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Enel in vetta giorno dopo giorno Ecco perché è a un passo dalla A

"Tempo al tempo”. E’ il motto di Brindisi che, dopo aver messo la freccia, ha effettuato il sorpasso infilando un paio di avversari che, spingendo in avvio di stagione sul pedale dell’accelleratore, avevano preso il largo, facendo intendere che non ci sarebbe stata trippa per gatti. E invece il club salentino è saldamente in testa alla Legadue di basket maschile. Sabato potrebbe già essere il giorno della festa
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Enel in vetta giorno dopo giorno Ecco perché è a un passo dalla A
di Franco De Simone

BRINDISI  - “Tempo al tempo”. E’ il motto din quest’Enel Brindisi che, dopo aver messo la freccia ha effettuato un sorpasso da “Formula Uno”, infilando un paio di avversari che, spingendo, in avvio di stagione, sul pedale dell’accelleratore, avevano preso il largo, facendo intendere che non ci sarebbe stata trippa per gatti.

Invece, coach Giovanni Perdichizzi ed i suoi uomini, seppure da posizione defilata, senza battere la grancassa, avevano detto loro: “correte, correte, che vi ripigliamo, ceeeeerto che vi ripigliamo”. Ed al momento opportuno, alla prima curva, ecco infilato Veroli e poi, alla seconda “curva cieca”, alla cui uscita Sassari è rimasta abbagliata dallo splendore dell’Enel, ecco infilato anche coloro che sembravano inarrivabili e votati al gran salto diretto nella massima serie.

Gioisce (ci mancherebbe altro) la “banda Cardinali”. Il bello è che, nonostante il recente exploit, nessuno, dal più navigato (Nikola Radulovic) all’imberbe (Riccardo Coviello) ha dimostrato la più pallida intenzione di voler alzare il piede dal pedale dell’acceleratore e tutti continuano a lavorare con la stessa lena di sempre.

«Tempo al tempo» avevano fatto sapere in giro quando ancora la squadra sbandava, perché l’assetto non era stato ancora messo a puntino. Occorreva tempo per assemblare tutto e subito. D’altronde con undici uomini su undici che si incontravano per la prima volta, non doveva essere scontato che, all’inizio qualcosa non dovesse quadrare e che anche il coach avesse bisogno del continuo, serrato lavoro perché ogni componente l’organico intuisse e poi applicasse alla lettere ciò che era nell’«abc» delle regole di Perdichizzi?

Così, una volta che la squadra tutta ha pensato ed agito alla stessa maniera, i risultati sono arrivati.

“Abbiamo svolto ogni settimana, ogni giorno, il lavoro di sempre. Non abbiamo mai cambiato niente nel nostro sistema di lavoro”, ha ammesso Silvere Bryan, il pivot dominicense, che ha acquisito il passaporto italiano permettendo così l’acquisto di Miha Zupan, il ventottenne sloveno che coach Perdichizzi ha voluto alla sua corte perché, assicura “in LegaDue è un extra, mentre per la serie A è ottimo”.

L’Enel Basket, dunque, si lancia già sul mercato. “Monitorare sempre ogni cosa e con la massima attenzione”, è il motto del tecnico che sarà anche per la quarta stagione alla guida di Brindisi. Tanto, atteso che la società, nella sua interezza, ha sempre sostenuto di volersi privare dell’apporto tecnico dell’allenatore siciliano e che il coach pronto a cingersi il capo con l’alloro della sua ottava promozione in carriera, ha sin dal primo istante di quel 21 gennaio del 2008 dichiarato di sentirsi uno di casa a Brindisi.

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