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Bari a Siena perde la partita e la faccia

Nella trentatreesima giornata della serie A di calcio, i biancorossi giocano un ottimo primo tempo. Barreto, ispirato, serve l'assist prima a Rivas (13') e poi, dopo il pari di Ghezzal (18'), a Castillo (22'). Nella ripresa i biancorossi spariscono e vengono infilati da Ghezzal (62') e Rosi (66'). Finisce 3-2
• Ventura: «Assenti nella ripresa»
• Stop per Quagliarella, Cannavaro e Aronica
Bari a Siena perde la partita e la faccia
SIENA-BARI 3-2 (1-2 nel primo tempo)

SIENA (4-2-3-1): Curci 7; Rosi 6, Odibe 5.5 (1'st Malagò 6), Pratali 5.5, Del Grosso 6; Vergassola 6, Tziolis 6; Reginaldo 6 (10'st Calaiò 5.5), Maccarone 6, Ghezzal 7; Larrondo 6.5 (40'st Jajalo sv) In panchina: Pegolo, Brandao, Ekdal, Fini. Allenatore: Malesani 6.
BARI (4-4-2): Gillet 7; Belmonte 6, A.Masiello 6, Bonucci 6, S.Masiello 6; Alvarez 6, Gazzi 6, De Vezze 6 (25'st Allegretti 6), Rivas 6 (40'pt Koman 6); Barreto 7 (32'st Gosztonyi 5.5), Castillo 7. In panchina: Padelli, Stellini, Parisi, Sforzini. Allenatore: Ventura 6.
ARBITRO: Mazzoleni di Bergamo 6.
RETI: 13'pt Rivas, 18'pt Ghezzal, 22'pt Barreto, 17'st Ghezzal, 21'st Rosi. 
NOTE: pomeriggio nuvoloso con pioggia, terreno in buone condizioni. Spettatori: 16mila circa. Ammoniti: Odibe, Vergassola, Pratali, Maccarone. Angoli: 4-2. Recupero: 1'; 2'. 

di ANTONELLO RAIMONDO

SIENA - Sulla falsariga di Livorno. Poco cattivo come allora, il Bari. Decisamente più forte dell’avversario ma incapace di tramutare questa superiorità in concretezza. Nell’altra trasferta in terra toscana c’era scappato almeno un punticino. Inutile sì, ai fini del sogno europeo. Ma pur sempre funzionale a muovere la classifica. Stavolta, invece, è andata addirittura peggio. E non solo guardando al risultato, che pure è un cazzotto in faccia mica male.

Quel che, francamente, lascia sconcertati è il modo con cui il Bari sta affrontando alcune tappe di questo finale di campionato. Qui non è in ballo la voglia di vincere della squadra e la sua applicazione in campo, sennò ci sarebbe da andare tutti a casa. Però sarebbe importante capire. Se è questione di valore complessivo della rosa o di un salto di qualità sul piano della personalità che tarda ad arrivare. Potrebbe esserci anche una questione atletica. E allora dovremmo parlare di una squadra che, in certi momenti, sembra svuotata, quasi inebetita di fronte alle complicazioni della partita. Oppure altro...

L’atteggiamento di questo Bari lascia quasi storditi. Un Bari che, per esempio, ieri ha preso due bei cazzotti senza fare una piega. Non un cenno di orgoglio e nemmeno lo straccio di una reazione, seppur istintiva ed emotiva. Un Bari che, sotto nel punteggio, s’è fatto anche «picchiare». Nemmeno un sussulto dopo il ribaltone bianconero. Come se la sconfitta fosse... un male necessario. O come se la bontà della stagione fosse ormai un dato non più «trattabile».

Invece no, cari ragazzi. Così si butta tutto all’aria. È così che si perde la fiducia della gente, è così che si alimentano tensioni e sospetti. Nessuno pretendeva un Bari scintillante per dieci mesi. Ma crediamo che nessun barese meriti, in questo momento, di guardare la propria squadra quasi «scansarsi», idealmente, di fronte a un avversario per giunta quasi allo sbando come il Siena. Non è questa la squadra che ha trascinato un’intera città allo stadio. Non è questa la squadra che ha fatto innamorare quell’Italia che ama il bel gioco. Perdere si può, ci mancherebbe. Ma non così. Non senza colpo ferire. Non senza incazzarsi per l’ennesima occasione persa. Non senza un cartellino giallo sul taccuino, quasi a certificare un atteggiamento colpevolmente dimesso.

Eppure quello del primo tempo era stato un Bari a tratti anche persuasivo. Una squadra in grado di muovere pallone e uomini con i tempi di giusti e di capitalizzare gli affanni avversari. Due gol, almeno due nitide occasioni da rete e una difesa quasi mai in sofferenza. Tanto che, poi, diventa imbarazzante il racconto della seconda «partita». Quella che comincia dopo l’intervallo e alla quale il Bari non partecipa. La gioca solo il Siena, che pur senza assomigliare alla Roma o all’Inter si ritrova il controllo delle operazioni e il presidio del campo. Luce spenta, interruttore staccato. Il concetto è chiaro, vero? Non ci sono da commentare errori o omissioni, limiti o difetti strutturali. C’è il nulla, il non gioco, quell’essere passivi che offende la passione di chi guarda e di chi si è sorbito dieci ore di pullman e due ore di pioggia e gelo. Aprendo un’altra settimana di... passione.

Segnano Rivas e Castillo, con la regia di un Barreto che nella prima parte di gara canta e porta la croce, inventa e svaria per tutto il fronte offensivo. In mezzo ai lampi biancorossi la prima prodezza di giornata di quel diavolo di Ghezzal, uno che sa fare un po’ di tutto e anche abbastanza bene. Più vicino il Bari al tris (Curci salva su Castillo) che il Siena a un equilibrio di gioco.

Troppa grazia, evidentemente. Da una parte e dall’altra. Il Bari, forse, intenerisce. Il Siena, di sicuro, si arrabbia. I due gol che a metà ripresa riscrivono la storia della partita raccontano di un’inversione di tendenza che va oltre gli episodi. Ancora Ghezzal (gran bel gol, palombella che muore all’incrocio dei pali) e poi Rosi, scaltro come un bomber di razza sull’ennesima respinta affannosa di Gillet. Ribaltone servito e game over. Eppure di tempo ce ne sarebbe per tornare a essere il Bari. Non è aria, però. Quella di Siena era umida e gelida. Ma a Bari, forse, è anche peggio. E tutti sanno perché.

Cronaca della partita

• I risultati: la Roma vince e va in testa
• La classifica: Bari fermo a 43
• I cannonieri: Castillo-Rivas a quota 2
• Il prossimo turno: Bari-Napoli

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