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Brindisi, dopo l'expolit di Reggio si va a Jesi per piazzare il bis

Coach Perdichizzi si gusta il momento di esaltazione nella Legadue di basket maschile: «Prima di sabato dipendevamo, se passa il termine, dagli altri; oggi, dopo la sconfitta di Sassari e la nostra vittoria a Reggio Emilia, tutto sta solo a noi stessi. E perché il prosieguo del campionato, a cominciare dalla difficilissima gara di Jesi, possa essere a noi sempre più confacente, è importante lavorare bene in palestra»
Brindisi, dopo l'expolit di Reggio si va a Jesi per piazzare il bis
di Franco De Simone

Coach, converrà sicuramente che da sabato ad oggi sono cambiate un po’ di cose in casa Enel Basket.

«È vero, prima di sabato dipendevamo, se passa il termine, dagli altri; oggi, dopo la sconfitta di Sassari e la nostra vittoria a Reggio Emilia, tutto sta solo a noi stessi. È perché il prosieguo del campionato, a cominciare dalla difficilissima gara di domani a Jesi, possa essere a noi sempre più confacente, è importante lavorare tanto e bene in palestra».

Domenica ha avuto molto dalla “panchina”.

«Sia chiaro, non faccio distinzioni fra uomini che partono con il quintetto base e giocatori che vanno in campo a giochi iniziati. Per me sono tutti utili per determinati modi, tutti funzionali al “sistema Brindisi”».

A Reggio Emilia si è assistito ad una gara agonisticamente intensa, bella.

«Durante la quale la squadra ha mostrato una virtù importante: è rimasta tranquilla anche quando è andata sotto. Poi, con la “zona” e l’umiltà, le nostre armi vincenti in special modo negli ultimi otto minuti dell’incontro, ha ritrovato fluidità e la determinante freschezza atletica dei quintetti avvicendati sul parquet».

Una gara particolare per Luca Infante, tornato ad essere il “guerriero” che ha lasciato un grosso solco nei tifosi reggiani.

«Lo si sa che non mi sono lasciato bene con i dirigenti reggiani - risponde il lungo salernitano -. Oggi sono contento per la nostra vittoria. Al termine della gara ho un po’ represso la mia gioia per il successo e per la mia gara, ma vi assicuro che la mia soddisfazione è grande per il successo che ci ha permesso di conquistare il primo posto in classifica. Come mi sento? Come uno che è rinato».

Coach, Sassari e Reggio Emilia: due belle vittorie. Per quale delle due è pù contento?

«Sicuramente per quella di Reggio Emilia, decisamente più difficile, anche per la presenza di Robert Hite, un giocatore che non sapevamo come sarebbe stato impiegato. Il valore della vittoria di Reggio è molto più alto di quello di Sassari. In Emilia abbiamo giocato bene, con una buona prestazione di Infante, partito in quintetto base proprio perché volevo metterlo nelle migliori condizioni di esprimersi».

Ed ora all’orizzonte appare già la lunga ombra della Fileni Jesi, una squadra incostante.

«L’incostanza è data dagli infortuni patiti da Roberto Gabini e Keith Waleskowski, ma a me risulta che la squadra di Maurizio Bartocci è affidabile e ha una panchina esperta. Quella di domani sarà la prima delle cinque finali a cui siamo attesi. Per venire a capo della gara di domani dobbiamo lavorare con grande spirito di concentrazione e con altrettanta dose di umiltà».

Si è sentito con il patron Ferrarese in questi ultimi giorni?

«Ci siamo sentiti in un paio di occasioni: dopo la vittoria di Sassari e dopo quella di Reggio Emilia».

Discorsi top secret?

«Dopo la gara di Sassari non l’ho sentito arrabbiato e, anzi, mi ha rincuorato per aver lasciato la Coppa al Veroli. Domenica, invece, l’ho sentito decisamente euforico, ma, allo stesso tempo, anche un bel po’ preoccupato».

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