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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 15:02

Lecce, un’arma in più è il baby Bertolacci

Funziona tutto in questa squadra che si avvia a conquistare l’ottava promozione nella serie A di calcio, anche gli esordienti. È il caso di del centrocampista, 19 anni compiuti a gennaio e finora solo qualche spezzone di partita con i salentini dopo una lunga trafila nelle giovanili della Roma, che diventa uno degli uomini decisivi nella partita di Empoli, confezionando l’assist per il secondo gol di Corvia
Lecce, un’arma in più è il baby Bertolacci
di Massimo Barbano 

LECCE - Funziona tutto in questo Lecce che si avvia a conquistare l’ottava promozione in serie A, anche gli esordienti. È il caso di Andrea Bertolacci, 19 anni compiuti a gennaio e finora solo qualche spezzone di partita in serie B con il Lecce dopo una lunga trafila nelle giovanili della Roma, che diventa uno degli uomini decisivi nella partita di Empoli, confezionando l’assist per il secondo gol di Corvia, ma anche sciorinando una prestazione per nulla condizionata dall’inesperienza di un esordiente. Così, il baby della primavera della Roma, diventa un ulteriore freccia nell’arco per questa volata finale.

«Avevo una emozione moderata, al punto giusto, che mi ha fatto andare bene - dice il giovanissimo centrocampista della Roma - non avevo paura, ma ero felice di giocare e questo mi ha aiutato».

A fine partita i complimenti del suo procuratore Alessandro Lucci, che era andato a vedere lui e il portiere Rosati, ma anche quelli di Bruno Conti, il suo scopritore, che era a Bari con la prima squadra. Orgogliosi di lui anche i genitori che però non sono andati a vederlo. «Papà era fuori per lavoro e non ho voluto che mamma facesse tutti quei chilometri. Però mi hanno visto in televisione».

Ed hanno avuto modo di essere orgogliosi per quell’azione travolgente che ha offerto un pallone d’oro a Corvia.

«Ho visto che il compagno era in posizione migliore della mia - racconta - è stato bravo anche lui a fare i movimenti opportuni, io l’ho visto nei tempi giusti e gli ho dato il pallone. Ma è stata una bella azione nella sua dinamica perché è partita dalla difesa, poi quel passaggio filtrante e siamo arrivati lì davanti al portiere. A quel punto l’importante era segnare, non importava se a fare gol ero io o lui».

Alla fine anche le congratulazioni dell’allenatore che da tempo lo teneva in pole position per la maglia da titolare fin dal primo minuto. «I complimenti del mister mi hanno fatto molto piacere - prosegue Bertolacci - tanto più perché è stato un fine partita un po’ amaro per come è maturato il risultato. Non ero certo di dover giocare ma qualcosa me l’aveva fatta intuire in settimana, dandomi la casacca e spiegandomi i movimenti. Diciamo che avevo capito che c’era questa possibilità ed ho cercato di impegnarmi al massimo per farmi trovare pronto».

Ora, dopo questa prova positiva, il futuro è allettante. «Naturalmente è quello che spero, tutti vorrebbero giocare, ma so che la cosa più importante in questo momento è fare punti per raggiungere la promozione. D’altra parte, per me questo è stato un punto di partenza».

All’orizzonte c’è il Torino in uno scontro diretto che può valere mezza serie A. «Ne abbiamo parlato con il mister - dice - stiamo preparando al meglio la partita. Dobbiamo essere tranquilli perché i sei punti di vantaggio ci mettono nella condizione di giocare senza affanni, ma dobbiamo vincere perché vogliamo raggiungere la serie A al più presto».

E dopo, la sua strada potrebbe tornare alla Roma, visto che si tratta di un prestito semplice. «Per ora penso al Lecce, poi si vedrà».

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