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Barreto dà i numeri «Bari a 50, io 15 gol»

L’obiettivo è evitare i «saldi di fine stagione» nella serie A di calcio. Che, comunque, non andrebbero ad inficiare un campionato al di sopra di ogni... sospetto. Il brasiliano, allora, fissa un traguardo, una cifra simbolica: «Considerando che mancano sei partite al termine ed andremo ad affrontare squadre in lotta per l’Europa, direi che chiudere a 50 punti sarebbe bello». Squadra in emergenza a Siena (domenica, ore 15)
Barreto dà i numeri «Bari a 50, io 15 gol»
di Fabrizio Nitti

BARI - L’obiettivo è evitare i «saldi di fine stagione». Che, comunque, non andrebbero ad inficiare un campionato al di sopra di ogni... sospetto. Paulo Vitor Barreto, allora, fissa un traguardo, una cifra simbolica per meglio «santificare» un 2009-2010 da ricordare: «Considerando che mancano sei partite al termine ed andremo ad affrontare squadre in lotta per l’Europa - commenta l’attaccante brasiliano -, direi che chiudere a 50 punti sarebbe bello. Oltre al Siena, avversario di domani, ci toccheranno Napoli, Juventus, Genoa, Udinese e Fiorentina. Non proprio le ultime della classe, insomma». Già, l’Europa... Accarezzata e poi svanita. Le cause? «Forse perché ci è mancato il giocatore di esperienza... Parecchi di noi sono venuti da categorie inferiori, anche retrocessi l’anno scorso. Anche se poi tutti hanno dimostrato che in A possono starci alla grande».

Si riparte da Siena, dopo il pari sciapito di Livorno e la sconfitta interna contro la Roma: «Nessuno pensi che sia facile, solo perché i bianconeri sono in fondo alla classifica... Hanno ancora la possibilità di salvarsi, daranno il massimo, come faremo noi. Andiamo lì per vincere, questo è sicuro. Scenderemo in campo concentrati, come sempre fatto fino ad oggi. Concentrati, come facciamo sempre. Non vedo perché dovremmo perdere. Il nostro intento è prendere i tre punti, poi si può riuscire o meno».

Stagione che da un punto di vista personale ha riservato, sta riservando, al bomber brasiliano tante soddisfazioni. Dodici reti al primo vero campionato di A rappresentano un grande bottino: «Mi piacerebbe segnare ancora, magari arrivare a quota quindici. Avrei sicuramente potuto fare di più. Soprattutto all’inizio del campionato ho sbagliato tanti gol. Ho die rimpianti, certo, e non sono legati ai calci di rigore. quelli si possono anche fallire. Tutti gli anni c’è da dimostrare qualche cosa. Vero è che questa volta, avendo la possibilità di giocare con maggiore continuità in A, mi è andata molto meglio rispetto al passato. Solo all’inizio ho fatto un po’ di fatica, ma la fiducia che mi ha accordato il mister mi ha fatto superare le difficoltà ».

Argomento rovente e dibattuto anche fra i tifosi. Ma Barreto, che è in prestito, resterà ancora al Bari o tornerà alla casa madre, all’Udinese? L’attaccante brasiliano prova il dribbling, del tipo palla da una parte e uomo dall’altra: «non so cosa succederà a giugno, credo che non si sia ancora parlato del mio futuro, e non saprei se Bari e Udinese si siano già incontrate per discutere del mio cartellino. Alla fine, decideranno le due società, io non posso dire nulla. Ho ancora due anni di contratto con i friulani, scadenza 2012. La mia volontà conta poco, conoscendo la società... Una cosa però andrà tenuta in conto: ho voglia di giocare, non voglio compiere passi indietro. Garanzie non ne può dare nessuno ed anche qui a Bari, eventualmente, ci sarà da lottare. Ma in questi due anni sono stato bene, società e tifosi mi hanno dato tanto».

almironSembra sempre più vicina la conferma di Almiron in biancorosso. Vagheggi, procuratore del giocatore argentino, avrebbe trovato l’accordo con la Juve per la permanenza in biancorosso del centrocampista, che passerebbe dal «prestito» alla «comproprietà». «Non so dire se nella trattativa tra i due club verrà incluso qualche calciatore», ha detto Vagheggi, sorvolando anche sul costo dell’operazione (si è parlato di circa 2 mln per la metà).
verso sienaFuori causa Meggiorini, ancora a Forlì a curarsi la pubalgia; da verificare Kamata (distrazione muscolare al polpaccio); in forte dubbio Donati, Almiron e Diamoutene.

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