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Lecce, niente drammi è un punto che pesa

A mente fredda il pareggio di Padova nella serie B di calcio ha un’altra valenza rispetto alle sensazioni che si sono avute al noventesimo quando si è preso atto che il margine di vantaggio sulla terza si era ridotto da sette a cinque punti. Fabiano: «A caldo eravamo un po’ delusi per non essere riusciti a vincere  ma analizzando bene possiamo dire che quello conquistato in Veneto è stato un punto importante»
• Lecce-Brescia arbitrata da Russo
Lecce, niente drammi è un punto che pesa
di MASSIMO BARBANO

LECCE  - A mente fredda il pareggio di Padova ha un’altra valenza rispetto alle sensazioni che si sono avute al noventesimo quando si è preso atto che il margine di vantaggio sulla terza si era ridotto da sette a cinque punti. «A caldo eravamo un po’ delusi per non essere riusciti a vincere - dice Fabiano - ma analizzando bene questo pareggio arrivato dopo la vittoria contro il Torino, possiamo dire che quello di Padova è stato un punto importante».

D’altra parte, la partita ha riservato non poche difficoltà per l’aggressività profusa dagli avversari. Ma il Lecce ci ha anche messo qualcosa di suo. E Fabiano non lesina l’autocritica. «Abbiamo sbagliato il modo di stare in campo nei primi minuti della partita e quindi abbiamo subìto l’aggressività dei nostri avversari che sono stati molto abili a giocare all’offensiva sin dall’inizio. Poi hanno avuto la fortuna di troare quel gol in apertura che ci ha messo la partita in salita e ci ha costretto ad inseguire».

Tuttavia, questa eventualità era stata ampiamente messa in conto dal Lecce. «Effettivamente quello che ci ha sorpreso è statosolo quel gol iniziale, non l’aggressività del Padova che ce la aspettavamo - sostiene il difensore centrale brasiliano - la partita l’avevamo preparata bene perché sapevamo che i nostri avversari avrebbero avuto questo atteggiamento in campo specialemente all’inizio. La serie B è questa, quando trovi squadre con l'acqua alla gola, è certo che ti daranno filo da torcere. E il loro approccio alla partita quando giocano contro squadre più organizzate è sempre molto intenso perchè cercano di sfruttare l’elemento sorpresa e vincere la partita in questo modo».

Il Padova ci stava quasi riuscendo, ma poi la partita è cambiata nel secondo tempo grazie anche ad una modifica tattica (si è passati al 3-4-3) che ha messo in campo una squadra più offensiva, ma anche più azzardata. «Il Lecce è stato molto bravo a riorganizzarsi nel secondo tempo - sostiene Fabiano - quando abbiamo anche giocato con un difensore in meno per produrre uno sforzo offensivo maggiore che ci ha premiati col pareggio. La difesa a tre ha retto bene. Per quanto mi riguarda sia che giochi con Ferrario, o con Terranova, ci siamo assemblati bene. Il lavoro settimanale ci ha portato ad avere buona intesa e ci ha permesso queste modifiche tattiche che in un certo senso ci espongono maggiormente. A giocare con la difesa a tre si rischia un pò di più, ma abbiamo retto l’urto. La prova sul campo ha confermato quanto di buono si era provato in allenamento».

E adesso, ancora una volta, la partita contro il Brescia di sabato prossimo diventa uno scontro spareggio, così come quello contro il Torino. E, così come contro il Torino, perdere significherebbe rimetter tutto in discussione. «Sappiamo che sarà una partita da dentro o fuori - continua Fabiano - non possiamo fallire, ma cinque punti di vantaggio sono tanti a sette giornate dalla fine. Sta a noi gestirli. Cedo che il Lecce in questo momento sia un gruppo solido che sa quello che vuole e come raggiungere i propri obiettivi. Ne abbiamo dato la dimostrazione anche a Padova dove dopo aver subìto la rete dello svantaggio non ci siamo disuniti e dopo esserci riorganizzati abbiamo recuperato il risultato».

Intanto, la classifica parla chiaro. Il Lecce regna incontrastato, quello che cambiano sono solo le inseguitri. Ora, dopo il crollo di Sassuolo e Torino, le più immediate concorrenti sono diventate il Brescia e il Cesena. «Per noi cambia poco, cè grande incertezza dietro anche per quanto riguarda il sesto posto. Invece, per la promozione diretta, nella situazione in cui siamo, dipende soltanto da noi. Questo mi conforta, perchè, visto quello che stiamo riuscendo a fare non c’è che essere fiduciosi».

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