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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 09:18

Foggia beve l’amaro lucano il pari nel finale sa di beffa

La dignità del Potenza prevale sulla rabbia del Foggia. Il derby appulo-lucano finisce in parità nella Prima Divisione di calcio ed è un pari che non serve a nessuno: al Potenza, che cerca solo la salvezza sportiva sul campo ma è già retrocesso in Seconda divisione per via degli illeciti di qualche anno fa; al Foggia che spreca una grande occasione per avvicinarsi al traguardo della permanenza senza passare per i playout
Foggia beve l’amaro lucano il pari nel finale sa di beffa
Foggia - Potenza 1-1 

Foggia: Milan 5.5; Carbone 5.5, Burzigotti 5, Di Dio 5 (dal 15 st Artipoli 5), D’Agostino 5; Agnelli 5.5, Colomba 6.5 (dal 9 st Velardi 5); Desideri 5.5. Mancino 5, Morini 5.5 (dal 33 st Trezzi sv); Ceccarelli 5.5. In panchina: Bindi, Sgambato, Carraccio, Millesi. All: Ugolotti 5.5
POTENZA: Della Corte 6; Barbato 5.5, Taccola 6, Landella 5 (dal 23 st Nappello 5); Berardi 5.5, Iraci 5 (dal 42 pt Magliocco 5), De Simone 6, Evangelisti 6, Frezza 5; Prisco 5.5, Catania 5. In panchina: Di Matteo, Mazzetto, Profeta, Giannusa, Aquino. All: Catalano 6.
Arbitro: Barbeno di Brescia
Reti: Nel pt al 32 Colomba; nel st al 36 Desimone.
Note - Angoli 7 a 3 per il Foggia. Ammoniti Belardi e Nappello. Spettatori paganti 2.051 per un incasso di 17.401 euro compreso quota abbonati. 

di Filippo Santigliano

FOGGIA - La dignità del Potenza prevale sulla rabbia del Foggia. Il derby appulo-lucano finisce in parità ed è un pari che non serve a nessuno: al Potenza, che cerca solo la salvezza sportiva sul campo ma è già retrocesso in Seconda divisione per via degli illeciti di qualche anno fa; al Foggia che spreca una grande occasione per avvicinarsi al traguardo della permanenza senza passare per i playout.

Così dai tre punti «certi» ottenuti per la vittoria a tavolino di due settimane fa (gara rimessa in discussione dopo essere stata addirittura omologata), il Foggia ne ottiene soltanto uno, ma deve recitare il «mea culpa» per due motivi: non essere stato in grado di chiudere la partita quando ne ha avuto più di una possibilità; non aver saputo gestire il vantaggio minimo con una prestazione più accorta.

I ragazzi di Eziolino Capuano (in tribuna per squalifica) escono tuttavia a testa alta dal match, per aver contenuto un Foggia ben messo in campo nel primo tempo e per aver capito che con i rossoneri alle corde nella ripresa era possibile acciuffare il pareggio.

Va aggiunto che se dal punto di vista delle motivazioni è vero che forse quelle del Potenza erano da ricercare con il lanternino, è altrettanto vero però che per il Foggia il dispendio di energia psico fisiche è stato enorme a prescindere dalla prestazione e si è visto in campo visto che era l’unica squadra che poteva perdere qualcosa di concreto rispetto agli avversari.

Ugolotti conferma la squadra vittoriosa a Rimini con qualche variante dettata da necessità o scelta tecnica: così al posto di Artipoli gioca Di Dio centrale (si è anche infortunato) in coppia con Burzigotti, mentre sull’esterno difensivo D’Agostino sostituisce l’infortunato Micco. Potenza con la formazione annunciata.

Fa caldo e si capisce che le due squadre ne risentiranno, tuttavia tocca al Foggia fare la partita e la prima frazione dei rossoneri è nel complesso da incorniciare per gioco, gol e occasioni da rete: Della Corte si supera su colpo di testa di Mancino, poi si salva su conclusione dello stesso fantasista ribattuta da Desideri. Foggia in gol già al 13’ con Ceccarelli, ma l’arbitro annulla per una posizione inesistente di fuorigioco. Il gol arriva comunque grazie alla caparbietà di Colomba (il migliore fino a quando è stato in campo), bravo a vincere un contrasto e a battere a rete con un gran tiro nell’angolo dai venticinque metri. Nel finale di tempo il portiere ed il palo negano a Morini il gol del raddoppio. Il Potenza si vede poco, ma cambia pelle nella ripresa complice anche una evidente caduta di tensione nella squadra di Ugolotti costretto a fare due cambi per problemi muscolari: prima Velardi per Colomba e poi Artipoli per Di Dio. Se in difesa lo «scambio» si nota poco, a centrocampo il Foggia perde misure ed equilibrio. Per di più Velardi, al rientro dopo la squalifica, ne combina più di una compreso il fallo che provoca la punzione per il pareggio dei lucano anticipato da qualche «avvisaglia»: Magliocco spreca mandando alto a porta vuota; Catania costringe alla parata a terra Milan. Sono due episodi che scuotono il Foggia, ancora in grado di affacciarsi in area potentina ma anche di sprecare due occasioni con Morini. Gol sbagliati gol subiti. De Simone trova il tiro alla Sneijder che beffa barriera e portiere.

Nel finale il Foggia cerca di catapultarsi alla ricerca del gol vittoria ma non ci riesce, nasce qualche «frizione» in campo, ma il tutto è nella norma. Ora il Foggia è atteso da un’altra gara spareggio in casa col Pescina, mentre il Potenza sarà chiamato a confermare la sua dignità contro la Cavese in casa.

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