobo?»

M. «Te di sicuro».

C. «A me di sicuro e il resto no».

M. «Però mi girano i coglioni perché ti fa troppi complimenti».

C. «Chi il mister?»

M. «Si».

C. «E mi fa i complimenti e mi rompe i coglioni, e vado male e mi rompe i coglioni e sono grasso e mi rompe i coglioni. Ma te ogni tanto fammi un complimento, ogni tanto, quando te ne ricordi».

M. «Senti, te sei per me.. tu sei come mio figlio..»

C. «Ma tu davanti non me li fai mai, da dietro si».

M. «E poi, siccome tu non vuoi rimproveri in pubblico...»

C. «Bravo...»

M. «Io non ti posso fare complimenti in pubblico».

C. «E come è i rimpoveri non me li puoi fare. Ah! bravo presidente. Ho capito».

M. «Dimmi , com’è la situescion?»

C. «Stiamo navigando fra il terzo e quarto posto. Ora ci siamo rimessi in gara».

M. «Si, ma guarda, state facendo bene, a parte tutto».

C. «Si, presidente, discretamente stiamo facendo bene perché sai siamo la peggiore difesa del campionato».

M. «Una difesa come la vostra non ce l’hanno nemmeno in promozione».

C. «Ah nemmeno, a 17 anni, lì, quando giocano tutti avanti e tutti indietro. (risate e colpi di tosse) Senti un attimo presidente...»

M «Dimmi, amore...»

C. «Quando è la convocazione domenica o lunedì?»

M. «Lunedì».

C. «Lunedì dobbiamo stare lì da voi?»

M. «Sì caro».

C. «Ma tu ci stai o no?»

M. «Certo».

C. «Ma, allora, sei ci stai tu vengo anche io».

M«Vengo e vi aspetto, poi vado a fare la premiazione del torneo di Viareggio e dopo torno per l’allenamento».

C. «Allora ci vediamo lunedì».

M. «Stammi a sentire, non sgarrà nemmeno di un minuto».

C. «Ma stai scherzando? Non preoccuparti, assolutamente, presidente»

M. «Non mi far fare figure del cazzo, perché se no...»

C. «Te le ho fatte fare l’altro anno».

M. «Ti castro»

C. «Ti ho fatto la promessa che non facevo cazzate. Le ho fatte?»

M. «Ti castro».

C. «Allora, ho fatto le cazzate?»

M. «Anche perché ti serve, tanto»

C. «Allora ti sto dicendo, l’anno scorso ti ho promesso che non facevo cazzate, le ho fatte o no?»

M. «Tutto a posto»

C. «E Allora tutto a posto, andrà così anche... .

M. «Un uomo vero».

C. «E lo sai che io sono un uomo vero».

M. «Anche io».

C. Va be, pres, ci vediamo lunedì, allora, va bbuo?»

M. «Ti abbraccio forte».

C. «Ti abbraccio, ciao presidente».

M. «Ciao, amore mio, ciao ciao».

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