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Torino scornato Lecce verso la A

Nella trentaquattresima giornata della serie B di calcio, la squadra di De Canio vince 2-1 lo scontro diretto per la promozione. Granata battuti grazie ai gol di Di Michele (all'11 la palla carambola sulle gambe e termina nel sacco) e di Corvia (rigore al 37'). Dimezza Bianchi (rigore contestato nel recupero del primo tempo). Il Toro pericoloso nel finale della ripresa, ma il risultato non cambia più fino al termine
• Gallipoli, Prima Divisione vicina
• I risultati: pareggia il Sassuolo
• La classifica: Lecce, + 7 sulle terze
• I cannonieri: Corvia, tredicesimo gol
• Il prossimo turno: Padova-Lecce
Torino scornato Lecce verso la A
LECCE-TORINO 2-1 (2-1 già nel primo tempo)

LECCE (4-3-1-2): Rosati 6.5; Angelo 6.5, Ferrario 6.5, Fabiano 6, Mesbah 7; Munari 6.5, Giacomazzi 6.5, Vives 6.5 (40'st Schiavi sv); Di Michele 7.5 (34'st Belleri 6), Marilungo 6.5, Corvia 6 (20'st Baclet 6). In panchina: Petrachi, Bertolacci, Defendi, Loviso. Bergougnoux. Allenatore: De Canio 7.
TORINO (4-4-2): Sereni 6; D’Ambrosio 6, Loria 5.5, Ogbonna 5.5, Rubin 6; Coppola 5.5 (14'st Gorobsov 5.5), Barusso 6 (36'st Arma sv), Gevier 6, Gasbarroni 5.5 (25'st Pià 5); Bianchi 5.5, Leon 6.5 In panchina: Morello, Rivalta, D’Aiello, Scaglia. Allenatore: Colantuono 5.5.
ARBITRO: Morganti di Ascoli Piceno 6.
RETI: 11'pt Di Michele, 37'pt Corvia (rig), 47'pt Bianchi (rig).
NOTE: Pomeriggio nuvoloso, terreno in buone condizioni. Spettatori: 10.600 per un incasso di 87.800 euro. Ammoniti: Di Michele, Giacomazzi, Mesbah, Barusso, Rubin. Angoli: 5-4 per il Torino. Recupero: 3'; 5'.

di Massimo Barbano

LECCE - Probabilmente, se pur ci sono ancora 24 punti in palio fino alla fine del campionato e non sono pochi, alla luce di quanto accaduto ieri, si può ragionevolmente affermare che il transito del Lecce nella categoria cadetta, è durato appena un anno. Manca ancora la certificazione aritmetica, ma il successo contro il Torino, che lascia i granata a nove punti di distacco, significa ormai avere un piede e mezzo in serie A. Perchè questo traguardo non si concretizzi, occorrono infatti condizioni ormai difficilmente verificabili nelle otto giornate che restano. E cioè che il Lecce perda almeno tre partite e le immediate inseguitrici (che ora sono a sette punti) le vincano tutte e tre e che nelle ulteriori cinque le stesse concorrenti conseguano non meno dei punti che otterrà il Lecce. Quanto al Torino, il vantaggio è ancora più consistente: i granata dovranno farne anche uno in più perchè, se giungessero alla pari con il Lecce, sarebbero penalizzati dalla classifica degli scontri diretti che, anche per effetto di questa partita, li vede soccombenti. Insomma, situazioni da fantacalcio, a meno di un crollo verticale del Lecce, che, anche alla luce di quello che si è visto nelle ultime giornate, appare oggi molto improbabile.

E il successo è frutto soprattutto della mentalità con cui il Lecce ha interpretato la partita. Dal 1' all'ultimo minuto l'undici di De Canio è stato in campo come se fosse lo spareggio decisivo. Il Lecce ha impresso alla partita un ritmo agonistico forsennato ed ha superato costantemente gli avversari in quanto a rapidità di esecuzione, gioco d'anticipo pressing. IlTorino praticamente in campo non si è visto, il Lecce aveva un altro passo, affondava i colpi come se giocasse a memoria, non dava tregua alla difesa avversaria che traballava ogniqualvolta i cursori giallorossi prendevano il possesso del pallone e arrivavano in porta con meno di tre passaggi. Sono numerose le azioni con le quali il Lecce è riuscito a smarcare l'uomo, molte di più delle conclusioni che ha effettuato in porta, il che significa che ha anche sprecato molto. Il motore che ha esaltato e trascinato l'azione della squadra è stato Di Michele grazie ad una carica agonistica eccezionale. Ma il Lecce ha avuto la meglio soprattutto per la continuità di tensione che è riuscito ad imprimere alla gara e per il carattere che gli ha consentito di mantenere i nervi saldi anche quando un rigore, dispensato con molta leggerezza dall'arbitro Morganti nel finale del primo tempo sembrava potesse riaccendere le speranze del Torino. Ma la squadra di Colantuono, ieri era abbastanza inconcludente e spuntata per poter imbastire un'azione veramente incisiva. Lo ha fatto solo nel finale della partita quando nel Lecce, pur non calando mai la tensione agonistica, si è arretrato il baricentro del gioco anche perchè, cautelativamente, De Canio è passato ad un più abbottonato 4-4-2 mandando alla doccia uno sfinito Di Michele. Ma i pericoli si sono contati sulla punta di una sola mano e se il Torino avesse segnato sarebbe stata veramente una beffa.

Partita mai in discussione e subito in discesa per il Lecce che va in rete dopo 11 minuti quando l'ex granata, servito da un taglio di Marilungo incoccia un tentativo di rinvio di Ogbonna e manda in rete spiazzando Sereni, complice anche una deviazione di Rubin. Una combinazione Marilungo-Corvia al 34' frutta il rigore del raddoppio. Il numero 9 giallorosso viene spintonato alle spalle da Rubin e l'arbitro indica il dischetto, ma c'è un thrilling che complica le cose: Corvia realizza nell'angolino alla sinistra del portiere ma l'arbitro fa ripetere perchè Di Michele è entrato in area. Corvia batte dall'altra parte, questa volta Sereni intuisce e tocca il pallone ma oltre la linea. Nel finale la discutibile decisione dell'arbitro Morganti riapre la partita: Gasbarroni tallonato da Mesbah e Fabiano rotola in terra e l'arbitro abbocca. Bianchi dal dischetto non sbaglia. Nel secondo tempo la musica non cambia: Di Michele sfiora il tris dopo quattro minuti con una bella girata al volo che Sereni caccia letteralmente fuori dalla porta; al 20' ancora Di Michele ci prova direttamente su calcio d'angolo, e Sereni smanaccia alzando sulla traversa. Al 31' Baclet spara dal limite impegnando ancora il portiere granata. Solo due rischi nel finale: al 39' Bianchi da buona posizione spara alto e al 40' Pià manda di poco fuori. Poi, festa sugli spalti.

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