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Il patron D'Addario «Taranto in vendita»

Il presidente sul sito del club (Prima Divisione di calcio): «I numerosi, potenziali e coraggiosi acquirenti possono proporre una richiesta di acquisto. Siamo disgustati. Conosco ciò che accade. Illazioni riguardanti speculazioni di ogni genere, giudizi anticipati, critiche e bocciature gratuite. Che non costano nulla a chi, in questa società, non ha investito denaro e lavoro»
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Il patron D'Addario «Taranto in vendita»
di Giuseppe Dimito

TARANTO - Il Taranto è in vendita. Lo ha scritto il presidente D’Addario in una lettera inviata nelle prime ore di ieri pomeriggio ai giornali. Provocazione o verità? Nella missiva, preliminarmente alla decisione finale, D’Addario fa l’excursus della sua ascesa sulla “poltrona” rossoblù: «Avevamo acquisito poco più di un colabrodo. Con l’obiettivo di farne una società efficente, solida e vincente. Capace di restituire a questa città palcoscenici più dignitosi nel più breve tempo possibile. A tal fine abbiamo cominciato a lavorare per raggiungere il nostro traguardo». Poi passa alla realtà attuale: «Oggi Taranto è rappresentata da una società rispettata e rispettabile, puntuale nei pagamenti, ospitale ed orgogliosa. Lontana dalle logiche che stanno trasformando il calcio in qualcosa di diverso. Ancora lì, a cinque giornate dal termine della sua prima stagione, a giocarsi l’ingresso nei playoff. Non so se, in altre piazze, una simile realtà spingerebbe tifosi, simpatizzanti ed addetti ai lavori a fare fronte unico. A lottare, insieme, fino all’ultimo minuto dell’ultima gara. Conosco, però, ciò che accade a Taranto. Illazioni riguardanti speculazioni di ogni genere, giudizi anticipati, critiche e bocciature gratuite. Che non costano nulla a chi, in questa società, non ha investito denaro e lavoro. Apprendo di desideri ed interessi da parte di chi vorrebbe una dirigenza convinta, come noi non saremo mai, della necessità di appaltare la gestione di una società calcistica a direttori sportivi o direttori generali - frequentemente a queste latitudini causa e non soluzione dei mali e da parte di una serie d’imprenditori interessati a rilevare la Taranto Sport. In una società in cui programmare pare davvero impresa impossibile, in un contesto in cui le somme si tirano prima del tempo, attaccando e distruggendo a costo zero un lavoro appena agli inizi, non posso che invitare i potenziali acquirenti a rivolgersi nelle sedi opportune. Perchè da oggi la Taranto Sport è in vendita». Si dice pure che le eventuali richieste di acquisto vanno depositate nello studio Carnelutti a Milano.

Intanto i giocatori, rappresentati da capitan Migliaccio, si addossano la responsabilità dei risultati negativi: «La colpa è nostra. Abbiamo finora disputato un campionato poco brillante. Non so francamente dirvi le motivazioni. Nel calcio accade anche questo. Ma permettemi di dire che non ci consideriamo fuori dai giochi per i playoff. Riteniamo che domenica sarà una tappa decisiva. Se non dovessimo battere il Portogruaro, dovremo mettere fine alle nostre ambizioni».

Intanto ieri pomeriggio, per l’intera durata dell’allenamento, 100-150 tifosi hanno contestato, peraltro in maniera civile, prima i giocatori e, poi, D’Addario e suo figlio Valerio. Allorchè il presidente si è avvicinato ai tifosi per parlare, gli stessi tifosi gli hanno lanciato ortaggi e bottigliette d’acqua. Esposto uno striscione con su scritto «Vergogna».

Passiatore ha continuato ugualmente a far disputare l’allenamento cui non ha partecipato il solo Migliaccio (botta ad un ginocchio). A metà circa della partitella Cortese ed Innocenti hanno sostituito Corona e Ferraro. Un segnale per domenica? Intanto il giudice sportivo ha squalificato per un turno Bolzan. Restano in piedi le dimissioni di D’Addario. C’è molto da rlflettere. Una cosa è certa: il calcio, a Taranto, deve continuare.

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