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Giovedì 21 Settembre 2017 | 16:19

Enel Brindisi come la Bartolini Sembra l'euforia di 30 anni fa

All’epoca, la matricola di lusso della serie A2 di basket maschile viaggiava spedita verso una clamorosa promozione (che poi raggiunse - contro ogni pronostico - nella decisiva e leggendaria partita casalinga contro l’Honky Fabriano, vinta per 71 a 68) e in città non si parlava d’altro. Oggi, come allora, il copione è lo stesso: la New Basket ha appena raggiunto la vetta della Legadue e l’atmosfera si è... surriscaldata
Enel Brindisi come la Bartolini Sembra l'euforia di 30 anni fa
di Pierluigi Potì

BRINDISI - Erano quasi 30 anni (29 per la precisione) che in città non si respirava un simile clima di contagiante euforia per le imprese compiute in ambito cestistico.

All’epoca, la Bartolini (matricola di lusso della serie A2) viaggiava spedita verso una clamorosa promozione (che poi raggiunse - contro ogni pronostico della vigilia - nella decisiva e leggendaria partita casalinga contro l’Honky Fabriano, vinta per 71 a 68) e in città non si parlava d’altro.

Oggi, come allora, il copione è lo stesso: la New Basket ha appena raggiunto la vetta della classifica e, improvvisamente, l’atmosfera si è... surriscaldata ulteriormente, raggiungendo l’apice dell’entusiasmo.

Scaramanzie a parte (che, comunque, non guastano mai), per tanti tifosi il cammino sembra ormai in discesa e pronunciare quelle magiche “paroline” - serie A - risulta ora più semplice: «Abbiamo dimostrato di essere di gran lunga i più forti dell’intera Legadue - dice Giuseppe Bruno - e ormai non ci ferma più nessuno. Anche il calendario è dalla nostra parte e, a questo punto, la promozione possiamo perderla soltanto noi. Che gara a Reggio Emilia: giudiziosa e di grande intelligenza tattica. Bisogna dare atto a giocatori e allenatore di aver interpretato al meglio il difficile incontro che ci attendeva. E che spettacolo i mille e passa sostenitori brindisini che hanno praticamente zittito la tifoseria locale, sostenendo la squadra anche quando si è trovata sotto di sette punti: è anche merito loro se poi Cardinali e compagni sono riusciti a piazzare il break decisivo e a contenere la sfuriata finale dei reggini».

«Erano anni che non provavo una simile emozione - racconta Nicola Semeraro - e quasi quasi invidio i miei concittadini che si trovavano a Reggio Emilia. A pensarci, mi vengono i brividi, soprattutto per il cuore con cui tutti hanno giocato per l’intero arco dell’incontro. Ma la soddisfazione maggiore è stata quella di aver colto un successo fondamentale pur non potendo contare sull’apporto consueto di Thomas e, in parte, di Crispin. Ma con il Cardinale e l’Infante di ieri... tutto sarebbe stato possibile».

«Sono pronto a rituffarmi nella fontana di piazza Cairoli 30 anni dopo - afferma Francesco Palma, un “vecchio” sostenitore della New Basket -; scherzi a parte, nella promozione ci credevo prima e ci credo a maggior ragione dopo questa splendida vittoria, a condizione che non si perda la concentrazione a partire dall’ostica trasferta di Jesi. Ritornare nell’Olimpo del basket nazionale è un traguardo che non ci deve sfuggire: a guadagnarne non saremmo soltanto noi, ma l’intero circuito cestistico italiano che di piazze come Brindisi ne ha bisogno come il pane per risollevare l’intero movimento, apparso in questi ultimi anni un po’ in regresso».

«A Reggio Emilia, purtroppo, non sono potuto andare - dichiara con un pizzico di rabbia Paolo Greco - ma davanti alla tv ho fatto un tifo sfegatato e, alla fine, pur avendo perso un po’ la voce (per le urla di gioia più che di sofferenza), sono rimasto contento come non mai. Soprattutto per la grande prova di forza che la squadra ha saputo offrire nei minuti decisivi del match. Personalmente, dò un 10 a tutti, non solo agli ormai mitici Cardinali e Perdichizzi, ma ad ogni giocatore che è sceso in campo mettendoci il cuore. Siete davvero il nostro orgoglio».

In ogni angolo della città, a tenere banco è l’argomento basket: «Stringiamo i denti - dice Alberto Vasta - e vinciamo tutte le partite che ci restano a disposizione, così non dovremo guardare ciò che fanno le nostre diretti concorrenti. Sarebbe davvero il massimo poter festeggiare la tanto attesa promozione in serie A già nell’ultima gara casalinga con il Latina (nel penultimo turno del campionato). Ma, per ora, restiamo con i piedi per terra: solo con l’umiltà e il cuore mostrati sinora (specie nelle ultime partite) potremo raccogliere i frutti di una stagione che, da buona, potrebbe trasformarsi in esaltante».

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