Cerca

Gioia, disfatta senza attenuanti Cannestracci ha un rimpianto

Retrocedere (dalla A2 maschile di pallavolo). Un verbo che mai nessuno avrebbe voluto coniugare in casa Nava, ma che purtroppo si è costretti a fare dopo la sconfitta di Ravenna, epilogo di una stagione tutta da dimenticare. Il coach: «Quando sono stato chiamato non ho esitato neppure un attimo ad accettare, anche se sapevo di imbarcarmi in un’avventura difficile. Ma avrei voluto esserci dall'inizio»
Gioia, disfatta senza attenuanti Cannestracci ha un rimpianto
di Luigi Mongelli

GIOIA - Retrocedere. Un verbo che mai nessuno avrebbe voluto coniugare in casa Nava Gioia, ma che purtroppo si è costretti a fare dopo la sconfitta di Ravenna, epilogo di una stagione tutta da dimenticare. Peccato, dopo la grande stagione vissuta lo scorso anno, nessuno avrebbe immaginato tutto ciò. Colpa del ridimensionamento del budget o di scelte affrettate? Una su tutte, riteniamo, quella legata al tecnico, che ancora oggi stentiamo a capire.

«Un giallo difficile da interpretare - chiosa Jorge Cannestracci, coach gioiese e scrittore di libri gialli - soprattutto per me, che insieme all’amore per la pallavolo nutro quello per i thriller. Infatti, mai avrei pensato che alla fine di una straordinaria stagione, la società non mi avrebbe riconfermato nell’incarico».

«Però, quando sono stato chiamato - continua - non ho esitato neppure un attimo ad accettare, anche se sapevo di imbarcarmi in un’avventura difficile. Però, poiché credo tanto nel mio lavoro, ero convinto di avere buone chance di risollevare le sorti di questa squadra. Una squadra che sin dall’inizio andava educata al lavoro e a lottare di partita in partita. Anche perché, come era già accaduto lo scorso anno, avremmo proseguito con la politica dei piccoli passi. In pratica centrare prima la permanenza e successivamente pensare eventualmente ai playoff. Una squadra che dalla prima giornata del campionato a oggi non ha mai avuto un’identità e gli innesti ed inserimenti avvenuti in corso d’opera secondo me hanno complicato di più la situazione. Un vero peccato - continua - perché in alcuni momenti ho avuto la sensazione che questa squadra, nonostante tutto, avrebbe potuto farcela. Però, torno a dire, sin dall’inizio era una squadra che doveva fare del lavoro di palestra il suo filo conduttore. Non dimentichiamo che atleti come il giovane bielorusso Antanovich, dal potenziale tecnico-agonistico enorme, esordienti nel campionato italiano (il più difficile al mondo, ricordiamo), andavano disciplinati, perché solo così avrebbero potuto sopperire all’inesperienza. Infatti, in Italia, contrariamente agli altri campionati europei e non, ogni gara è una finale».

«E qui non nego - chiude Cannestracci - che per quanto mi riguarda il rammarico maggiore è stato quello di non aver guidato sin dall’inizio questa squadra. Un cruccio difficile da scrollarsi di dosso, soprattutto per uno passionale come me, che qui a Gioia sapeva di misurarsi con una piazza importante del volley italiano e con gente che in ogni dove, dal bar alla banca e per le strade parla con cognizione di causa di volley. Ora quello che mi auguro è che dalle ceneri di questa retrocessione possa ripartire una nuova storia di pallavolo».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400