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«Il Cras sa ciò che vuole ma i playoff sono duri»

Buccoliero, «memoria storica» di Taranto, analizza il momento. Aver battuto Umbertide in sole due gare concede alle ioniche un leggero vantaggio psicofisico nei confronti dell’avversaria da affrontare in semifinale scudetto di basket femminile dal 21 aprile, fuori casa, quando inizierà la serie al meglio dei 5 match. Priolo e Venezia, infatti, giocheranno sabato sera al PalaTaliercio la «bella»
«Il Cras sa ciò che vuole ma i playoff sono duri»
di Alfredo Ghionna

TARANTO - Aver battuto Umbertide in sole due gare concede al Cras un leggero vantaggio psicofisico nei confronti dell’avversaria da affrontare in semifinale dal 21 aprile, fuori casa, quando inizierà la serie al meglio dei 5 match. Priolo e Venezia, infatti, giocheranno sabato sera al PalaTaliercio la «bella» che decreterà chi tra le due sfiderà le campionesse d’Italia in carica, sostenendo uno sforzo supplementare.

Mario Buccoliero, allenatore in seconda delle joniche e «memoria storica» del Cras (è nell’organigramma dai tempi della serie C) analizzato il momento delle tarantine.

Coach Buccoliero, come sta la squadra dopo la vittoria larga riportata a Umbertide?

«Lo stato di forma era buono già prima. In Umbria abbiamo solo ricevuto conferme in merito alla tenuta atletica e mentale ed alla concretezza di una squadra che sa bene ciò che vuole. Contro Umbertide non era una gara facile, loro ci hanno provato, ma per noi era importante chiudere anzitempo il discorso per risparmiare energie».

In semifinale meglio affrontare Priolo o Venezia?

«Sono due squadre toste. Le siciliane fanno un basket più tattico e non mollano mai, mentre Venezia può contare su una panchina più profonda. Io, per le nostre caratteristiche preferirei incontrare Priolo, anche se credo che Venezia abbia qualche chanches in più di passare il turno, non foss’altro per il vantaggio del fattore campo nella sfida decisiva».

Il fatto di giocare anche le semifinali al meglio delle cinque partite può nascondere qualche insidia?

«Potrebbe... Sarà importante avere una buona tenuta fisica e mentale. Anche dopo una vittoria larga bisogna avere la capacità e l’umiltà di resettare tutto e ripartire da zero. Chi avrà meglio gestito queste qualità alla fine verrà premiato».

Rispetto alla scorsa stagione, quali potrebbero essere le difficoltà del Cras nella caccia al terzo scudetto della sua storia, che lei ha già vinto come assistente della panchina nel 2003 e nel 2009?

«Intanto dobbiamo arrivare a giocarci il titolo. Prima c’è da affrontare la serie di semifinale per poterlo difendere. E, come dicevo prima, la novità di giocarsela al meglio delle cinque gare può rappresentare un insidia. Così per noi come per gli altri, ovviamente. Rispetto all’anno scorso, poi, non è possibile fare paragoni. Il gruppo è cambiato, ci sono stati innesti di qualità. Già chiudere la stagione regolare con una sola sconfitta è un miglioramento. Poi ogni stagione ha una storia a se, e noi quest’anno dobbiamo ancora dimostrare di essere i più forti».

I critici sostengono che questa squadra potrebbe cedere nelle gare decisive. Visto quello che è accaduto in coppa Italia, cosa risponde?

«La coppa Italia l’abbiamo persa ed è un dato di fatto. In una gara secca può accadere di tutto, una giornata storta può capitare. In quel momento non eravamo brillanti, ma i playoff sono diversi. E la squadra è carica al punto giusto».

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