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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 22:22

Gallipoli, quando la vita è tutta un grande quiz

Gli acquirenti scarseggiano, Barba si defila definitivamente e il club cerca nuove strade di sopravvivenza neklla serie B di calcio. Sarà un mese pieno di numeri e di cifre e si spera anche di buoni risultati sul campo. Alla vigilia della gara contro il Frosinone, scontro diretto fondamentale in chiave-salvezza, la società sta tracciando un nuovo percorso per garantire la sopravvivenza del calcio in riva allo Ionio
Gallipoli, quando la vita è tutta un grande quiz
di Stefano Lopetrone

GALLIPOLI - Gli acquirenti scarseggiano, Barba si defila definitivamente e il Gallipoli cerca nuove strade di sopravvivenza. Sarà un mese pieno di numeri e di cifre e si spera anche di buoni risultati sul campo. Alla vigilia della gara contro il Frosinone, scontro diretto fondamentale in chiave-salvezza, la società sta tracciando un nuovo percorso per garantire la sopravvivenza del calcio in riva allo Ionio.

DISIMPEGNO - L’incontro di ieri sera tra Pino Iodice, Danilo Pagni e Vincenzo Barba ha portato ad una sola certezza: l’ex presidente del Gallipoli non ne vuole sapere più nulla del calcio e della società jonica. La volontà di disimpegnarsi palesata la scorsa estate è dunque pienamente confermata: nessun ripensamento dal deputato. Che però resta una figura chiave per il futuro del club: agli intermediari di Daniele D’Odorico (e via telefono all’imprenditore friulano) Barba ha ribadito la volontà di riscuotere il credito di 3,1 milioni di euro. E basta. L’attuale presidente da parte sua continua a ripetere il desiderio di rinegoziare il prezzo pattuito il 12 agosto scorso: «Tra passività di bilancio, sopravvenienze passive, clausole revisorie dovute all’assenza di pubblico per la mancanza di uno stadio in città, impossibilità di fruire della pubblicità-contributo degli enti territoriali locali che ci era stata garantita, il mio debito nei confronti del mio predecessore si abbassa di circa un terzo. Questa è la cifra che sono disposto a conferire nei prossimi mesi». Cioè circa 1,2 milioni. 

NUOVE STRADE - Pur lasciando la porta aperta ad eventuali acquirenti, le alternative alla cessione sono sostanzialmente due: il fallimento o la continuità. La seconda strada prevede passi che la famiglia D’Odorico sta percorrendo. Innanzitutto il ripianamento del debito registrato al 30 giugno 2009. Ammontava a 900mila euro: Barba è intervenuto per 600mila euro; D’Odorico ha annunciato che verserà i restanti 300mila euro il prossimo 12 aprile durante l’assemblea dei soci convocata dal curatore giudiziario delle quote societarie. Il secondo step, che verrà illustrato proprio durante quell’assemblea, sarà la ricapitalizzazione per ripianare il passivo al 31 dicembre: ci sarà un mese di tempo per versare 1,3 milioni di euro che mancano per saldare i 2,5 milioni di euro di rosso registrato a fine anno. Soldi che serviranno sostanzialmente a pagare stipendi e contributi ai giocatori per le mensilità di novembre e dicembre. Ulteriore linfa potrà arrivare dai fondi di mutualità depositati in Lega: durante l’assemblea di Lega che si terrà a Milano il 14 aprile Pino Iodice proverà a sbloccare circa 1,3 milioni di euro giacenti in via Rosellini. 

RIPERCUSSIONI - «Il Gallipoli non fallirà», ha scritto ieri in una nota D’Odorico. «Lunedì prossimo gireremo i finanziamenti della D’Odorico Group alla Gallipoli Calcio per la copertura delle passività del vecchio bilancio. Nessuno è interessato ad investire nel Gallipoli. Ai tifosi dico che se anche dovessimo retrocedere, io non mollerò». L’imprenditore friulano tocca diversi temi caldi: l’ingresso di nuovi soci («Mi riservo di trovare in futuro compagni di cordata, magari anche stranieri»), i problemi ereditati dalla vecchia gestione, la denuncia per truffa aggravata ancora pendente, addirittura rispolvera la querelle-stadio («Mi batterò affinché il prossimo anno si possa giocare a Gallipoli, basta un segnale dal Comune per impiantare un manto sintetico di nuova generazione»). Poi lancia un aggiornamento sui suoi rapporti con Beppe Giannini e il suo staff: «Chi diceva di amare il Gallipoli ora ci fa scrivere dal suo legale per togliere la propria immagine dal nostro sito; nel frattempo tutto il suo staff e tutti i suoi collaboratori hanno fatto una vertenza di lavoro per avere le proprie spettanze: stiano tranquilli, non perderanno un solo centesimo». L’incognita maggiore di questo scenario è ora la ricaduta che questo nuovo scenario potrà avere sul gruppo di calciatori. Lo spogliatoio quest’anno ha sentito e vissuto di tutto e di più: alle loro prestazioni sul campo l’ultima parola. E le speranze dei tifosi di restare aggrappati alla serie B.

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