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Giovedì 21 Settembre 2017 | 21:19

Taranto, rischio playout sta per tornare Brucato

Passiatore vacilla dopo il terzo stop di fila nella Prima Divisione di calcio. Si fa delicata la posizione dopo il terzo ko di fila. Il Portogruaro espugna lo Iacovone (1-2), aggravando la crisi dei rossoblù. Imminente l’esonero del tecnico La società ha, infatti, allertato Brucato, esonerato lo scorso 17 gennaio dopo la sconfitta di Rimini. L’allenatore è stato contattato ieri sera. In giornata dovrebbe arrivare in città
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Taranto, rischio playout sta per tornare Brucato
TARANTO-PORTOGRUARO 1-2

TARANTO: Bremec 5,5; Calori 5, Migliaccio 6, Prosperi 6,5, Colombini 5; Di Roberto 5,5, Giorgino 6, Rajcic 4,5, Cuneaz 5,5 (28’ st Crovetto 5); Ferraro 4,5 (18’ st Corona 5), Falconieri 4,5 (32’ st Russo 5). A disp. Barasso, Imparato, Quadri, Triarico. All. Passiatore.
PORTOGRUARO:Rossi 6; Gargiulo 6, Vicente 6, Gardella 5,5; Cardin 6,5, Espinal 6, Mattielig 5,5 (22’ st Puccio 6), Pondaco 5,5; Cunico 6,5; Altinier 5,5 (49’ st Fusciello sv), Marchi 6 (30’ st Bacalon 6). A disp. Marcato, Deinite, Scapuzzi, Romano. All. Calori.
ARBITRO:Ostinelli di Como.
RETI:pt 43’ Prosperi; st 11’ Marchi, 46’ Cunico.
NOTE:angoli 9-0. Ammoniti: Prosperi e Calori del Taranto; Espinal, Gardella e Vicente del Portogruaro. Espulso al 40’ st Calori (proteste). Recupero: pt 1’, st 5’.

di Lorenzo D’Alò

TARANTO - Sul campo vince il Portogruaro. Sugli spalti s’impone un tifo misuratamente astioso (la contestazione non valica mai il confine della civiltà) e sinteticamente arguto (ci sono striscioni che valgono editoriali). Il Taranto, intanto, affonda. Terza sconfitta consecutiva, meno disonorevole di quelle che l’hanno preceduta ma ultimativa. Il verdetto è chiarissimo. Passiatore vacilla. Sta tornando Brucato. Meglio mettere una pietra sui playoff e riflettere sulla vicinanza - fisica e psicologica - dei playout (+3). Dopo una partita così, la preoccupazione è fondata. Frazione iniziale dignitosamente illusoria. C’è una squadra che sembra crederci, che ha voglia, che si muove. Segna, interrompendo con Prosperi (un difensore) un’astinenza durata 498’, e respira. Ripresa più aderente alla realtà, cioè al periodo involutivo, ai limiti strutturali, alle scelte scellerate, alla gestione superficiale. Il secondo è il tempo che incide perché riporta coerentemente a galla il Taranto peggiore. Quello per cui verrebbe a mancare persino il diritto di critica. Si dovrebbe solo tacere e ammettere che il calcio è un’altra cosa. Non questo surrogato di squadra che quasi smette di esserci. Si ammorbidisce, consentendo al Portogruaro di definire la manovra e affondare i colpi. Marchi e Cunico ribaltano il punteggio, perfezionando la rimonta. La squadra di Calori vola in testa. Quella di Passiatore precipita nel limbo della propria inettitudine.

Non è più un campionato. È una tortura. È una via crucis. Altre quattro stazioni e sarà finita, sperando in un epilogo privo di strascichi traumatici. Ma il Taranto che attraversa il primo tempo sembra una squadra sopravvissuta alla propria autopsia. Viva, nonostante tutto. Malgrado, cioè, soluzioni che non convincono (Falconieri-Ferraro tandem d’attacco), esclusioni penalizzanti (Coppola e Innocenti nemmeno convocati) e accantonamenti un po’ forzati (Scarpa). Passiatore rispolvera Di Roberto sulla fascia destra, facendo emigrare Cuneaz a sinistra. La coppia di esterni a piedi invertiti nega la profondità ma recupera conversioni per il tiro. Le conclusioni fioccano, nessuna però impensierisce Rossi. Il Portogruaro (3-4-1-2) ha assenze pesanti dietro e tende a non scoprirsi. Marchi potrebbe pungere al 31’, sfruttando con maggiore tempismo un cross dal fondo di Cardin. Provvidenziale l’uscita di Bremec. Prosperi colpisce al 43’, traducendo in gol gli esiti un po’ sporchi di un corner di Di Roberto.

Nella ripresa Calori (l’allenatore) sposta e adatta. Lo scopo è quello di recuperare qualità in mezzo. Vicente si piazza davanti alla difesa. Espinal si allarga a sinistra. Pondaco si abbassa. Non varia l’assetto ma ora il Portogruaro tiene palla e cerca maggiormente la ripartenza manovrata. Marchi pareggia all’11, raccogliendo un traversone rasoterra che trapassa l’area rossoblù come una lama. Il Taranto s’intimidisce. Passiatore comincia a smontare l’attacco (dentro Corona, fuori Ferraro), trascurando di soccorrere l’ansimante Rajcic. Falconieri banalizza una situazione favorevolissima, sparando addosso a Rossi (23’). Russo, subentrato proprio a Falconieri, mostra la medesima imperizia in una circostanza altrettanto vantaggiosa (37’). Calori si fa espellere (proteste). Taranto in dieci. Si teme il peggio. Che puntualmente arriva. Cunico beffa Bremec con una punizione a rientrare che si conficca tra palo e portiere (46’). È il gol che condanna la squadra di Passiatore alla sconfitta e ad un’altra settimana di tormenti.

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