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Gazzi blindato, primi  passi del nuovo Bari

di ANTONELLO RAIMONDO
Alessandro Gazzi, 27 anni, ha rinnovato il contratto con il Bari firmando fino al 2013. Il granitico centrale bellunese l’ha meritato grazie alla sua grande affidabilità e alla sua serietà
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Gazzi blindato, primi  passi del nuovo Bari
di ANTONELLO RAIMONDO 

BARI - Quando si presenta il sala stampa per incontrare i giornalisti non c’è ancora traccia del rinnovo contrattuale che diventerà ufficiale a metà pomeriggio. Alessandro Gazzi ne parla, però, con la consueta serenità. Lui, d’altronde, non è mai stato l’uomo dei proclami e delle polemiche. Parla soprattutto in campo, il «rosso», che questo riconoscimento (contratto riveduto e corretto con scadenza giugno 2013) l’ha meritato grazie alla sua professionalità e al sua incredibile costanza di rend imento. Questa sembrava essere, per lui, una stagione complicata. Davanti non c’era - no due carneadi qualsiasi, ma pezzi da novanta come Almiron e Donati. Compagni di squadra bravi, anzi bravissimi, sui quali la società aveva puntato non senza sacrifici sul piano economico. All’inizio, Gazzi s’è visto pochino. Qualche comparsata, poco più. Poi, però, le cose sono cambiate in progress. E, nel momento del bisogno, il ragazzo di Feltre ha confermato di essere un’assoluta certezza. Col suo senso tattico, la sua forza fisica, quell’incredibile capacità di calamitare palloni su palloni e di farsi «rimbalzare» addosso qualsiasi avversario capiti dalle sue parti. Gazzi non è un tipo che stuzzica la fantasia dei tifosi. Nel suo repertorio non ci sono colpi ad effetti. Ma se a Bari è diventato u n’«istituzione»... beh un motivo ci sarà.

Gazzi, cosa significa per lei questa firma fino al 2013? «Una grande soddisfazione, soprattutto questo». 

Un contratto meritato sul campo. «Da quando ho messo piede in questa città penso di aver dato sempre tutto, il massimo. Evidentemente il mio lavoro è stato apprezzato e ne vado particolarmente orgoglioso». 

In questi giorni si sta parlando tanto del progetto Bari. «Appunto. Io ne faccio parte e mi piace verificare le ambizioni di questa piazza, da sempre molto attenta al cammino della squadra di calcio. Bari è una città incredibile per passione e partecipazione. Abbiamo una tifoseria speciale».

Questa è la sesta stagione in maglia biancorossa. Che tipo di cammino è stato? «Nel calcio, come nella vita, c’è sempre da imparare. Ho avuto tanti allenatori, ad esempio. E sento di ringraziarli tutti». 

Più di tutti Carboni, forse. È lui l’uomo a cui deve la sua fantastica avventura barese. «E chi se lo dimentica? Al mister sono legatissimo e per lui provo gratitudine. Però ho imparato anche da tutti gli altri, in ogni annata sono cresciuto e di ogni campionato conservo ricordi particolari. Certo, quello scorso è stato un campionato unico. Vincere, anzi dominare la serie B è un’emozione diversa da tutte le altre». 

Come giudica la sua stagione? «Sono contento di quello che ho fatto. Onestamente, ad inizio stagione pensavo di trovare molto meno spazio. Pensavo anche di trovare maggiori difficoltà in serie A ed invece credo di essermela cavata piuttosto bene». 

Sta già pensando alla partita di Siena? «Sicuro. Loro cercheranno la vittoria per continuare a credere nella salvezza. Dovremo essere più determinati sotto porta, i punti persi a Livorno bruciano ancora. Per non parlare della sconfitta con la Roma. Un pari non sarebbe stato mica scandaloso. Vogliamo tornare a vincere».

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