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Martedì 26 Settembre 2017 | 02:21

Bari volta pagina  Napoli nel mirino

Dalla grande delusione di Siena all’occasione da non fallire nella serie A di calcio. Non è un momento particolarmente sereno nonostante i luccichii di un campionato da incorniciare. Da un lato le tensioni legate alla posizione del ds Perinetti, che da un po’ di tempo reclama attenzione cercando di porre al centro la questione della competitività futura. Dall’altro, gli spifferi velenosi arrivati dalla Toscana
• Bari-Napoli arbitrata da Bergonzi
• Bonucci forse recupera. Almiron indisponibile
Bari volta pagina  Napoli nel mirino
di ANTONELLO RAIMONDO

BARI  - Da Siena al Napoli. Dalla grande delusione all’occasione da non fallire. In casa Bari non è un momento particolarmente sereno nonostante i luccichii di un campionato da incorniciare. Da un lato le tensioni legate alla posizione di Giorgio Perinetti, che da un po’ di tempo reclama attenzione cercando di porre al centro del dibattito la questione della competitività in chiave futura. Dall’altro, gli spifferi velenosi in arrivo dalla Toscana.

In città c’è grande fermento, inutile far finta di niente. E il problema non è nemmeno rappresentato dalla mini contestazione di martedì pomeriggio che, tutto sommato, è stata abbastanza circoscritta. Perché, a volerla dire tutta, se ad esprimere delusione de visu con la squadra sono stati solo pochissimi tifosi è altrettanto vero che a prendere le distanze dal secondo tempo di Siena non è stato il solo Ventura, bensì la quasi totalità della tifoseria barese. Occhio, però. Di tutto si tratta tranne che di ingratitudine. Tutti sanno che una partita si può perdere e anche giocare male contro l’ultima in classifica. Ma l’anello al naso, qui, non ce l’ha più nessuno. E, soprattutto, nessuno ha voglia di essere preso in giro.

Si può, si deve voltare pagina. Questo sì. Nessuno ha voglia di ulteriori veleni e nemmeno di processi sommari. Il popolo biancorosso ha lanciato messaggi chiari alla squadra e la squadra ha l’obbligo di recepire. Senza frantendimenti, con il solo intento di fare gli interessi di una squadra che non ancora esaurito il suo compito. Cinque giornate in cui, possibilmente, dare continuità a tutto quello che di buono è stato fatto finora. Ritrovando «fame» e cattiveria, voglia di giocare e cinismo. Quello che s’è visto contro la Sampdoria, mica una vita fa.

La cattiveria, appunto. Quella che Walter Mazzarri ha saputo appiccicare al suo Napoli, una squadra che non avrà il potenziale tecnico delle prime della classe ma che sul piano dell’intensità e dell’aggressività non prende lezioni da nessuno. Insomma, ripartire dal secondo tempo di Siena sarebbe una pazzia. Forse, aver già perso in partenza.

Tutto, però, lascia intendere che non sarà così. Nello spogliatoio del Bari c’è grinta da vendere. Prova ne sia il fatto che, ieri mattina, mister Ventura abbia voluto prendere di petto le tensioni delle ultime ore con una conferenza stampa in cui s’è parlato di un po’ di tutto. Molto del presente na anche di un futuro che tiene tutti in apprensione.

«Sui giornali si è parlato di contestazione di tifosi - spiega il tecnico biancorosso - posso dirvi che quando stavamo iniziando l’allenamento si è avvicinato una sola persona chiedendomi di spronare la squadra dopo la trasferta di Siena. Mi ha detto “ci sono rimasto male, spendo tanti soldi per seguire il Bari e poi facciamo quelle figure”. Gli ho risposto che anch’io ci sono rimasto male. Lo stesso signore si è rivolto ad alcuni giocatori con la stessa animosità. Questa la chiamiamo contestazione?».

Poi il discorso scivola sulla programmazione e sugli obiettivi. «Questa è una città che merita. Ma quando dico merita non significa che dobbiamo vincere obbligatoriamente le partite - spiega Ventura - dico che dobbiamo crescere tutti insieme: tifosi, società, giocatori e staff tecnico. Sono coinvolto nel progetto sportivo portato avanti da questa società. Quando parlo con i tifosi e mi chiedono se saremo un giorno importanti, se avremo un futuro europeo io rispondo: assolutamente sì. Ma questo deve presupporre un lavoro comune. Bisogna avere l’umiltà di sapere che non siamo ancora pronti ma lo saremo. Quando si bruciano i tempi si rischia di fallire. Ci sono squadre che hanno raggiunto l’Europa e poi sono retrocesse».

«Non posso essere orgoglioso del secondo tempo di Siena. Ma sono orgoglioso di quello che la squadra ha fatto in questi mesi - sottolinea Ventura - ora del Bari si parla a tutti i livelli. Su questa base va costruito il futuro per il quale c’è un programma che dobbiamo perseguire. Ecco perché ho sempre detto che questo è un anno importante. Io ai tifosi dico di stare tranquilli, ho sensazioni positive. Poi se dovessi capire che non saremo in grado di mantenere fede ai programmi sarò io il primo a venirvelo a dire».

NOTIZIARIO - C’è un pizzico di apprensione per le condizioni di Bonucci, toccato duramente a un ginocchio. Il difensore, però, sembra in grado di recuperare per la sfida di domenica al «San Nicola» contro il Napoli. Fuori gioco, invece, Donati: la lesione muscolare al retto femorale è in via di guarigione ma ci vorrà qualche altro giorno prima di rivederlo a pieno regime. Sta un tantino meglio Almiron (microfrattura alla rotula) ma sono poche le possibilità di un suo impiego dal primo minuto. Fuori causa, invece, sia Kamata (lesione muscolare) che Rivas, afflitto dalla solita pubalgia. Meggiorini, infine: oggi dovrebbe rientrare da Forlì, poi toccherà a Ventura testarne la condizione.

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