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Venerdì 20 Ottobre 2017 | 23:38

Lecce, la serie A è vicinissima martedì sera si gioca a Padova

Con la promozione dalla serie B di calcio ormai all’orizzonte, si gioca anche per una candidatura per il prossimo anno. Così, delle brillanti prestazioni servono per chi ha un contratto da rinnovare o da prolungare, ma anche chi il contratto ce l’ha, deve far vedere di meritarsi un posto da titolare nella massima divisione. Una prospettiva allettante che porterà tutti a moltiplicare gli sforzi in quest’ultima fase del torneo
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Lecce, la serie A è vicinissima martedì sera si gioca a Padova
di Massimo Barbano 

LECCE - Con la promozione in serie A ormai all’orizzonte si gioca anche per una candidatura per il prossimo anno. Così, delle brillanti prestazioni servono per chi ha un contratto da rinnovare o da prolungare, ma anche chi il contratto ce l’ha, deve far vedere di meritarsi un posto da titolare nella massima divisione. Una prospettiva allettante che porterà tutti a moltiplicare gli sforzi in quest’ultima fase del torneo.
In quest’ottica va anche la straordinaria prestazione di Stefano Ferrario, che ha annichilito il temibile Bianchi, giunto in Salento con le credenziali di un bomber di razza, ma uscito dallo stadio di Via del Mare con la magra soddisfazione di un inutile gol scaturito per altro da un generoso calcio di rigore concesso dall’arbitro. «Inutile dire che quella di giocare l’anno prossimo in serie A, se riusciremo a conquistarla, è una prospettiva allettante - dice Stefano Ferrario - per altro, è più difficile per chi arriva a gennaio come me ritagliarsi uno spazio. Se riesco a ritagliermelo, significa che ho maggiori possibilità, certo non la sicurezza, perché quella non te la può dare nessuno, ma più chanche di giocare l’anno prossimo. Quindi lo sforzo è quello di dare il mio contributo adesso in prospettiva».

L’anticamera, per Ferrario è stata lunga e prima di arrivare agli onori della cronaca ha visto molte partite dalla panchina, o addirittura, dalla tribuna. Ma sabato sono arrivati anche i complimenti del presidente Semeraro che hanno sancito la sua definitiva integrazione: «Anche per gli altri che sono arrivati a gennaio è stato difficile, anche perché c’era un gruppo che stava andando molto bene e non c’era quindi ragione di modificarlo - prosegue il difensore - ringrazio il presidente per i complimenti, mi fa piacere aver fatto una buona prestazione. A livello personale sto cercando di mantenere alto il livello di prestazioni, perché essendo primi in classifica, non puoi permetterti di sbagliare niente, sia come squadra che come singoli. E poi, più mantieni alto il livello delle tue prestazioni, più convinci l’allenatore a metterti in campo».

Ora, il problema è quello di recuperare energie e lucidità in breve tempo dopo una partita così intensa come quella contro il Torino dove si è sprecato moltissimo in termini di energie anche mentali. E questo perché il calendario riserva un incontro ravvicinatissimo (domani a Padova) dove, per altro, gli avversari hanno avuto un po’ più di tempo per recuperare avendo giocato nell’anticipo di venerdì.

«Le energie fisiche non dovrebbero essere un problema - sostiene Ferrario - ci sono tante squadre che giocano ogni tre giorni, anche in serie A. Più che altro è necessario recuperare quelle mentali che sono quelle che fa la differenza, perché a Padova dovremo mantenere lo stesso livello di attenzione che abbiamo avuto contro il Torino per portare via i tre punti».

La serie A, infatti, non è ancora un dato acquisito. «Noi abbiamo dimostrato anche contro il Torino di meritare la serie A e abbiamo un margine importante - dice il difensore - ma ci sono ancora 24 punti in palio e se sbagli qualche partita e quelle che stanno indietro vincono, rischi di complicarti la vita. Sarebbe un peccato dopo che siamo stati in testa per quattro mesi».

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